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Magneti Marelli: ecco cosa pensano della cessione i suoi dipendenti

Magneti Marelli
Magneti Marelli

La cessione di Magneti Marelli da Fiat Chrysler Automobiles ai giapponesi di Calsonic Kansei è stata certamente la notizia della settimana nel mondo dei motori e in quello della finanza. Il gruppo italo americano del numero uno Mike Manley infatti è riuscita ad ottenere 6,2 miliardi di euro da questa operazione. Si tratta della prima grande operazione messa a segno dal nuovo amministratore delegato di FCA. Ovviamente la notizia ha suscitato molte polemiche sia nel mondo politico che in quello sindacale per un gioiello italiano che è stato venduto ad una società estera. 

Anche i dipendenti di Magneti Marelli si interrogano sul futuro degli stabilimenti italiani dopo la cessione a Calsonic

Ovviamente anche i dipendenti di Magneti Marelli sono rimasti molto sorpresi per la cessione della propria società. Come sempre accade in questi casi i lavoratori si sono divisi tra chi ha accolto con entusiasmo la novità ipotizzando un miglioramento della propria situazione e chi invece teme che in futuro le cose potranno cambiare in negativo soprattutto per quanto concerne i livelli di occupazione in Italia. L’azienda ha oltre 10 mila dipendenti in Italia i quali sono desiderosi di sapere quali novità porterà questa acquisizione, fermo restando che FCA ha confermato che vengono salvaguardati i posti di lavoro e che la produzione continuerà a rimanere in Italia.

Ovviamente è ancora presto per capire quelle che saranno le intenzioni dei giapponesi foraggiati dal fondo privato americano KKR. Daria Marrucci, dipendente allo stabilimento di Bologna ha dichiarato: «L’incertezza crea preoccupazione e noi lavoratori non sappiamo cosa succederà davvero. Vedremo se le dichiarazioni della nuova proprietà si concretizzeranno realmente soprattutto per quello che concerne i siti produttivi italiani e i livelli di occupazione.“ Giuseppe Tasso invece è più ottimista e pensa che le cose non potranno che migliorare e magari i giapponesi in futuro porteranno in dote anche un adeguamento degli stipendi che attualmente sono tra i più bassi del settore.