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FCA: problemi, obiettivi e progetti futuri del gruppo a tre mesi dalla morte di Sergio Marchionne

Il 25 luglio ci lasciava Sergio Marchionne, oggi il gruppo FCA deve fare i conti con un futuro tutto da decifrare

Sergio Marchionne

Tre mesi fa, il 25 luglio scorso, moriva a Sergio Marchionne che, pochi giorni prima della sua scomparsa, era stato sostituito nel ruolo di amministratore delegato, in anticipo di qualche mese rispetto ai tempi previsti in precedenza, da Mike Manley, da diversi anni numero uno del brand Jeep. A tre mesi di distanza dalla scomparsa di Marchionne, il gruppo FCA deve farei conti con il suo futuro e con un presente caratterizzato da diversi problemi da risolvere, possibilmente in breve tempo.

Nel frattempo, pochi giorni fa FCA ha annunciato la cessione di Magneti Marelli, accompagnata da motivazioni ben precise, mentre il prossimo 30 ottobre verranno presentati i dati della nuova trimestrale relativa ai mesi di luglio, agosto e settembre.

La piena occupazione in Italia è un obiettivo ancora lontanissimo

In questi tre mesi, tutta la situazione legata agli stabilimenti italiani è finita in stand by con il ritorno della cassa integrazione che ha coinvolto diverse migliaia di lavorati, in particolare nel mese di ottobre, di tutti i principali siti di produzione di FCA.Il rilancio degli stabilimenti italiani ed il raggiungimento della piena occupazione sono obiettivi che, per anni, hanno fatto parte del “piano Marchionne” per il futuro FCA.

La riconversione degli stabilimenti che, in questi ultimi anni, hanno progressivamente abbandonato la produzione di modelli “generalisti” per sostenere l’espansione della gamma dei marchi premium Alfa Romeo e Maserati è ferma in attesa dell’effettiva partenza della produzione dei nuovi modelli previsti dal piano industriale annunciato a giugno.

Alfa Romeo stabilimento Cassino dazi

In queste settimane si è parlato del nuovo mini SUV a marchio Jeep che potrebbe essere realizzato su di una nuova linea produttiva a Pomigliano d’Arco (ma serviranno almeno 12 mesi per i lavori di pre-produzione che ancora devono iniziare), del possibile debutto della 500 elettrica a Mirafiori (tutto da confermare) e dei nuovi SUV di Alfa Romeo che, difficilmente, arriveranno prima del 2020.

La cessione di Magneti Marelli potrebbe aiutare il rilancio degli stabilimenti italiani di FCA

Il problema degli stabilimenti italiani di FCA è legato, quindi, in modo particolare al mancato avvio della produzione dei nuovi modelli (ricordiamo che la gamma Alfa Romeo è ancora ferma a due modelli di nuova generazione contro gli 8 previsti dal precedente piano industriale). Questo problema potrebbe essere, in parte, risolto dalla cessione di Magneti Marelli che porterà nelle casse di FCA circa 6.2 miliardi di Euro, una cifra sensibilmente superiore rispetto alle attese che ha permesso al titolo dell’azienda di registrare una sostanziale crescita.

Parte del ricavato della cessione potrebbe finire nelle casse degli azionisti, come anticipato da Marchionne lo scorso giugno. Un’altra parte di questi 6.2 miliardi di Euro dovrà essere utilizzata, nel minor tempo possibile, per sostenere i futuri investimenti tecnologici di FCA che ha un forte bisogno di nuove piattaforme, pronto per l’elettrificazione, per poter sostenere l’espansione della gamma e, finalmente, realizzare modelli “di nuova generazione” invece di continuare a riciclare e spremere sino al loro limite le piattaforme esistenti.

L’ibrido è ancora lontano

Magneti Marelli ha (o aveva) un ruolo importante nello sviluppo della gamma ibrida di FCA che, in ogni caso, dovrebbe continuare ad utilizzare l’azienda appena ceduta come principale fornitore di componenti per i modelli futuri. E’ chiaro, in ogni caso, che l’ingresso di FCA nel mercato delle auto elettriche e, soprattutto, ibride avverrà in netto ritardo e con volumi molto limitati rispetto alla concorrenza che, da anni, ha già avviato la produzione dei primi modelli.

Jeep Renegade parcheggio autonomo video

Uno dei primi passi di FCA nel mercato delle auto ibride avverrà con il debutto della nuova Jeep Renegade ibrida prodotta nello stabilimento di Melfi. Secondo alcune fonti, la Renegade elettrificata sarà pronta per il 2020 e verrà realizzata con in volumi molto limitati (si parla di appena 5 mila unità all’anno). L’elettrificazione dovrebbe riguardare, nel prossimo futuro, anche la 500X e la 500L, prodotte rispettivamente a Melfi e Kragujevac in Serbia, ma le tempistiche di arrivo e l’effettivo impatto sulle vendite di queste varianti sono tutte da valutare.

Ancora tutti da valutare, invece, i tempi del debutto dei modelli ibridi di Maserati e Alfa Romeo, confermati dal piano industriale presentato da Marchionne a giugno.

Il rilancio di Alfa Romeo

Tra i lavori non terminati da Marchionne c’è, naturalmente, il rilancio di Alfa Romeo, fermo al debutto di Giulia e Stelvio, due modelli sviluppati sulla stessa piattaforma, la Giorgio, la cui realizzazione ha comportato un massiccio investimento per FCA.

Alfa Romeo ha una gamma ancora tutta da costruire e senza l’arrivo dei nuovi modelli non potrà mai arrivare ad avvicinare i target aziendali. Ricordiamo che, lo scorso giugno, FCA ha, di fatto, spostato di cinque anni il raggiungimento del target delle 400 mila unità vendute in tutto il mondo. 

Alfa Romeo Giulia 2019

Per il 2018 il brand italiano non raggiungerà quota 100 mila unità vendute in Europa (fermandosi probabilmente a circa 90 mila) mentre dovrebbe toccare quota 25 mila unità vendute in Nord America portando i volumi di vendita complessivi, considerando anche mercati “minori”, a circa 150 mila. 

Al momento, a meno di improbabili sorprese, è probabile che anche il 2019 sarà un anno di transizione per Alfa Romeo, con pochissime novità in arrivo. Per una nuova crescita del brand sarà probabilmente necessario attendere il 2020.

Un futuro tutto da costruire per FCA

FCA è ancora molto lontana dalla soglia delle 6 milioni di unità vendute all’anno, indicata tempo fa da Marchionne come “soglia di sopravvivenza” del gruppo. Nello stesso tempo, il gruppo ha vissuto in questi mesi un processo di “semplificazione” che ha portato agli spin-off di Ferrari e Cnh ed alla già citata cessione di Magneti Marelli.

Come ha scritto in questi giorni Bloomberg, tutte queste operazioni rendono, potenzialmente, più semplice una fusione, o comunque un’alleanza, con un altro gruppo impegnato nel settore automotive, un vecchio cavallo di battaglia di Marchionne che, per mesi, ha tentato di convincere General Motors a creare un’asse unico con FCA.

Nei prossimi anni potrebbe succedere di tutto.Un eventuale disimpegno di Exor è uno scenario da tempo sotto esame e molti analisti non hanno escluso quest’eventualità per il prossimo futuro, in particolare per quanto riguarda le attività europee del gruppo.

Written by Davide Raia

Appassionato di tecnologia e motori da sempre, editor e blogger, scrivo sul web da più di dieci anni. Ho collaborato con diverse testate online, occupandomi di temi differenti ma senza mai abbandonare il mondo dei motori ed, in particolare, il settore auto che ormai seguo quotidianamente con l’obiettivo di scoprire news e curiosità su tutti i nuovi modelli in arrivo. Nel tempo libero leggo, monto e smonto PC e cambio smartphone con troppa frequenza. Prossimo obiettivo: acquistare un’auto elettrica.