in

Stellantis, Cgil: “Francia riporta tutte le produzione elettriche in patria, che fa il Governo?”

Il segretario Cgil, Carmine Ranieri, esprime preoccupazione per l’accentramento della produzione delle auto elettriche Stellantis in Francia.

Gigafactory Termoli

Fin dalla costituzione di Stellantis, in molti si sono interrogati su quali fossero le effettive velleità. Se davvero Fiat Chrysler Automobiles e Peugeot Groupe avrebbero trovato il modo di cooperare fianco a fianco, senza permettere a terzi di di mettere i bastoni tra le ruote. L’una con cuore italo-americano, l’altra francese, qualcuno si è chiesto fin dal principio se ci fossero le basi per una proficua alleanza nel medio-lungo termine. O se i rispettivi Governi avrebbero fatto sentire la propria influenza, esercitando delle pressioni al fine di ottenere quanto più possibile dal matrimonio.

Stellantis, Cgil Abruzzo e Molise: la Francia punta a riappropriarsi della produzione delle auto elettriche

Stellantis

Le preoccupazioni avanzate dalla frangia di critici ha tenuto banco sui media, moderni e tradizionali. Dai social alla carta stampata, se ne sono dette tante in proposito. La questione è di estrema rilevanza in quanto ha degli effetti sull’economia delle Nazioni. Anche se il primo mese del 2023 ha segnalato un incremento delle immatricolazioni di Stellantis nella nostra penisola, le organizzazioni sindacali suonano il campanello d’allarme. Il timore è che ne esca chiara vincitrice la Francia, lasciando le briciole al Belpaese.

I recenti sviluppi di Stellantis accendono gli animi, con commenti destinate a provocare ulteriori dibattimenti. Chi esprime forti dubbi sulla sinergia è il segretario Cgil di Abruzzo e Molise, Carmine Ranieri, intervenuto nel congresso regionale del sindacato. A suo avviso la Francia starebbe cercando di riportare tutte le produzioni possibili in patria, a cominciare da quelle con maggiore potenziale. Per tali intende le auto elettriche, che nel corso dei prossimi anni prenderanno sempre più campo.

Come ben sappiamo la Commissione Europea ha posto un bando per i veicoli endotermici nel 2035 e, con l’avvicinarsi dalla data fatidica, i player della filiera faranno grossi investimenti. Nel caso di Stellantis vige il piano Dare Forward 2030, stando al quale la totalità delle vettura vendute in Europa sarà a trazione 100 per cento elettrica, mentre lo sarà per il 50 per cento negli Stati Uniti. Quindi, Ranieri si chiede cosa stia facendo il Governo italiano, perché non interviene ma lascia correre. Il rischio è di uno spostamento di gran parte dell’attività oltre i confini nazionali.

Stellantis ha annunciato investimenti in nuovi esemplari a zero emissioni. Tuttavia, stando alle informazioni raccolte nel recente periodo, la loro realizzazione avverrà su larga scala in Francia. Ergo, lì verrà creata nuova occupazione, mentre nella penisola italica permangono forti prospettive sul ruolo nel progetto.

L’amministratore delegato Carlos Tavares ha reso noto che entro il 2024 be 12 modelli elettrici vedranno la luce in Francia. In virtù di ciò, Stellantis toccherà la produzione di un milione di EV all’anno.

Stellantis logo

Durante la sua relazione Ranieri ha esortato le istituzioni locali a prendere parola in merito. Accettare la situazione potrebbe avere delle pesanti ripercussioni nelle economie regionali. La manodopera diretta della compagnia e l’indotto potrebbero uscire notevolmente ridimensionati. Sulla strategia in questione, e pertanto sui finanziamenti da attuare affinché le parole siano trasformate in manovre concrete, si inquadra l’avvenire della Fiat di Termoli, della ex Sevel, della Valle del tubo nel Teramano e dell’intero indotto, sia diretto che indiretto.  

In conclusione, il segretario ha ribadito l’importanza di intervenire con urgenza, mediante un piano nazionale relativo all’industria dei motori. Andare avanti con la politica dei bonus non può dare stabilità al Paese per Ranieri. Che è allarmato circa gli scenari della industria componentistica in Italia. Le parole seguono di poche ore la pubblicazione delle immatricolazioni di gennaio, dove Stellantis ne è uscita a testa alta. I numeri ottenuti hanno provocato anche il rialzo del titolo a Piazza Affari, sebbene alcuni analisti raccomandino prudenza.

Lascia un commento