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L’Alfa Romeo 6C 1750 GS Spider Aprile spiegata da Lopresto | Video

Ecco un’auto da sogno, sconosciuta ai più, che stupisce per le sue forme sensuali.

In un bel video YouTube di Matteo Torrisi Officina Del Pilota, il grande collezionista italiano Corrado Lopresto racconta una delle auto più affascinanti della sua raccolta: l’Alfa Romeo 6C 1750 GS Spider Aprile del 1931. Si tratta di una vettura unica e dal fascino inebriante, che seduce con le sinuose alchimie espressive della sua carrozzeria. Nella parte iniziale della sigla viene messo in evidenza il nome del modello scelto come base di lavoro per la trasformazione.

La firma stilistica iniziale era quella di Zagato, ma poi questa vettura scoperta, dopo alcuni passaggi di proprietà, trovò spazio nel garage di Giuseppe Aprile. Non un cliente qualunque, ma un bravo carrozziere che esercitava la sua attività artigianale a Savona. Fu lui che decise di cambiare la veste estetica del modello, traducendo in materia la vena creativa di Mario Revelli de Beaumont, cui conferì l’incarico di definirne i tratti.

L’operazione diede forma a un gioiello a quattro ruote, di taglio scultoreo. Il segno grafico sono le curve, che rappresentano la costante della trama espressiva. Nei concorsi d’eleganza i giurati hanno apprezzato sempre la veste estetica dell’Alfa Romeo 6C 1750 GS Spider Aprile. Basti dire che a quello di Villa d’Este del 2014 l’auto ha guadagnato la Coppa d’Oro. Il modello esprime al meglio lo stile flamboyant, di cui l’autore è stato uno splendido interprete.

Cuore pulsante dell’Aprile è un motore a 6 cilindri in linea da 1752 centimetri cubi di cilindrata, dotato di compressore e in grado di sviluppare una potenza massima di 85 cavalli, per una velocità di punta nell’ordine dei 145 km/h. Questa vettura in esemplare unico, con telaio 10814331, è entrata nella collezione dell’architetto e imprenditore milanese Lopresto nel 2008. A lui va anche il merito di aver commissionato un restauro di altissima qualità e di portare in giro l’auto in eventi prestigiosi, regalando le sue forme al godimento del pubblico. Non tutti i collezionisti di pezzi unici lo fanno.

Fonte | Collezione Lopresto

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