Quando si fa il nome Giulia, gli amanti dell’Alfa Romeo pensano subito ad alcune auto del loro marchio del cuore. Sono modelli di epoche diverse, che nel corso degli anni sono riusciti ad emozionare, con la forza del loro carattere. La sigla che le contraddistingue si è fissata nel sistema sensoriale e produce buone pulsazioni cardiache.
Oggi le Alfa Romeo Giulia, nelle diverse declinazioni, fanno parte dell’immaginario collettivo. Tutti le conoscono. Anche quelli che vivono con distacco il mondo dell’auto hanno dimestichezza con quell’appellativo. Nel post odierno abbiamo cercato di mettere insieme alcuni dei modelli più affascinanti della serie, capaci di impreziosire ogni collezione. Se lo gradite, seguiteci nel nostro viaggio alla loro scoperta. Girate la chiave: si parte!
Alfa Romeo Giulia Spider
Qui le emozioni sono a cielo aperto e guadagnano un sapore speciale. L’Alfa Romeo Giulia Spider, sul piano estetico, è quasi perfettamente identica alla Giulietta Spider, di cui ha preso il posto. A rendere immediatamente distinguibili i due modelli ci pensa la presa d’aria sul cofano motore, nata per dare ospitalità a un cuore più grosso e ingombrante di quello della progenitrice. Per il resto le variazioni sono minime e si focalizzano su un impercettibile scarto nella larghezza.
Il quadro stilistico è sublime. Innamorarsi delle sue forme è un fatto naturale. L’Alfa Romeo Giulia Spider è un fulgido esempio dell’arte creativa italiana. Nonostante i 60 anni di età, esprime il suo fascino con grandissima freschezza. Quando è presente in qualche raduno, riesce sempre a catturare gli sguardi.
Propulsore da 1.6 litri
La spinta è affidata a un motore da 1570 centimetri cubi, che rimpiazzò l’unità precedente da 1290 centimetri cubi. Con una potenza massima di 92 cavalli non era un bolide da pista, ma aveva un temperamento piuttosto vivace: quello giusto per un modello del genere, da vivere en plein-air. Con questa scuderia al servizio del pedale del gas, la velocità massima si spingeva a 172 km/h.
Del modello fu pure sviluppata una versione Veloce, da 112 cavalli e 180 km/h. Qui la tempra era decisamente più sportiva. L’energia veniva scaricata a terra con l’ausilio di un cambio manuale a cinque rapporti. Rispetto alla Giulietta Spider cambiavano alcuni dettagli anche all’interno, il più appariscente dei quali era il nuovo volante, ora a tre razze. Per il resto le due auto erano sovrapponibili sul piano linguistico, ma il carattere era più vigoroso per la Giulia.
Alfa Romeo Giulia Sprint GTA
L’Alfa Romeo Giulia Sprint GTA prese forma dal 1965 al 1975. Il suo stile porta la firma di Giorgetto Giugiaro per Bertone. Questa vettura sportiva incarna il DNA del “biscione” e regala un temperamento brillante. Diverse le versioni in cui prese forma. Qui ci occupiamo della prima serie, che fece il suo debutto in società al Salone dell’Auto di Amsterdam del 1965, per lasciare il mercato nel 1969.
Nella sigla sono raccontate alcune sue caratteristiche: GTA, infatti, è l’acronimo di Gran Turismo Alleggerita. Come base di lavoro fu usata la Sprint GT, ma il processo di snellimento portò a un peso alla bilancia inferiore di oltre 200 chilogrammi rispetto all’auto di partenza. Il risultato fu reso possibile, in buona parte, dall’uso esteso di elementi in Peraluman 25, ma la cura dimagrante interessò diversi aspetti della vettura.
Cuore sportivo
Il motore bialbero da 1.6 litri della Sprint GT fu sottoposto a una bella revisione, che lo predispose alle iniezioni di potenza degli allestimenti da gara. Sulla vettura stradale erogava 115 cavalli, a 6000 giri al minuto. La coppia raggiungeva il suo picco a 3000 giri al minuto, toccando quota 14.5 kgm. A dissetare il sistema propulsivo, con corpose dosi di ottani, provvedevano due carburatori doppio corpo Weber.
Notevole la velocità massima, superiore ai 185 km/h. Fra i punti di forza del modello, le sue doti dinamiche e lo stile, muscolare e sportivo. Un look quasi da gara. Nelle versioni da corsa la Giulia GTA riusciva a toccare i 170 cavalli di potenza, su un corpo vettura più leggero di un altro mezzo quintale.
Alfa Romeo Giulia GTAm
Questa è un’auto dell’era moderna. Lo stacco tecnologico e prestazionale con le altre due è piuttosto marcato. Il segno del progresso, ma anche della volontà di dar vita a un modello eccezionale, di matrice racing, destinato però all’uso stradale. La pista, tuttavia, è nel suo DNA. Tra i cordoli dei circuiti il suo potenziale si esprime in pieno, regalando emozioni da antologia.
L’Alfa Romeo Giulia GTAm è nata per regalare il massimo piacere di guida. Tirarne fuori le doti, nella loro pienezza, non è esercizio banale: bisogna saperci fare, ma un godimento di alta gamma è concesso a tutti, entro certi limiti. Questa vettura raccoglie l’eredità della Giulia Gran Turismo Alleggerita del 1965, di cui ci siamo occupati in precedenza. Frutto della sinergia con il team svizzero Sauber Engineering, la muscolosa sportiva del “biscione” si giova di soluzioni imparentate con quelle dei bolidi da corsa.
Snella e vigorosa
Per raggiungere ottimi livelli di leggerezza i tecnici hanno fatto ricorso ai materiali compositi, come la fibra di carbonio, che di solito è appannaggio delle supercar più prestazionali. Così diventa più facile il compito del motore a benzina V6 biturbo da 2.9 litri di cilindrata, nato in stretta sinergia con la Ferrari. Si tratta di un vulcano energetico, che ricompensa gli sforzi dei progettisti con 540 cavalli di potenza massima.
Il quadro prestazionale è al top, con uno scatto da 0 a 100 km/h in 3.6 secondi (col Launch Control attivato). Molto accattivante l’estetica, di natura strettamente corsaiola. L’ampio alettone posteriore e i cerchi da 20″ con attacco monodado confermano la liaison con l’universo racing. L’Alfa Romeo Giulia GTAm è uno strumento di piacere, al servizio dei pochi fortunati che potranno stringere fra le loro mani il volante di questo mezzo di razza del “biscione”. Tanto di cappello a chi ne ha firmato il progetto.
