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Semina terrore in autostrada con una Ferrari da F1: la Polizia sa chi è ma non può fermarlo

Lungo le strade della Repubblica Ceca un “pilota fantasma” semina terrore con una Ferrari da F1, ma la Polizia non può farci niente.

Ferrari GT2 in autostrada

No, non è un’illusione ottica. Qualcuno ha avuto davvero il coraggio di sfidare la legge sfrecciando in autostrada su un bolide Ferrari da gara GT2. Le Forze dell’Ordine della Repubblica Ceca devono ancora dare un’identità al conducente.

Ferrari: su una monoposto da F1 invade le strade della Repubblica Ceca

Ferrari GT2 in autostrada

La livrea rende il veicolo molto simile a una monoposto Ferrari di Formula 1. L’alettone posteriore con la scritta Marlboro dona quel tocco vintage, in grado di riportare le lancette dell’orologio indietro nel tempo. Da tempo qualcuno si diverte a cimentarsi in bravate del genere. In molteplici occasioni ha saputo farla franca, nonostante la polizia stradale abbia avviato le ricerche. Addirittura, sono state localizzate le immagini ma almeno per il momento non c’è stato verso di incastrare il “pilota fantasma” della Ferrari. Il rombante modello da corsa non ha l’autorizzazione per circolare su strade urbane o interurbane, bensì esclusivamente su circuiti chiusi.

In calce al tweet ritraente l’incursione ne sono stati pubblicati altri di internauti, che ne hanno ricordato le peripezie compiute nel 2018 e nel 2019. Al momento non c’è stato modo di inchiodarlo, per questione di fortuna e la difficoltà da parte degli agenti di metterlo di fronte ad accuse certe e prove inconfutabili. Gli sarebbe potuta andare male, sicché la legislazione nazionale pulisce una trasgressione del genere con una multa salatissima e il ritiro della patente per almeno un anno.

Ferrari GT2 in autostrada

Mentre scriviamo bisogna accontentarsi di un semplice sospetto. Nulla di più. Ad avviso della Polizia deve trattarsi del medesimo automobilista della Ferrari che nel 2019 venne individuato e raggiunto. All’epoca ebbero pressoché le mani legate. Si attennero a intimargli di smetterla, onde evitare di incorrere in sanzioni economiche davvero gravi. Ciò poiché le prove raccolte non erano abbastanza da metterlo di fronte alle sue responsabilità. Se lui professava innocenza, la porzione di viso emergente dal casco e le immagini poco nitide delle telecamere stradali impedirono di assumere provvedimenti.

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