in

Ferrari F1, Binotto: “I problemi non si risolvono in due giorni”

Il team principal della Ferrari commenta i recenti problemi riscontrati dalle monoposto al motore: non crede in una risoluzione immediata.

Ferrari F1-75 Barcellona

Dalle stelle alle stalle. L’ennesima pole di Charles Leclerc aveva riportato entusiasmo in Ferrari, dopo le ultime prove, dove aveva perlopiù inghiottito bocconi amari, quantomeno la domenica. Poi è stato il tempo della gara e, beh, il resto lo sappiamo bene. In terra azera le monoposto di Maranello erano già entrambe tagliate dai giochi al 21° giro. Una beffa cocente, che è ancora più difficile da accettare dati i precedenti passi a vuoto.

Ferrari: la grana del motore

Carlos Sainz
Carlos Sainz

L’euforia di inizio stagione, costellato da due GP vinti su tre, aveva tratto in inganno. Sembrava che il Cavallino fosse tornato finalmente rampante, ma il quadro desolante di queste settimane invita a una profonda riflessione. Nel corso del GP dell’Azerbaijan la Ferrari di Leclerc si è arresa al 20° giro mentre era in testa grazie a una astuta strategia del muretto, che aveva recuperato un suo errore allo start. Esattamente come in Spagna, anche sul circuito di Baku ha tradito il motore.

Prima Carlos Sainz aveva parcheggiato in curva 4 per un cedimento idraulico. Sul campionato della prima guida di Maranello aleggia, inoltre, uno spettro: nel caso in cui pure il turbo si fosse rotto (e bisognerebbe dunque montarne uno nuovo), allora fra una settimana in Canada il 24enne monegasco rischia di partire dal fondo della griglia.

Interpellato a riguardo, il team principal Mattia Binotto ha spiegato di non avere una risposta al momento. Martedì analizzeranno la power unit in fabbrica e capiranno l’entità del problema. Per Montreal comunque non è preoccupato, poiché adotteranno un motore nuovo, e a basso chilometraggio disavventure del genere non dovrebbero capitare. Ma lo è per il resto del torneo, perché sono tenuti a trovare rimedio in fretta.

Mattia Binotto

I difetti sono gravi, basti considerare i team clienti. Dalla Spagna è stata un’ecatombe: colpiti Bottas e Zhou dell’Alfa Romeo, addirittura Magnussen della Haas ha gettato la spugna per due volte consecutive. Lo stesso Binotto precisa che le soluzioni non si individuano nel giro di due-tre giorni. E il timore di ulteriori rotture spingerà all’impiego di mappature prudenti, proprio quando servirebbe il top delle performance per recuperare sulla Red Bull.