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Stellantis aderisce a un nuovo progetto per il riciclo delle batterie

Stellantis aderisce a un nuovo progetto in Francia per dare una seconda vita alle batterie degli autoveicoli.

Stellantis

Continua la transizione: sostenuta dalla Regione Bretagna, Quimper Bretagne Occidentale e Rennes Métropole, il consorzio avviato da Entech, insieme alle società Stellantis, Talendi e l’Università della Bretagna del Sud, sta lavorando a soluzioni di accumulo per dare una seconda vita alle batterie dei veicoli elettrici.

L’amministratore delegato di Entech, Christopher Franquet, ha sottolineato le notevoli potenzialità del progetto. Il riciclo rappresenta un mercato enorme, tuttavia permangono grossi ostacoli da superare affinché sia economicamente sostenibile. Entech – ha proseguito Franquet – è uno dei player in grado di sviluppare le tecnologie di ultimo grido, che renderanno possibile la crescita di tale settore.

Stellantis partner in un piano volto a dare alle batterie una seconda vita

Stellantis logo

 

Inoltre, la startup di Quimper specializzata nello stoccaggio e nella gestione intelligente delle energie rinnovabili ha deciso di creare un consorzio con Stellantis, Talendi, Université Bretagne Sud e il suo istituto di ricerca Dupuy de Lome. Obiettivo: lanciare un business e le innovazioni attorno allo smantellamento delle batterie per autoveicoli (diagnostica, sicurezza, dati, ecc.) al fine di offrire soluzioni tese a  ottimizzarne l’impiego.

Il progetto, denominato ABR for Automotive Batteries Reuse, è supportato finanziariamente dalla regione della Bretagna, Quimper Bretagne Occidentale e Rennes Métropole, per un importo di 495 mila e 800 euro in due anni. È anche etichettato dal cluster ID4CAR, pronto a riconoscere la natura avanguardista del piano, e la rilevanza delle opportunità economiche, ha, quindi, precisato Franquet.

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Per il consorzio, lo sviluppo degli EV deve essere accompagnato da una riflessione sulle prospettive delle batterie. Mentre la vita in mobilità di una unità agli ioni di litio è di circa 12 anni, essa mantiene fino al 75% della sua capacità di accumulo per uso stazionario. A seconda di questi parametri, le versioni ottenute nella seconda vita disponibili nel 2030 potrebbero raggiungere una capacità di 140 GWh, calcolano i promotori.

L’introduzione di un comparto di accumulo focalizzato sulla seconda tipologia è, di conseguenza, possibile, a condizione che vengano effettuati dei progressi attinenti al relativo smantellamento per autovetture e idee per conseguire i massimi standard dell’efficienza. Il progetto ABR si prefigge di affrontare le suddette sfide, forte degli investimenti compiuti e degli attori coinvolti.