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Fiat Chrysler partecipa a progetto per sviluppare una nuova lega di alluminio per i motori turbo

Fiat Chrysler vuole sviluppare una nuova lega di alluminio da utilizzare nei motori turbo compressi

Fiat Chrysler

Fiat Chrysler Automobiles ha annunciato lunedì di aver collaborato con il fornitore di componenti OEM Nemak all’Oak Ridge National Laboratory per sviluppare una nuova lega di alluminio da utilizzare nei motori turbo compressi. Con questo progetto FCA spera di realizzare un nuovo materiale che sia capace di aumentare i rapporti di compressione e aumentare i livelli nei suoi motori a induzione forzata. Questo infatti potrebbe portare più potenza ed efficienza, ma anche calore aggiuntivo, in gran parte assorbito dalla testata. Molte testate in alluminio oggi sono realizzate in alluminio 319 o 356, che diventano fragili oltre i 200 gradi Celsius.

Fiat Chrysler punta allo sviluppo di una nuova lega di alluminio per i suoi motori 

La nuova lega che il gruppo Fiat Chrysler intende utilizzare, usando sia 16HT che ACMZ, può mantenere la resistenza fino a temperature di 300 gradi Celsius. Ciò avviene sostituendo il silicio presente in alcune leghe di alluminio con il rame. Questa è una combinazione precedentemente non utilizzata nell’industria automobilistica a causa della tendenza che questo materiali a rompersi dopo la fusione. Gregg Black, senior manager di Advanced Powertrain Engineering presso Fiat Chrysler ha affermato in proposito: “Quando ci siamo concentrati sul rame, altre persone del settore ci hanno quasi deriso, dicendo che non saremmo mai stati in grado di lanciarlo”. 

Le leghe 16HT / ACMZ possono consentire agli ingegneri di snellire i progetti delle teste dei cilindri per raggruppare più strettamente le valvole, la candela e l’iniettore di carburante, o in alternativa, allargare le valvole per un migliore flusso d’aria e aggiungere una seconda candela per una combustione più completa. Tutto questo avviene solo con un leggero aumento dei prezzi. La sua produzione non richiederà nuove tecniche di produzione, salvo ulteriori passaggi nel trattamento termico post-fusione. Ci vorrà però ancora qualche anno prima di vedere questi motori nelle auto di FCA.