in

Ferrari: i test del Bahrain hanno prodotto conferme

Ciò che è emerso dalla seconda fase di test disputatasi in Bahrain dal 10 al 12 marzo scorsi è che la Ferrari ha confermato il suo potenziale

Charles Leclerc

Ciò che è emerso dalla seconda fase di test pre stagionali disputatasi in Bahrain dal 10 al 12 marzo scorsi è che la Ferrari ha confermato il suo potenziale, già ben espresso anche a Barcellona. Di certo l’ultimissima fase dell’ultima giornata di test ha ben espresso quelli che potrebbero essere gli effettivi valori in campo a disposizione del primo appuntamento stagionale previsto sempre in Bahrain, sul tracciato del Sakhir, domenica prossima.

Un po’ tutti i team, in quella fase, si sono dedicati infatti ai long run e ai tentativi da qualifica che hanno permesso di ottenere una valutazione più interessante sul comportamento in pista di queste nuove monoposto ad effetto suolo. I valori in campo sembrerebbero posizionare al vertice della piramide la Red Bull che sembra aver fatto un ottimo lavoro sulla interessantissima RB18. Alle spalle di Max Verstappen, che ha concluso col miglior tempo della sessione di test, c’è però la Ferrari che con la nuova F1-75 sembra volersi lasciare definitivamente alle spalle le cattive esperienze degli ultimi anni.

In base a quanto è emerso sia a Barcellona che in Bahrain, la Ferrari sembra aver ritrovato se stessa grazie ad un ruolo che sembra posizionarla in una condizione di forte vicinanza rispetto al vertice della classifica. Le possibilità che a Maranello abbiano ridotto fortemente il gap dai primi pare confermato da indiscrezioni e voci circolate prima a Barcellona e poi al Sakhir. Se la Red Bull ha stupito, allo stesso modo lo ha fatto anche Mercedes stavolta in maniera negativa. La nuova W13 dotata di pance strettissime sembra non aver raccolto quanto sperato dai tecnici della Stella che pare abbiano già rivisto l’ottimismo col quale avevano affrontato l’introduzione di questa estrema soluzione.

Carlos Sainz
Carlos Sainz

Anche in Bahrain ci si è nascosti, ma la Ferrari sembra poter dire la sua

Nonostante la revisione al ribasso dei tempi finali, secondo Mattia Binotto ogni squadra ha “mostrato lo stretto necessario” ovvero non tutto quello che può essere a disposizione di ogni team per garantire prestazioni reali.

La nuova Ferrari F1-75 ha impressionato per la sua coerenza e soprattutto per gli elevati valori di affidabilità. Dalle analisi GPS, se la Mercedes W13 è apparsa la più veloce nelle curve lente, la Ferrari si è ben comportata tanto che in Mercedes si sono fatti persino scappare che il loro distacco nei confronti della Red Bull e della compagine di Maranello fosse relegato a mezzo secondo.

Va detto poi che tutti hanno necessità di rivedere i problemi derivanti dal fastidioso porpoising. In questa direzione, la Ferrari F1-75 pare essere diventata il riferimento fra le squadre che comporranno la griglia di partenza domenica prossima. In Bahrain, la Scuderia di Maranello ha introdotto un nuovo fondo modificato rispetto all’elemento adottato al Montmelò durante i primi test. È andata in questa direzione l’adozione di un nuovo deviatore di flusso collocato in posizione verticale davanti al taglio che in Ferrari avevano praticato già a Barcellona. Una variazione alle ottimizzazioni aerodinamiche che sembra aver funzionato e ridotto i problemi del “saltellamento” aerodinamico piuttosto evidente alle elevate velocità.

Secondo la compagine di Maranello, chi risolverà per primo il problema che è stato sottovalutato quasi da tutto il gruppo di partenti potrà giocare tutte le sue carte a proprio favore. Per questo in Bahrain si sono poi viste ulteriori variazioni al fondo della F1-75 che è sembrata copiare soluzioni provenienti dalla nuova McLaren MCL36 che in pratica risultava l’unica monoposto ad aver messo in pratica problemi minori in relazione proprio all’effetto aerodinamico del porpoising.

Charles Leclerc
Charles Leclerc

Intanto, al termine della tre giorni del Bahrain la Ferrari ha completato ben 349 giri, praticamente 100 in meno alla sessione del Montmelò per un totale complessivo di circa 4.000 chilometri percorsi dalla F1-75 sfruttando una sola power unit: una forte attestazione dei livelli di affidabilità raggiunti dal complesso PU-Macchina di casa Ferrari. “Forse la Ferrari non è l’auto più veloce in campo. Ma è l’auto più facile da guidare in questo momento”, aveva detto ad esempio Helmut Marko della Red Bull per dire che la Ferrari F1-75 in linea di massima sembra essere la monoposto più equilibrata del lotto. I passi in avanti ci sono e i giudizi espressi da Carlos Sainz e Charles Leclerc sono fortemente positivi così come il giudizio del team principal Mattia Binotto.

Adesso l’ultima valutazione spetta alla pista, solo tra sabato e domenica sapremo se la Ferrari F1-75 sarà la monoposto da battere (o perlomeno al top del gruppo) o se quanto visto a Barcellona e al Sakhir rappresentava una condizione lontana dalla realtà.