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Produzione globale di auto a rischio

Produzione globale di auto a rischio. Le società di consulenza J.D. Power e LMC Automotive hanno rivisto al ribasso di 400.000 le previsioni

Produzione globale di auto a rischio

Produzione globale di auto a rischio: la guerra Russia-Ucraina è un rischio per la ripresa del settore veicoli mondiale. Comunque già prima in preda a una recessione che dura da due anni. Le cause? Covid e mancanza di semiconduttori. Secondo gli analisti di Citi, le sanzioni imposte da USA e UE a Putin renderanno più incerta la produzione automobilistica. Salirà il livello di inflazione, danneggiando i fornitori del comparto. Attenzione: la produzione di auto in Russia pesa per il 9% sui volumi europei e per il 2% su quelli mondiali, dice Milano Finanza.

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Anche perché sono aumentati anche l’alluminio (+20%) e il palladio (+26,7%).

Senza dimenticare le possibili ritorsioni russe contro le sanzioni USA e UE: in quel caso, la situazione peggiorerebbe.

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Per Citi le più esposte sono Nokian e Renault. Nello scenario peggiore, in cui la produzione globale di auto segnasse solo un +2%, Valeo vedrebbe scendere l’ebit (Earnings Before Interest and Taxes, una misura di risultato operativo prima della deduzione degli oneri finanziari e delle imposte) del 2023 del 28%, Continental del 20%, Faurecia (Stellantis) del 19%.

Mosca, spiega MF, pesa quasi il 25% della fornitura globale di palladio  e il 5% della fornitura globale di alluminio. Estrae anche l’11% della produzione globale di nichel, impiegato nella costruzione di batterie per veicoli elettrici. E il 4% del cobalto mondiale. Insomma, guai per le elettriche. E anche sulla corsa alle macchine a batteria nel 2035 la Commissione UE dovrà fare una seria riflessione.

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Produzione globale di auto in pericolo

Le società di consulenza J.D. Power e LMC Automotive hanno già rivisto al ribasso di 400.000 unità le previsioni sulle vendite per il 2022, portate a 85 milioni.

La Russia ha un export stimato dal Center of Automotive Management di 3,3 miliardi. Ma l’import arriva a 20. Secondo il direttore del Cam, Stefan Bratzel, l’effetto stimato è che per molto tempo la Russia non sarà un importante mercato di vendita e luogo di produzione per l’industria automobilistica.

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Costruttori in attesa

Cosa dicono i Costruttori più interessati? Sentiamo il Gruppo Volkswagen: le ostilità hanno aggravato la situazione dei nostri fornitori con sede in Ucraina, provocando colli di bottiglia nelle consegne di componentistica. Che riprenderanno non appena saranno chiariti gli effetti delle sanzioni imposte dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti.

Avotaz (Renault) spiega che i blocchi nelle catene di fornitura sono principalmente causati da controlli alle frontiere più severi nei paesi di transito e dalla necessità forzata di cambiare una serie di rotte logistiche stabilite.

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Ma intanto l’UE cosa fa? Le sanzioni, ha detto il presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, aumenteranno gli oneri finanziari della Russia, faranno salire l’inflazione ed eroderanno gradualmente la base industriale russa. Questioni delicatissime che impongono anche in questo caso scelte ponderate per mirare alla pace.

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