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Stop importazione di petrolio russo: appello delle ONG

Fra le varie opinioni, c’è anche quella di Transport & Environment: stop all’importazione di petrolio russo

petrolio russo

Nelle varie fazioni che si scontrano in questo momento, c’è anche l’opinione di Transport & Environment. Che fa un appello all’Unione Europea: stop all’importazione di petrolio russo. L’obiettivo? Smettere di finanziare la sporca guerra di Putin, dice T&E. Ovviamente, c’è invece chi pensa che pure Biden, la Nato e Zieliński abbiano le loro responsabilità per quanto sta accadendo. Senza contare che sarebbero da vedere le conseguenze per il prezzo della benzina.

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Torniamo all’idea di T&E. La resistenza alla guerra con cui Putin ha aggredito l’Ucraina si può fare (anche) facendo rifornimento alla propria auto, sostiene. Due terzi delle importazioni di petrolio russo sono infatti utilizzati nel settore trasporti. Per questo, 25 organizzazioni non governative europee hanno lanciato un appello pubblico ai leader dell’Unione europea e degli Stati membri.

La richiesta è semplice e chiara: la UE dovrebbe mettere sotto embargo tutte le importazioni di petrolio e gas dalla Russia per non finanziare indirettamente le attività belliche in territorio ucraino.

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Petrolio russo alla pompa? Allora no

La coalizione di ONG aggiunge poi una richiesta che renderebbe più facile anche ai consumatori dei diversi Paesi europei fare azioni concrete contro Putin: indicare chiaramente, alla stazione di servizio, il Paese d’origine dei prodotti petroliferi per garantirne la provenienza. Ed essere così sicuri di non dare i propri soldi a Compagnie petrolifere compromesse con il regime putiniano.

Nell’appello, le associazioni chiedono inoltre di introdurre un dazio o una tassa sulle esportazioni di combustibili fossili russi prima di arrivare a un embargo completo delle importazioni di combustibili fossili dalla Russia.

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Il denaro europeo speso per il petrolio (che rappresenta l’80% dei dollari guadagnati dalla Russia con le esportazioni di greggio e gas) ha sostenuto le spese militari di Putin per oltre due decenni. Per Heorhiy Veremiychyk del National Ecological Centre dell’Ucraina, serve un’azione urgente per paralizzare la capacità del regime di Putin di finanziare la guerra.

Finora, il petrolio e il gas non sono stati inclusi nelle sanzioni economiche che, sebbene necessarie, non stanno fermando l’avanzata russa. Ogni giorno gli Stati UE continuano a trasferire centinaia di milioni di euro per petrolio e gas al regime di Putin (stimati tra gli 80 e gli 85 miliardi di euro nel 2022) contribuendo quindi alla sua guerra illegale contro l’Ucraina.

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