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Sevel Atessa: si perdono posti di lavoro ma le vendite vanno

I dati sulle vendite dei veicoli commerciali della Sevel di Atessa sono positivi, ma non è tutto oro ciò che luccica.

Anche se l’anno 2021 si è chiuso con un segno positivo in quanto a vendite, anche alla Sevel di Atessa non si respira una aria buona. Anche la Società Europea Veicoli Leggeri dove Stellantis produce i furgoni Fiat Ducato, vive momenti tribolati per via delle ripetute fermate produttive.

In questi mesi da Val di Sangro in Provincia di Chieti si sono susseguite le notizie di continue fermate delle attività nello stabilimento, a volte per la crisi dei semiconduttori ed a volte per la carenza di altre componenti. Fermate che non sono piaciute ai sindacati che espongono un quadro disarmante anche alla luce dei nuovi dati sulle vendite.

Cosa è successo nel 2021 alla Sevel di Atessa

Il 2021 si è chiuso in positivo per la Sevel di Atessa. Parliamo però di vendite di furgoni e non di lavoro e situazione degli operai. Le ripetute fermate della produzione hanno avuto inevitabilmente un pessimo impatto sui lavoratori.

Alla Sevel di Atessa sono stati prodotti nel 2021 ben 265.048. Numeri crescenti rispetto al 2020, anche se c’è da dire che l’anno 2020 è stato il primo anno di pandemia. Resta il fatto che i veicoli leggeri, cioè i furgoni hanno un mercato e un appeal diverso dalle auto classiche. Un appeal che resta sempre elevato.

Il problema sono le scelte di Stellantis, che per qualcuno avrebbe intenzione di delocalizzare la produzione magari verso la Polonia, in quel di Gliwice dove una volta si producevano le Opel Astra mentre adesso si è riconvertito tutto ai furgoni. Il fatto che il governo polacco abbia incentivi che sono di appeal per le aziende preoccupa non poco. Tanto è vero che da tempo si sottolinea il fatto che mentre in Italia le aziende si fermano a fasi alterne, in Polonia la riconversione della produzione dalle berline ai furgoni è stata accelerata ed anticipata.

I sindacati sono in allarme, nonostante tra 2020 e 2021 la produzione è salita del 3,1%. Infatti ad inizio anno tutto faceva propendere verso la produzione di almeno 300.000 veicoli. Lo dimostrava il fatto che si partì con turni da 18 in fabbrica. Poi la solita crisi dei microchip asiatici che hanno fatto perdere 60 turni in 20 giornate di chiusura. E la soglia dei 300.000 furgoni prodotti alla Sevel di Atessa non è stata raggiunta.

Ai sindacati la preoccupazione riguarda i livelli occupazionali

Se dal punto di vista aziendale i numeri possono far sorridere, non è così dal punto di vista degli operai e dei loro rappresentanti sindacali. Il passaggio dai 18 ai 15 turni che Stellantis ha deciso di adottare per la Sevel, non è stata condivisa dai sindacati. Una decisione unilaterale ampiamente contestata dalle parti sociali. Infatti si parla di 1.000 posti di lavoro cessati o interrotti alla Sevel. Di questi 600 sono i lavoratori in somministrazione, quelli che da tempo Sevel utilizzava e che adesso hanno visto il loro contratto non rinnovato.

Gli altri sono i lavoratori in trasferta da altre fabbriche italiane di Stellantis, che erano giunti in Val di Sangro per dare manforte alla elevata richiesta di veicoli commerciali. Lavoratori rispediti alle loro fabbriche di origine e in cassa integrazione. Ammortizzatore sociale questo che ha riguardato anche gli altri lavoratori della Sevel nelle fermate collettive.

E come è evidente, cassa integrazione significa riduzione dei salari e quindi dei redditi, oltre che carenze dal punti di vista della maturazione dei ratei.

E si respira una aria tetra dal momento che non sono sicuri nemmeno i 280 lavoratori somministrati e provenienti dalle Agenzie di Lavoro Interinale che ancora oggi sono rimasti in forza alla Sevel.

Alla Sevel occorre la stabilizzazione dei lavoratori interinali

Per i sindacati alla Sevel di Atessa bisogna ragionare sulla stabilizzazione dei lavoratori somministrati

Una situazione critica quindi, nonostante proprio sui somministrati i sindacati da tempo chiedono la stabilizzazione dei lavoratori somministrati.

Infatti come si legge sul sito “Vastoweb.com”, secondo i metalmeccanici della Cisl, occorrerebbe una soluzione urgente a queste problematiche.

“Intervenire contrattualmente anche con un ricambio generazionale favorendo con percorsi di assunzioni dirette i lavoratori in somministrazione a tempo indeterminato, che operano con continuità e senza interruzioni da tempo in Sevel”

Ciò che dice la Fim-Cisl infatti è ciò che da tempo ripetono tutte le sigle sindacali all’unisono. Facendo riferimento a quei lavoratori interinali che alla Sevel sono stati sempre una costante, entrando a fare parte dell’organico. Quanto meno dovrebbero essere intrapresi percorsi di tutela a questi lavoratori, quanto meno quelli di precedenza nel caso in cui la Sevel un domani provvedesse a nuovi piani di espansione e di conseguente aumento dei livelli occupazionali.

Appuntamenti importanti quelli che presto il governo e l’azienda hanno messo in cantiere

Le vicissitudini della Sevel di Atessa sono le medesime di tutti gli altri poli produttivi di Stellanti. I dubbi sul futuro e le preoccupazioni dei lavoratori non hanno ancora risposte certe e sicure da parte dell’azienda. SI attende quindi anche in Val di Sangro, con impazienza, la presentazione del piano produttivo di Stellantis, che secondo i vertici del colosso dell’Industria automobilistica, sarà presentato entro il primo marzo 2022.

Ma l’attesa è anche per quanto concerne un incontro che il Ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti dovrà convocare prima della presentazione del piano da parte di Stellantis. Un incontro che i sindacati sponsorizzano perché solo da un vertice trilaterale tra governo, azienda e parti sociali, si potrà mettere in chiaro cosa è necessario fare per le fabbriche italiane del gruppo italo francese.

Le richieste sono sempre le stesse e riguardano la necessita che il governo si faccia capo dell’onere di chiedere a Stellantis le garanzie sugli impegni già presi e sui futuri, soprattutto sul livello occupazionale di tutti gli stabilimenti del gruppo.

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