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Polizza RCA: la compagnia può imporre la carrozzeria convenzionata

La vittima di un sinistro che deve riparare l’auto tramite il risarcimento ottenuto dalla compagnia, non deve per forza di cose portare l’auto alla carrozzeria o da meccanico indicato dall’assicuratore.

Un argomento che divide è la carrozzeria convenzionata che molte compagnie di assicurazione usano nel momento che devono risarcire i danni tramite la polizza RCA.

Molte compagnie di assicurazione al posto di suggerire la carrozzeria convenzionata, sembra che la impongano. È cioè che molti automobilisti e contraenti di polizza segnalano, ed è ciò di cui tratta il sito “laleggepertutti.it”. Ma è lecito questo comportamento da parte degli assicuratori?

Cosa significa carrozzeria convenzionata e come funzionano le riparazioni delle auto in Italia con polizza RCA

In passato il risarcimento danni da sinistri stradali, cioè i soldi che un automobilista riceveva dalle assicurazioni quando restava vittima di un sinistro, finivano obbligatoriamente nelle mani dello stesso danneggiato.

La vittima di un sinistro apriva la pratica di risarcimento denunciando l’accaduto. La compagnia di assicurazione alla ricezione della denuncia, avviava l’istruttoria. Partivano le perizie da parte dei tecnici, che andavano a verificare sul posto il danno subito dalla vittima del sinistro.

A volte, se la perizia tardava, bastavano le foto dei danni, anche se si trattava di una pratica altamente sconsigliata. Dopo la perizia, ecco che scattava l’offerta da parte del liquidatore della compagnia, che in base alla stima dei danni, liquidava quello che secondo la compagnia era il corrispettivo utile a riportare l’auto alla stessa situazione prima del sinistro, cioè prima dei danni. Al danneggiato arrivava l’assegno con l’importo del risarcimento concordato. E si passava alla riparazione del danno, sempre che la procedura non andava per le lunghe costringendo il danneggiato ad anticipare i soldi per riparare l’auto, spettando l’assegno.

Polizza RCA, obbiettivo auto riparata

carrozzerie convenzionate

Poi sono nate le deleghe, cioè il danneggiato delegava la sua carrozzeria di fiducia ad espletare la pratica di risarcimento. Il carrozziere riceveva la visita del perito, “litigava” il risarcimento. Il danneggiato non doveva fare altro che aspettare che l’auto tornasse come nuova, senza anticipare soldi.

Adesso si utilizzano molto le carrozzerie (ma anche le officine per i danni meccanici) convenzionate. Il danneggiato accettando di portare l’auto alla carrozzeria “suggerita” dalla compagnia, che naturalmente ha condizioni di favore con quella carrozzeria, non deve fare nulla.

Tutto si risolve internamente tra la compagnia di assicurazione e la carrozzeria convenzionata, quasi che il danneggiato fosse un soggetto terzo.

Addio al meccanico di fiducia, ma non sempre la pratica delle carrozzerie convenzionate è usata lecitamente

Avere un meccanico di fiducia o un carrozziere di fiducia non è certo una rarità. Tra meccanico e automobilista si arriva a stringere un rapporto che può andare ben oltre quello tra cliente e professionista.

E al meccanico di fiducia che si telefona a tutte le ore se l’auto ha qualche problema. È del meccanico di sempre che si porta l’auto per una riparazione, sicuri che il lavoro venga effettuato a regola d’arte o che il prezzo sia migliore che nella concorrenza.

Ma la figura del carrozziere, o quella del meccanico di fiducia perde sempre più importanza nel momento in cui dopo un sinistro, la compagnia di assicurazione indica la struttura dove andare, perché convenzionata con la compagnia di assicurazione stessa.

Il danneggiato di fronte ad una scelta

Ed a volte si mette il danneggiato, di fronte ad un bivio. O si dice di sì alla proposta della compagnia, o si sceglie di accettare il risarcimento del danno, ma alle condizioni che la carrozzeria convenzionata usualmente offre alla compagnia di assicurazione.

In pratica, essendo in convenzione con l’assicuratore, la carrozzeria convenzionata adotta prezzi più bassi, per favorire la compagnia stessa lavorando sulla quantità delle auto da riparare mandategli direttamente dall’assicuratore “amico”.

Associazioni dei consumatori avvisate di questa pratica, ed i tribunali iniziano ad emettere sentenze

In altri termini, o ci si fa riparare l’auto dal carrozziere dell’assicurazione, o si ricevono soldi inferiori ai preventivi fatti dai carrozzieri di fiducia.

In alcuni casi, di fronte a questa specie di aut aut, gli automobilisti hanno interessato le associazioni dei consumatori. E non di rado alcune situazioni simili a quelle prima citate, sono finite davanti ai Tribunali. La “leggepertutti.it” per esempio, cita una recente sentenza del Tribunale di Milano.

Niente di illecito da parte delle assicurazioni

Una sentenza in cui si mette in luce il fatto che ciò che fanno le compagnie, non è illegale, anzi. Ma ci sono delle condizionalità che la stessa compagnia deve rispettare, e finiscono con essere condizionalità sul premio assicurativo.

Non sono poche le compagnie che offrono ai clienti contratti con dentro una clausola che prevede l’obbligo di utilizzare carrozzerie e officine convenzionate nel momento di un sinistro. Ma sono clausole che devono essere offerte e vendute, dietro riduzione del premio assicurativo. Infatti si tratta di una clausola che elimina il risarcimento diretto del danno. Anzi, al posto del risarcimento in danaro, c’è la riparazione del veicolo.

Risarcimento diretto e carrozzerie convenzionate in materia polizza RCA

Tutto nasce da una direttiva UE, quella sul risarcimento diretto. Questo ciò che rende lecito il comportamento della compagnia di assicurazione che impone quasi, la carrozzeria convenzionata ai suoi clienti. Il nostro governo si è adeguato alla direttiva UE che prevede il risarcimento diretto del danno da parte della propria compagnia e non di quella della controparte (il responsabile del sinistro). Lo ha fatto con il decreto del Presidente della Repubblica emanato nel 2006.

È il decreto n° 254 che letteralmente cita: In presenza di clausole che prevedono il risarcimento del danno in forma specifica, nel contratto deve essere espressamente indicata la percentuale di sconto applicata.

E come se non bastasse, anche il Codice Civile recita che in materia di risarcimento di un danno, il soggetto chiamato a risarcire può, al posto di rimborsare il danno con un corrispettivo in danaro o diverso, risarcire il danneggiato eliminando la situazione di pregiudizio sopraggiunta dopo il sinistro. In pratica, riportando il veicolo alla condizione precedente il sinistro stesso.

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