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Assicurazione Rc auto: la legge “buona” e quella “cattiva”

Come ClubAlfa vede le normative del settore assicurativo Rc auto in Italia. E quali prospettive per il mondo della riparazione

In un mare di pessime notizie, fra Covid, crisi, mercato a picco, ecco una good news: la legge Concorrenza 2017 è una legge “buona” per l’assicurazione Rc auto italiana. Impone il risarcimento integrale all’automobilista danneggiato, anche quando si rivolge al carrozziere indipendente, di fiducia. Come i 2.800 riparatori indipendenti di Federcarrozzieri, la Federazione capitanata da Davide Galli, che dal 2012 si batte per il libero mercato e per la libera concorrenza.

No alle penali (franchigie e scoperti) per chi va dal carrozziere indipendente, di cui si fida, che conosce, che lavora a regola d’arte. Lo preferisce, in condizioni di libera scelta, al carrozziere convenzionato. Che lavora a tariffe di manodopera imposta dalla compagnia assicuratrice. No alle clausole vessatorie, come dice la Cassazione.

Ma attenzione, purtroppo, a nostro avviso esiste anche una legge “cattiva”: il risarcimento diretto introdotto nel 2007. In caso di incidente, se la vittima vuole, si fa indennizzare dalla propria compagnia. Che poi in camera di compensazione otterrà un forfait dalla compagnia del responsabile del sinistro. E qui casca l’asino. Se il forfait è meno alto del rimborso, scattano gli aumenti dei prezzi Rc auto.

A prescindere dalle tariffe, non piace una norma che canalizza il danneggiato verso il carrozziere convenzionato con la compagnia. Va contro le logiche del mercato libero e della libera concorrenza, come evidenzia un leader del consumerismo a favore degli automobilisti come Stefano Mannacio, responsabile Rc auto di Assoutenti, nonché massimo esperto del settore assicurativo italiano e internazionale.

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Assicurazione Rc auto: quale futuro

Tanto peggio la famigerata norma nel disegno legge Concorrenza 2021, che vuole estendere il risarcimento diretto alle compagnie estere, visto che oggi riguarda solo le compagnie italiane. Sarebbe delittuoso, visto che un automobilista oggi è libero di scegliere l’assicurazione la quale non aderisce al sistema di indennizzo diretto. E costringerebbe quelle compagnie ad alzare i prezzi, dovendosi attrezzare per procedure complesse e farraginose.

Nel surreale silenzio del mondo dell’auto, Confindustria Ancma (moto) va invece decisa al punto: la misura, se approvata, rischierebbe di produrre un aumento generalizzato delle polizze assicurative motociclistiche, stimabile attorno al 20% dei prezzi correnti. In sintesi, l’indennizzo diretto produce effetti distorsivi che si traducono in un aumento dei costi assicurativi.

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