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Kimi Raikkonen: “Hamilton-Verstappen? Molto è artefatto”

Kimi Raikkonen non trova nulla di speciale nella rivalità in corso tra Lewis Hamilton e Max Verstappen: molto lo trova artefatto.

Ice Man. L’uomo di ghiaccio. Un soprannome che calza a pennello su Kimi Raikkonen, fin dagli inizi della carriera. Le pressioni non gli hanno praticamente mai sortito alcun effetto e sono infinite le occasioni in cui ha dimostrato di aver gli attributi per esprimere le proprie idee, anche se in controtendenza con l’opinione popolare. Sortiscono, perciò, sorpresa fino a un certo punto le ultime esternazioni dell’alfiere finlandese, l’ultimo campione del mondo in Ferrari.

Raikkonen non è ‘stregato’ dalla rivalità per il campionato

Kimi Raikkonen

Interpellato da GPFans sulla rivalità in corso tra Lewis Hamilton e Max Verstappen, che sta contribuendo a rendere così tanto avvincente la stagione attualmente in corso, Raikkonen ha manifestato un parere contrario a quello comune. Anziché alimentare ulteriormente il pathos del duello, ha liquidato la questione senza troppi fronzoli. Secondo il driver la battaglia in atto tra Sir Lewis e il figlio d’arte olandese è poco coinvolgente e i media ci marciano fin troppo sopra.

Dalla sua prospettiva la questione è meno intensa rispetto al passato. Non nutre il benché minimo dubbio in merito, sicché non ne è coinvolto. Non gliene importa nulla, chiunque maturerà più punti alla fine dell’ultima gara conquisterà il campionato. Punto e stop. In totale onestà, è dell’avviso che tutti coloro che lottano per l’allora massimo parteciperanno a diverse battaglie serrate, le squali sfavoriranno un giorno uno e un giorno l’altro.

Nulla di sconvolgente sul circuito di Interlagos: non si sono nemmeno toccati

Lewis Hamilton e Max Verstappen

Proseguendo, Kimi Raikkonen, prossimo al ritiro, ritiene si sia già scritto abbastanza a proposito della storia. E, soprattutto, tanto è stato tirato fuori dal nulla. Insomma, ad avviso di Kimi c’è parecchio di artefatto. Come ha già ripetuto, sul circuito di Interlagos, in Brasile, non si sono toccati, non c’è stato niente di folle e ha visto cose decisamente peggiori. Lui stesso ne è stato parte integrante, ha concluso il compagno di team di Antonio Giovinazzi.

 

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