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Sequestrata a Como una Ferrari 312 T falsa

Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane hanno sequestrato una replica non autorizzata della Ferrari 312 T alla frontiera con la Svizzera

Foto, QuiComo

Il fenomeno delle repliche non autorizzate, specie se Ferrari quindi per ovvi motivi, sembra non conoscere fine. Perlomeno a giudicare da quello che si sono trovati di fronte gli agenti della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Dogane alla frontiera fra Italia e Svizzera, a Ponte Chiasso in provincia di Como: davanti a loro si è infatti materializzata una Ferrari 312 T. Peccato che la monoposto era una replica fedele, ma non autorizzata dal costruttore di Maranello. In casa Ferrari fronteggiano spesso questo fenomeno, ovvero non si tratta della prima volta che vengono riscontrate situazioni simili a quella vissuta nelle ultime ore a Como.

Ferrari 312 T sequestrata
Foto, QuiComo

Riproduzione fedele della Ferrari 312 T di Niki Lauda

La monoposto, sequestrata all’interno di un’operazione congiunta fra Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane, replicava addirittura la Ferrari 312 T portata in pista (nel Circus di Formula 1) da Niki Lauda nel 1975. La monoposto, perfettamente funzionante poiché dotata di propulsore elettrico, era stata dichiarata come una show car ma non è passata inosservata dagli agenti che hanno fermato infatti l’uomo che la stava trasportando verso la Svizzera per i necessari accertamenti: la replica della Ferrari 312 T era infatti destinata ad un’azienda svizzera.

Ferrari 312 T sequestrata
Foto, Corriere della Sera

La monoposto è stata quindi destinataria di ovvi controlli, i quali hanno permesso di appurare già tramite diversi elementi grafici non conformi che la Ferrari 312 T in questione non possedeva nulla di originale. Ad insospettire gli agenti anche la scritta “Ferrari” riportata sul cruscotto che non corrispondeva agli stilemi originali del Cavallino Rampante.

Ferrari 312 T sequestrata
Foto, Espansione TV

A questo punto gli agenti hanno condotto accertamenti coinvolgendo anche la stessa Ferrari, aggiungendo poco dopo che effettivamente la monoposto in questione non era mai stata autorizzata dal Costruttore di Maranello. Condizione che ha fatto ovviamente scattare il sequestro con conseguente denuncia nei confronti dell’uomo (contestando violazioni agli Articoli 473, 474 e 517) che aveva tentato di introdurla in Svizzera: quest’ultimo peraltro non disponeva di alcun rapporto con il comparto dell’auto, nemmeno con quello delle repliche di vetture storiche di pregio, visto che proveniva dal settore dell’edilizia.

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