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Fiat 500 TV Giannini: l’auto di Profondo Rosso

La Fiat 500 TV Giannini è un modello incastonato nei libri della storia del cinema: merito dell’apparizione in Profondo Rosso.

La festa di Halloween è bella che terminata da settimane ormai. Ciononostante, non occorrono ricorrenze speciali per celebrare l’horror: gli appassionati del genere non perdono mai l’occasione di gustarsi le ultime uscite nelle sale cinematografiche oppure comodamente spaparanzati sul divano di casa. Che poi si fa per dire: una buona pellicola deve trasmettere un brivido, altrimenti sai che noia! Premesso ciò, cosa diamine c’entrano le opere dell’orrore con le auto? Quale sono le associazioni? In realtà se ne potrebbero trovare parecchio, ma noi andremo a soffermarci su un particolare tipo di vettura: la Fiat 500 TV Giannini. Buio totale? Continua a leggere perché ti racconteremo il legame inscindibile tra la macchina in questione e uno dei più illustri maestri del grande schermo: Dario Argento.

L’anello di congiunzione? Profondo Rosso!

Fiat 500 TV Giannini

L’anello di congiunzione è Profondo Rosso, il titolo in grado di consacrare il cineasta. Risalente al 1975, il lungometraggio ebbe il merito di porre bene in evidenza i tratti stilistici del modo di intendere l’arte del regista, che di lì in avanti smetterà di appartenere a una nicchia. Nella intramontabile rappresentazione di metà anni Settanta, la Fiat 500 TV Giannini venne guidata dal protagonista David Hammings e Daria Nicolodi, rispettivamente nelle vesti di Marc Daly e Gianna Brezzi. All’epoca della realizzazione, il modello non era affatto alle prime armi. Al contrario, era in circolazione da oltre un decennio. Del resto, allora non vigevano ritmi sfrenati: le proposte immesse nelle concessionarie avevano tutto il tempo per imporsi all’attenzione tanto del pubblico quanto della critica.

La fabbricazione della utilitaria cominciò nel 1963 ad opera del costruttore romano Giannini, che diventò la rivale numero uno nella personalizzazione della Fiat 500. Il significato di TV non è da imputare minimamente alla televisione: si tratta infatti di un acronimo atto a indicare la sigla Touring Veloce. L’immortale eleganza e lo spirito dinamico consentirono di stuzzicare i gusti della clientela. Sicuramente è vero che al successo contribuì, quindi, il film e viceversa.

 

 

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