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Alfa Romeo: su cosa si basa il nuovo modello produttivo

Ecco come funzionerà il nuovo modello produttivo “build to order” voluto da Jean-Philippe Imparato per il futuro di Alfa Romeo

Con le ultime dichiarazioni di Jean-Philippe Imparato si delinea sempre più la strategia di ripresa in casa Alfa Romeo. Il CEO del Biscione ha infatti ammesso nei giorni scorsi che la strategia di vendita di Alfa Romeo cambierà, approcciando un principio definito build to order: in pratica le nuove Alfa Romeo saranno realizzate in base all’effettiva domanda posta in essere dal mercato.

Sarà quindi completamente rivista la rete degli attuali concessionari Alfa Romeo. In questo modo, in virtù del nuovo “metodo” previsto da Jean-Philippe Imparato, muterà il rapporto fra il Biscione e i concessionari che fino ad ora hanno acquistato le vetture dal Costruttore anticipando i costi. Il nuovo schema prevede invece che i concessionari siano in grado di applicare un rapporto “di agenzia” che farà in modo che ogni Alfa Romeo venga venduta per conto del Costruttore guadagnando quindi una fee per ogni vettura venduta.

In questo modo Alfa Romeo avrà il vantaggio di controllare meglio il prezzo di vendita e il “nuovo” concessionario potrà evitare lo stock di vetture invendute. Si andrà quindi a definire una modalità decisamente nuova per il settore dell’auto che in ogni caso pare coinvolgerà anche Lancia.

Stop agli stock di vetture Alfa Romeo

La necessità di applicare un modello di tipo build to order deriva dal fatto che lo stesso Imparato vuole evitare che si creino stock di vetture del Biscione invendute. D’altronde sin dall’inizio il nuovo CEO del Biscione aveva ammesso questa volontà che diventerà uno dei cardini principali per la ristrutturazione del marchio. Difatti l’avere a disposizione un ampio stock di vetture invendute va ad impattare negativamente sui prezzi e chiaramente anche sui margini di tutta la filiera coinvolta.

Sembra, in termini percentuali, che Alfa Romeo agirà in questa direzione per l’80% della produzione escludendo soltanto la fetta rimanente (20%) dallo schema proposto da Imparato. Di conseguenza l’intera produzione Alfa Romeo andrà di pari passo con il livello della domanda effettiva secondo un carattere premium perfettamente accostabile alle nuove mire del Biscione che vuole dare spazio alla qualità piuttosto che all’assoluta quantità, come spesso ammesso sempre da Imparato.

Muta quindi l’approccio alle vendite del Biscione in virtù delle crisi produttive viste in questi ultimi tempi e in accordo con una strategia che vuole posizionare il marchio ad un livello superiore, decisamente differente rispetto all’Alfa vista oggi e sensibilmente più vicina alle richieste dell’utenza. Dal punto di vista economico, il successo di questo modello potrà essere effettivamente “visualizzato” quando sarà trascorso un po’ più di tempo.

Di recente Jean-Philippe Imparato aveva ammesso “lo stock è una grave malattia per il mercato. Negli ultimi mesi in Alfa Romeo siamo passati dal 38 al 72% di produzione già destinata al momento dell’avvio della linea di montaggio. L’obiettivo è di arrivare all’80% per ridurre l’invenduto, certo, ma anche per eliminare le chilometri zero che fanno arrabbiare noi e i clienti”.

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