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Stellantis Melfi: 22 turni, 8.000 auto e nuova cassa integrazione

Ieri l’esame congiunto delle direzione per organizzare il mese produttivo di ottobre, e per i lavoratori pessime notizie

Regime di produzione ridotto, poche auto, pochi turni e pochi giorni di lavoro. È il triste scenario che emerge dopo l’esame congiunto di ieri a Melfi, da parte della direzione dello stabilimento Stellantis ed ex FCA in provincia di Potenza.

Ieri in pratica si è svolta la consueta discussione relativa alla cassa integrazione a copertura delle giornate senza lavoro di ottobre. Si, perché ciò che si è vissuto a settembre, sarà lo stesso per ottobre.

I vertici di Stellantis hanno già ufficializzato che ottobre sarà un altro mese irto di difficoltà. I volumi produttivi, ovvero il regime di fabbrica sarà ancora una volta, per l’ennesimo mese, influenzato dalle pessime notizie relative ai semiconduttori.

E in vista dell’appuntamento dell’11 ottobre a Roma, presso il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), quello che succede a Melfi nel mese di ottobre non è certo un buon viatico. E la Fiom Cgil in una nota ufficiale manifesta il disappunto.

Ancora un mese di regime ridotto a Stellantis Melfi

Organizzato quindi l’ennesimo mese di utilizzo dell’ammortizzatore sociale principale per coprire i giorni di non lavoro. Il regime produttivo di Melfi è ancora una volta gravemente condizionato dalla vicenda dei semiconduttori asiatici. Le gravi difficoltà di approvvigionamento dei microchip ha costretto l’azienda ad anticipare la notizia che ad ottobre saranno ancora molti i giorni di stop produttivo.

E saranno quindi molti anche i giorni di cassa integrazione per i lavoratori. Queste difficoltà di approvvigionamento di questi componenti elettronici, porteranno Stellantis Melfi allo sviluppo di solo 8.000 auto. I turni di lavoro previsti saranno solo 22 e quindi la garanzia di lavoro per il mese prossimo è di soli 6 giorni.

La Fiom prepara il dossier da presentare all’appuntamento del giorno 11 ottobre al Mise

La Fiom Cgil di Basilicata ha deciso di uscire con una nota a margine dell’incontro di ieri i cui si sono decise le sorti dei lavoratori per il mese di ottobre. “La riunione di ieri  conferma le preoccupazioni circa la tenuta del settore Automotive in Italia che continua a scontare tutti i ritardi accumulati negli anni pre pandemia per la mancanza di investimenti e progetti che si sommano all’attuale contingenza scaricando il costo sui lavoratori e le lavoratrici nell’assenza di un intervento politico a sostegno”, questa la critica della Fiom.

“L’incontro al Mise che le organizzazioni sindacali hanno fortemente voluto, previsto per l’11 ottobre, deve assumere impegni chiari per il sostegno a un settore strategico per il Paese. Non basta annunciare la transizione ecologica e sostenibile,  se poi non si mettono in campo strumenti adeguati a sostenerla”, così chiude la breve nota il sindacato dei metalmeccanici della Cgil.

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