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5 auto scoperte italiane belle e accessibili

Una bella auto da gustare senza tetto fa la differenza, specie nelle belle giornate. Ecco alcune idee.

Auto Ferrari Mondial 3.2 Cabriolet
Vista di profilo (Foto Ferrari)

Le auto scoperte regalano le emozioni della guida en plein air che, spesso, fa la differenza, a volte una grande differenza in termini di emozioni e piacere di guida. Purtroppo oggi questo segmento di mercato, fatte salve le auto più esclusive, è meno affollato che mai, perché le scelte del management si orientano sempre più verso altri lidi. Agli appassionati restano diverse opzioni sul mercato dell’usato, dove con cifre a volte non marziane si può entrare in possesso di qualche bel giocattolo della specie. Abbiamo selezionato 5 modelli per voi.

Maserati Spyder: auto nobile

La Maserati Spyder prese forma in due versioni: GT e CambioCorsa. Il suo ciclo produttivo andò avanti dal 2001 al 2007, consegnando agli appassionati un modello di indubbio pregio. Derivata dalla 3200 GT di Giugiaro, fu accorciata nel passo, per guadagnare un’immagine più consona alla sua natura di auto sportiva scoperta a 2 posti secchi. La scelta si tradusse anche in una maggiore agilità, specie nei tratti più guidati.

Sul fronte motoristico, l’unità propulsiva V6 biturbo della progenitrice venne sostituita da un V8 aspirato di origine Ferrari, poi messo pure sotto il cofano della successiva Coupé. Questo cuore da 4244 centimetri cubi sviluppava una potenza massima di 390 cavalli a 7000 giri al minuto, con un picco di coppia di 451 Nm a 4500 giri al minuto. Notevoli le prestazioni, con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 5 secondi e una velocità massima di oltre 280 km/h. Sul piano estetico spiccava l’assenza al posteriore dei gruppi ottici ad arco della vettura da cui discendeva.

Una mancanza che non ha compromesso il fascino di un design unico, ancora oggi molto apprezzato. La Maserati Spyder, dotata di telaio monoscocca in acciaio a struttura tubolare, è un’autentica fonte di piacere, da godere in modo speciale a cielo aperto. Oggi il suo prezzo d’acquisto da usata la rende accessibile a molte tasche, ma attenzione ai costi di gestione e manutenzione.

Quotazione massima Ruoteclassiche: 39 mila euro

Alfa Romeo Spider: emozioni del biscione

L’Alfa Romeo Spider, nota comunemente come “Duetto”, rimase in produzione dal 1966 al 1994. Una parentesi commerciale davvero lunga, per un modello di grande longevità. Qui ci occupiamo della quarta serie (la ultima), che prese forma a partire dal 1989. Le sue linee pulite e gradevoli portano la firma di Pininfarina, cui va il merito di aver riportato il look alla snellezza delle origini, togliendo le vistose appendici in plastica nera che disturbavano, in particolare, il quadro estetico nello specchio di coda delle serie più recenti.

Due le versioni disponibili, entrambe a quattro cilindri: la 1600 a carburatori da 109 cavalli e la 2000 a iniezione elettronica da 126 cavalli, potenza scesa a 120 cavalli con l’arrivo del catalizzatore e della sonda lambda. L’accelerazione da 0 a 100 km/h della vettura da 2.0 litri veniva liquidata in 10.3 secondi, mentre la velocità massima si spingeva oltre il territorio dei 192 km/h.

Se il design esterno non faticava ad entrare nel cuore, stesse emozioni giungevano dall’allestimento dell’abitacolo, specie scegliendo la selleria in pelle, offerta come optional. In questa quarta serie l’Alfa Romeo Spider fu prodotta, complessivamente, in 18.456 esemplari. L’acquisto di un modello del genere proietta nella storia più nobile della casa del “biscione” e consente di mettere in garage un’auto fonte di emozioni romantiche, da gustare al bisogno.

Quotazione massima Ruoteclassiche: 23 mila euro

Fiat X1/9: divertimento accessibile

La Fiat X1/9 è una piccola auto sportiva con tetto rigido asportabile firmata da Marcello Gandini per Bertone. Prodotta dal 1972 al 1989, in varie declinazioni, si offre allo sguardo con un look denso di carattere, che la rende inconfondibile. Non è un modello da museo d’arte, ma le sue forme squadrate hanno un fascino a tratti magnetico. Uno degli elementi più caratteristici era il vistoso roll-bar centrale.

Una volta asportato, il tetto di questa vettura targa poteva essere disposto nel cofano anteriore. Notevole l’agilità di marcia, che concorreva al divertimento di guida. La potenza erogata inizialmente dal motore a 4 cilindri da 1.290 centimetri cubi era di 75 cavalli, quindi non spaventosa, ma bastava a dare una buona verve al mezzo, il cui peso era nell’ordine dei 900 chilogrammi.

Nel 1978 giunse in listino la Fiat X1/9 Five Speed a cinque marce. Il look risultava appesantito dall’introduzione di più marcate appendici protettive, come i vistosi paraurti ad alto assorbimento, richiesti dalle norme di sicurezza americane. Crebbe la cilindrata, che passò a 1.498 centimetri cubi. La potenza ne ebbe giovamento, toccando quota 85 cavalli. Tangibili i progressi nell’accelerazione, con un passaggio da 0 a 100 km/h ora coperto in 10 secondi, e nella velocità massima, ora pari a 185 km/h, contro i 170 km/h della versione da 1.3 litri.

Quotazione massima Ruoteclassiche: 20.4 mila euro

Fiat 850 Spider: l’auto scoperta per tutti

La Fiat 850 Spider fu presentata insieme alla versione coupé nel mese di marzo del 1965. Si tratta di una scoperta di piccolo taglio, simpatica a accattivante. Il suo stile porta la firma di Giorgetto Giugiaro per Bertone. Sin dal primo sguardo si coglie la nobile discendenza. Questa vettura rimase sul mercato fino al 1973. La prima serie, proposta in listino fino al 1968, godeva della spinta del motore a quattro cilindri in linea della 850 berlina.

Uguale la cilindrata, di 843 centimetri cubi, ma la potenza cresceva a 49 cavalli a 6500 giri al minuto. Le prestazioni non erano stellari, ma riuscivano in qualche modo ad assecondare il piacere di guida, connesso nel modello a fattori diversi dalla spinta propulsiva. Citiamo le cifre per dovere di cronaca: velocità massima di 145 km/h, accelerazione da 0 a 100 km/h in 17.7 secondi. Poi il motore fu portato a quota 903 centimetri cubi, con 52 cavalli di potenza, ma le performance cambiarono poco.

La maggiore cilindrata fu un dono della seconda serie, battezzata Fiat 850 Sport Spider. Questa fu immessa sul mercato nel 1968 e portò alcune novità alla tela estetica della creatura della casa torinese. Interventi che ne appesantirono il look, come i fari verticali e i nuovi paraurti, più massici di prima. Un dazio dovuto alle normative statunitensi del tempo, che sporcarono lo stile anche della seria europea.

Quotazione massima Ruoteclassiche: 18 mila euro

Ferrari Mondial 3.2 Cabriolet: il mito

La Ferrari Mondial 3.2 Cabriolet fece il suo debutto in società nel 1985 e disponeva di un motore più potente di quello che alimentava le versioni precedenti della stessa vettura. Gli uomini di Maranello decisero infatti di installare il nuovo propulsore V8 da 3.2 litri, identico a quello destinato alla serie 328.

La maggior potenza rese l’auto ancora più esclusiva: nessuna concorrente di pari cilindrata era in grado di offrire, con prestazioni dinamiche paragonabili, l’ebbrezza di un viaggio a cielo aperto per quattro persone. Pininfarina si mise al lavoro sulla carrozzeria delle Mondial 8 e Quattrovalvole, per renderla più seducente, centrando in pieno l’obiettivo. Il maestro torinese seppe incrementarne eleganza e sportività, migliorandone la presa emotiva, che non era mai stata il punto forte del modello.

Questa scoperta 2+2 era più bella della coupé e continua ad esserlo. Consente inoltre di vivere en plein-air le emozioni della marcia, con la colonna sonora dei 270 cavalli Made in Maranello che spingono con forza alle spalle dell’abitacolo. Il modello è in grado di raggiungere una velocità massima di 250 km/h. In totale furono prodotte 810 Ferrari Mondial 3.2 Cabriolet. Oggi per entrare in possesso di un esemplare non bisogna svenarsi. Puntare su di lei può essere una buona scelta, per la versatilità che garantisce e per il piacere dei viaggi a cielo aperto.

Quotazione massima Ruoteclassiche: 47.5 mila euro

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