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Stellantis: il polo torinese chiede certezze sul futuro

Le speranze riposte in Stellantis da parte del comparto torinese dell’auto sono state disattese dall’annuncio sulla Gigafactory di Termoli

Stellantis

Le speranze riposte in Stellantis da parte del comparto torinese dell’auto non sono state pienamente poste in essere dal Gruppo nato dalla fusione tra FCA e PSA. Ciò che rappresenta un peso superiore nelle aspettative disattese da Stellantis per il polo torinese è chiaramente legato al fatto di aver scelto come sede per la terza Gigafactory europea del Gruppo la sede di Termoli, in Molise. Brucia quindi fortemente la ferita aperta e ancora difficile da rimarginare.

Nell’idea della politica locale e del comparto industriale del luogo c’era l’aspettativa che si potesse configurare proprio Torino come sede della Gigafactory italiana di Stellantis. Ma così non è stato e ora si chiedono risposte. Sappiamo già del prossimo incontro fra Draghi e i protagonisti della scena torinese dell’auto in programma martedì prossimo, ma al momento sono proseguiti gli incontri fra la sindaca di Torino, Chiara Appendino, e il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio. Questi hanno incontrato nuovamente le associazioni di categoria e i sindacati per fare il punto della situazione proprio prima dell’incontro col Premier Draghi.

Unità nei confronti di Stellantis

La volontà è quella di apparire più uniti che mai, ragionando su un fronte unico per le richieste da porre al Governo. Si vuole accedere ad un piano utile a fare del polo torinese dell’auto il protagonista della transizione ecologica già ragionata da Stellantis. Le preoccupazioni maggiori sono legate chiaramente alla questione dei posti di lavoro. C’è poi il concreto rischio di rimanere al di fuori delle nuove prospettive verso cui volge lo sguardo il mercato dell’auto.

Con La Stampa ha discusso il presidente della Camera di Commercio torinese, Dario Gallina: “servono politiche di supporto fiscale per esempio ampliando la norma sulle aree di crisi complessa anche alle medie imprese con un fatturato sotto i 50 milioni”. Gli ha fatto eco Corrado Alberto, presidente di API: “al Presidente del Consiglio, Torino dirà chiaramente delle forti criticità che vive e che non può essere considerata alla stregua delle altre città del nord. Stiamo affrontando la difficile transizione del settore dell’auto e gli effetti della mancanza di politiche industriali efficaci per il comparto. Ed è necessario fare in modo che qui non si pensi solo a produrre auto di alta gamma, ma che vengano fatti investimenti anche su altri segmenti di mercato”.

Nel frattempo le segreterie nazionali di FIM, FIOM e UILM, hanno indetto alcuni scioperi di due ore per la prossima settimana. Sempre in relazione ai licenziamenti che in queste ultime settimane hanno coinvolto il settore dell’auto. È peraltro di queste ore il probabile licenziamento di una 50ina di lavoratori (su 163) della San Marco di Atessa. Tra i principali fornitori dello stabilimento Sevel di Stellantis.

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