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Colonnine di ricarica sulle autostrade: invasione nel 2022

Dovrebbero aumentare i punti di rifornimento per la corrente delle vetture a pila

colonnine

Giorgio Moroni, amministratore delegato di Free to X, controllata di Aspi (Autostrade per l’Italia), è stato chiaro all’evento “Live in Firenze”, organizzato e ospitato nel weekend da Sky:  è stato lanciato un piano da 100 stazioni di ricarica a 300 kW di potenza. Questo significa avere le tecnologie che consentono tempi di ricarica compatibili con un viaggio autostradale. Già alla fine del prossimo anno ci sarà un’interdistanza tale per cui, con almeno una trentina di installazioni, sarà possibile avere autonomia sufficiente per compiere un viaggio in modalità totalmente elettrica con la massima tranquillità.

Zero angoscia di rimanere a secco, senza energia elettrica. Fra l’altro, sulle autostrade, gli atti di vandalismo dovrebbero essere inferiori o assenti rispetto a quanto avviene nelle città: stazioni di ricarica distrutte, non funzionanti.

Siamo a quota due colonnine. La prima il 12 maggio 2021 nell’area di servizio a Secchia Ovest, lungo la A1 all’altezza di Modena. Dopodiché, una seconda nell’area di Flaminia Est, a nord di Roma.

Colonnine in Italia, arranchiamo

Il problema è che l’Italia è indietro. Solo 2,7 punti di ricarica per 100 km, fra città e fuori.  Ecco i Paesi europei con più colonnine, secondo l’Acea, l’Associazione Case auto in Europa:

  • Olanda: 66.665 colonnine
  • Francia: 45.751 colonnine
  • Germania: 44.538 colonnine
  • Italia: 13.073 colonnine
  • Svezia: 10.370 colonnine

Attenzione a quanto avviene sia in Italia sia in Ue: una decisa stretta sulle emissioni potrebbe incrementare le auto elettriche sulle strade del Vecchio Continente. Addio alle endotermiche nel 2035. Così, saranno prestissimo necessari 6 milioni di punti di ricarica pubblici. Attualmente come siamo messi? Ce ne sono solo 225.000. 

Un occhio di riguardo anche a quelle zone più sfortunate, anche in Italia, dove ci sono meno colonnine: rimarrà un mercato florido dell’usato con tantissime macchine endotermiche vecchie? Vediamo cosa succederà col Piano Draghi, che prevede di investire parte del denaro prestato dall’Ue nel Recovery Fund a beneficio delle stazioni di ricarica in tutto lo Stivale. Guai a lasciare indietro lo splendido Sud Italia, dove le elettriche sono molto meno diffuse.

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