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L’industria auto si prepara al doppio giro di vite Ue sulle emissioni

CO2: entro il 2030, l’Unione europea potrebbe imporre una riduzione del 60% delle emissioni rispetto al del 2021

Primo giro di vite in arrivo nel Vecchio Continente in tema di emissioni di CO2, la famigerata anidride carbonica, climalterante, responsabile del buco dell’ozono e del surriscaldamento planetario. Infatti, entro il 2030, l’Unione europea potrebbe imporre una riduzione del 60% delle emissioni rispetto al del 2021. Ma non solo. Poi arriva il secondo giro di vite: una riduzione del 100% entro il 2035.

Mentre Greta Thunberg potrebbe anche essere moderatamente soddisfatta da queste misure, i Costruttori si interrogano sul futuro. Servono investimenti fortissimi a favore dell’elettrico. Con risultati, in termini di profitti, tutti da verificare. Una rivoluzione di 180 gradi rispetto a quanto avveniva sino al 2015, anno del Dieselgate: all’epoca, si programmavano investimenti, e si fissavano ritorni, per auto endotermiche, a benzina e a gasolio. Con l’elettrico a zero emissioni, la musica cambia.

Tutto da disegnare anche lo scenario in termini occupazionali: potrebbero servire meno addetti nelle fabbriche, anche perché il numero di componenti di un’elettrica è enormemente inferiore a quello delle termiche. Con risvolti sociali non indifferenti. Problema solo in parte attenuato da eventuali Gigafactory, fabbriche di batterie per le elettriche: specie in Europa. Basti pensare agli ambientalisti che paralizzano Tesla in questi mesi.

Da capire anche fino a che punto i Governi centrali e le amministrazioni locali aiuteranno le Case, o l’ambiente, che dir si voglia. Serve un numero gigantesco di colonnine di ricarica sparse ovunque, ultra fast, e sempre in piena efficienza. Se no, il boom dell’auto elettrica è del tutto impossibile: i viaggi in macchina erano e restano essenziali per favorire le immatricolazioni.

Emissioni auto, partita speciale

Sulla questione delicatissima, è appena sceso in campo Oliver Zipse, in qualità di presidente dell’associazione dei Costruttori Acea. In vista della presentazione delle proposte della Commissione europea per i nuovi standard di emissione per auto e veicoli commerciali leggeri: ne sapremo di più il 14 luglio 2021. “Quale immagine abbiamo in mente quando pensiamo all’Europa nel 2030, 2040 e 2050? La nuova Europa verde è guidata da una cultura di divieti e restrizioni o è stimolata dall’innovazione e dalla competitività?”, si è domandato in modo retorico Zipse. 

Eppoi la conclusione del numero uno Acea: “La trasformazione del settore della mobilità è in corso. L’industria automobilistica contribuirà pienamente all’obiettivo di un’Europa a zero emissioni di carbonio nel 2050, ma lo farà con un approccio tecnologicamente neutrale e olistico”. 

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