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Centro Sperimentale Balocco: tutto sull’impianto di Stellantis

Un ricco complesso di piste e planimetrie varie rende unico il Centro Sperimentale Balocco. Scoprilo insieme a noi.

Il Circuito del Balocco, il cui nome ufficiale è Centro Sperimentale Balocco, sorge nell’omonima località in provincia di Vercelli (Piemonte). La sua costruzione risale al 1962, quando prese forma su iniziativa dell’Alfa Romeo, per il collaudo delle proprie vetture in una struttura dedicata e completa.

Oggi questo impianto, che offre al suo interno diverse piste, non collegate fra loro, fa parte della galassia Stellantis. Operativo 24 ore su 24 e teatro di 200 mila ore di prove all’anno, si giova al suo interno di diversi tracciati. Eccoli:  

  • Misto Alfa Romeo: 5.600 metri
  • Circuito durata, pavimentazioni speciali e percorso di campagna: 4.500 metri
  • Anello Alta Velocità: 7.800 metri
  • Circuito Langhe: oltre 22.000 metri, di cui 3.300 metri di pavimentazioni speciali
  • Comfort: circa 2.800 metri
  • ABS: circa 1.500 metri
  • Off Road: oltre 2.000 metri
  • Bianca: 1.000 metri
  • Iveco: 7.900 metri

Ci sono inoltre questi circuiti:

  • Steering Pad, realizzato nel 2011, piazzale circolare di 80 metri di diametro con una pendenza del 2% verso l’interno, realizzato con tre diversi tipi di asfalto
  • Pista rumorosità, utilizzata per l’omologazione dei veicoli

Curiosità sul Centro Sperimentale Balocco

Il complesso del Gruppo Stellantis offre una tela ricca e assortita di aree test, per la messa a punto, l’affinamento e la verifica prestazionale dei modelli. Tutte le attività e le facilities consentono di simulare, in cinque mesi di collaudi, dieci anni di vita di ogni vettura, per raggiungere i più elevati standard di qualità, sicurezza, affidabilità e comfort.

Il Centro Sperimentale Balocco è stato oggetto di continui ampliamenti nel tempo. Oggi è un’eccellenza di livello mondiale per lo sviluppo del prodotto. Nella sua cornice ambientale si sono svolte anche prestigiose presentazioni ed eventi internazionali.  Si tratta di uno dei più grandi centri sperimentali al mondo, con la sua superficie di circa 6 chilometri quadrati, nelle campagne vercellesi, a metà strada tra Torino e Milano.   

Dalle competizioni alle auto di tutti i giorni  

Il progetto originale del Centro Sperimentale Balocco prevedeva una pista principale, l’attuale Misto Alfa Romeo, che venne realizzato ispirandosi ai tracciati del Campionato Mondiale di Formula 1: dal circuito di Monza si mutuò la curva grande, oggi detta curva Biassono, e la prima delle due curve di Lesmo, mentre da Zandvoort, in Olanda, fu ricavato il disegno del tornante Hugenholtzbocht.

Alle attività strettamente legate alla produzione in serie, per cui la pista era stata specificatamente progettata, si affiancava in passato l’attività dell’Autodelta, il reparto corse dell’Alfa Romeo: a Balocco, infatti, sono state sviluppate molte auto da corsa del “biscione”, vittoriose poi sui più prestigiosi circuiti internazionali.  

Ricco assortimento di tracciati

Nella sua fisionomia attuale, il Centro Sperimentale Balocco si giova della presenza, al suo interno, di 26 piste diverse, che si sviluppano per una lunghezza complessiva di 80 chilometri. Nella trama sono comprese più di 50 pavimentazioni speciali, per riprodurre i diversi scenari operativi o per creare delle sollecitazioni estreme, utili nella messa a punto e nella verifica dell’affidabilità dei nuovi modelli. Come già evidenziato, la pista principale è il Misto Alfa Romeo, ma la tela comprende anche tracciati per la verifica operativa in scenari che spaziano dall’alta velocità (nel triovale) all’off road, passando per le superfici a bassa aderenza, sempre molto insidiose, specie per le auto più potenti.

Ovviamente, nel Centro Sperimentale Balocco, ci sono tutte le infrastrutture e i servizi che servono per avere quello che serve a portata di mano: dalle officine ai distributori di carburante, dagli autolavaggi ai magazzini. L’impianto è anche una prestigiosa sede di corsi di guida. In passato, nelle sue planimetrie, si sono svolte, come dicevamo, diverse attività dell’Autodelta di Carlo Chiti, per lo sviluppo delle auto da corsa del “biscione”. Un riferimento specifico merita il percorso Langhe, sbocciato nel 1993, che è una lunga riproduzione di oltre 22 chilometri di una strada secondaria, con saliscendi e tratti tormentati, per mettere sotto stress l’assetto delle vetture sottoposte a collaudo.

Fonte | Stellantis

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