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Tra Italia e Francia “c’è asimmetria” in Stellantis

Ad ammettere l’esistenza di una “asimmetria” fra le parti nel rispettivo interesse rispetto a Stellantis è un’analisi de Il Fatto Quotidiano

Stellantis

La partita dovuta alla nascita di Stellantis, ovvero all’indomani della fusione tra FCA e PSA, si gioca sin dall’inizio sull’asse Italia-Francia. I due Paesi, fortemente impegnati nella gestione delle ex società FCA e PSA, presentano ruoli pesanti all’interno del nuovo assetto societario scaturito dopo la fusione tra i due grossi gruppi dell’automotive europeo.

È chiaro che quei marchi storici fortemente legati ad una specifica area del Vecchio Continente vogliono mantenere il loro legame con quel territorio di appartenenza, puntando sull’ovvio interesse scaturito dai rispettivi governi locali. Secondo un’analisi condotta da Il Fatto Quotidiano, sembra che la Francia si stia muovendo meglio rispetto all’Italia in tal senso.

Sul quotidiano si legge infatti che “in questa partita, giocata a colpi di golden power e golden share, l’ultima azione è stata impostata da Bruno Le Maire al recente Forum Economico Confindustria-medef. Il ministro dell’economia francese ha specificato che la riorganizzazione di Stellantis riguarderà il passaggio al veicolo elettrico, una produzione già ampiamente avviata negli stabilimenti ex PSA in Francia. Appare sempre più chiaro come l’interesse francese per l’operazione Stellantis riguardasse quasi esclusivamente l’acquisizione dei marchi blasonati (Maserati, Alfa Romeo, Dodge, Jeep), del mercato nordamericano e degli asset tecnologici (Comau) di Fca. E mentre il governo transalpino sostiene l’operazione, presidiando gli interessi nazionali con una partecipazione del 6,2% e attraverso un piano per la filiera dell’automobile da 8 miliardi, il nostro Paese continua a perdere capacità produttiva sulla via dell’obsolescenza tecnologica. Il caso Stellantis è soltanto l’ennesima testimonianza dell’esistente asimmetria fra l’Italia e la Francia sulle questioni industriali di rilevanza strategica”.

D’altronde il fatto stesso che all’interno di Stellantis il Governo Francese detiene una percentuale leggermente superiore al 6% fa propendere quest’ultimo ad un interesse più marcato, soprattutto in riferimento ad una strategia che guardi al lungo termine, rispetto a quanto potrebbe prospettarsi in Italia. In tal senso rimane comunque fondamentale la tematica legata al lavoro negli stabilimenti italiani di Stellantis. Parecchi marchi del nuovo grande gruppo generano una forte spinta occupazionale nel comparto dell’automotive Tricolore che va assolutamente preservato.

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