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“Basta voci, ipotesi e interrogativi”, su Stellantis si sfoga la UIL

Il 15 giugno vertice al Ministero dello Sviluppo Economico tra governo, azienda e sindacati, ma le polemiche non si sedano.

stellantis

Continua a tenere banco la questione dello Stabilimento Stellantis di Melfi, tra chiusure e casse integrazione, ipotetiche chiusure di linee produttive e tagli all’indotto. Oggi la notizia del giorno è il vertice convocato dal Ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti. Un vertice atteso dai sindacati che saranno protagonisti dell’incontro insieme ai vertici dell’azienda e ai rappresentanti del governo (oltre al già citato Ministro Giorgetti, certa la presenza del Ministro del Lavoro Andrea Orlando.

Ma i sindacati continuano sulla loro linea e accusano di poca chiarezza i vertici di Stellantis, che a loro dire lascerebbero i lavoratori all’oscuro su diversi aspetti del futuro delle attività. Stavolta ad alzare la voce è la UIL, con le dichiarazioni dei suoi segretari locali, Vincenzo Tortorelli per la UIL e Marco Lomio per la UILM UIL.

Le parole dei sindacalisti non lasciano dubbi su cosa c’è da aspettarsi dal vertice

“Tante voci, tante supposizioni, tanti punti interrogativi che dovranno trovare risposte certe per lo stabilimento, per tutta l’area industriale di San Nicola di Melfi, relativamente ai livelli occupazionali e piani produttivi: no a licenziamenti, pronti alle nuove sfide”, queste le parole dei due sindacalisti come vengono riportate da TRM TV (Tele Radio Matera TV).

E saranno queste le principali cose che i sindacati tutti chiederanno al vertice in calendario per il prossimo 15 giugno alle ore 16:30 a Torino. Un risultato però sembra che i sindacati lo hanno raggiunto e lo si evince proprio dalla convocazione del summit, da tempo invocato proprio dai rappresentanti dei lavoratori.

L’elettrico deve essere il futuro

I sindacati chiederanno maggiore chiarezza ai vertici aziendali, con il governo italiano che finalmente dovrebbe mettere il naso nelle vicissitudini che riguardano tanto lo stabilimento di San Nicola in Melfi che delle altre fabbriche del gruppo sparse per il territorio italiano. Infatti la cassa integrazione che a Melfi è ormai di casa, lo è anche in  altre località italiane per gli stabilimenti di Stellantis, come si evince dalla confermata Cig anche a Cassino per questo mese di giugno.

I sindacati chiederanno spiegazioni anche sul futuro delle produzioni, perché dall’azienda non traspare niente su eventuali nuovi programmi produttivi che sfruttino eventualmente il passaggio all’elettrico come accade per esempio in Francia, da dove provengono notizie diverse da quelle, poche e negative, che si sentono sugli stabilimenti nostrani.

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