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Stellantis Melfi: il Ministro Giorgetti convoca i sindacati

Da tempo i sindacati chiedevano audizione al governo e il Ministro dello Sviluppo Economico li convoca per affrontare le indubbie tematiche relative alla situazione dello stabilimento lucano.

FCA Melfi
Interrogazione a Giorgetti dalla deputata Moretto

È stato calendarizzato per martedì 15 giugno un incontro che i sindacati da tempo chiedevano per la vicenda dello stabilimento ex FCA di Melfi in Basilicata. Il Ministro Giorgetti ha infatti accolto le richieste delle parti sociali che da tempo chiedevano audizione al governo. E proprio martedì prossimo si terrà il summit al quale dovrebbero partecipare anche altri rappresentanti dell’esecutivo guidato dal Premier in carica, Mario Draghi.

La convocazione è relativa ad un incontro resosi necessario per via delle varie problematiche che si manifestano nello stabilimento lucano (ma non solo, perché il malcontento e le preoccupazioni riguardano tutti gli stabilimenti italiani del neonato gruppo Stellantis).

Presenti anche il titolare del Ministero del Lavoro e il Vice Ministro allo Sviluppo Economico

Per la questione dello stabilimento Stellantis sito in località San Nicola di Melfi, che una volta era FCA, il giorno 15 giugno potrebbe essere molto importante. Infatti il Ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti ha convocato i sindacati metalmeccanici proprio per affrontare tutte le tematiche che giorno per giorno emergono riguardo alla situazione lavorativa attuale e futura degli operai dello stabilimento, sia interni a Stellantis che dell’indotto.

Melfi è un polo produttivo importante per Stellantis come lo era per FCA prima della fusione con i francesi di PSA. E se è importante per l’azienda, dal momento che è lì che si costruiscono la metà delle auto che Stellantis produce in Italia, lo è anche per il governo, per via della importante mole di persone occupate presso il polo produttivo che resta la principale fonte di reddito e Pil della Regione Basilicata e di quelle limitrofe.

 Il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti quindi, ha convocato Stellantis e i sindacati metalmeccanici il 15 giugno alle 16,30. Infatti oltre rappresentati sindacali dei lavoratori, il Ministro ha convocato anche i rappresentati dell’azienda. Inoltre al summit già programmato, è prevista la presenza del Ministro del Lavoro, il rappresentate PD, Andrea Orlando, oltre al Vice Ministro allo Sviluppo Economico, Gilberto Pichetto Fratin.

Inevitabile le reazioni favorevoli dei rappresentanti dei sindacati metalmeccanici

Un incontro atteso dicevamo, perché erano i sindacati a richiederlo da tempo. Oltre alla questione di Melfi sicuramente si affronteranno anche le problematiche di tutti gli altri stabilimenti, da Cassino a Grugliasco, da Pomigliano a Mirafiori.

“La convocazione è importante perché finalmente il governo si fa sentire su Stellantis. Più volte abbiamo sollecitato un intervento del governo. Il 15 giugno era previsto un incontro a Torino con l’azienda dopo le nostre richieste di chiarimenti sui cambiamenti adottati senza il coinvolgimento dei sindacati, in particolare a Melfi dove è allo studio lo smantellamento di una linea id produzione. Pretenderemo dall’azienda un chiarimento su aspetti di cui avevamo iniziato a discutere e al governo di essere garante perché non si riduca la capacità produttiva nel Paese”, queste per esempio sono le parole di Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim.

Anche gli operai adesso attendono dal summit risposte ai loro dubbi che sono tanti. Per esempio, occorrerà chiarire i veri perché di questo continuo richiamo alla cassa integrazione guadagni che da quando è nato Stellantis, non da tregua in molti stabilimenti. Tra l’altro Melfi per esempio, è stata già oggetto di una chiusura totale della produzione per qualche giorno poco tempo fa e adesso ci sono oltre 1.000 dipendenti in cassa integrazione.

Servono risposte e chiarezza da parte dell’azienda Stellantis

La crisi del mercato, che per qualcuno non è idonea a giustificare le chiusure visti i numeri del mercato, e la carenza di microchip che sono le giustificazioni addotte dai vertici aziendali per le continue casse integrazioni, non bastano più. Infatti, all’azienda i sindacati chiedono chiarezza sul futuro degli stabilimenti, perché anche questo è uno dei nodi da sciogliere.

Gli operai non hanno assolutamente notizie su cosa è programmato nelle loro fabbriche, non sanno se arriveranno nuovi veicoli da produrre, magari sfruttando il traino dei veicoli elettrici. Le uniche notizie che arrivano agli operai negli stabilimenti hanno riguardano tagli di linee produttive (proprio a Melfi da due si passerà ad una, con quella di Fiat 500X e Jeep Renegade che assorbirà anche quella della Jeep Compass), fermate individuali o collettive e accuse di essere scarsamente produttivi, o meglio, di avere costi di produzione troppo elevati.

Una cosa che mal si sposa con il fatto che per esempio, i salari degli operai italiani sono inferiori a quelli francesi, dove secondo i vertici aziendali produrre auto costa meno che in Italia. E in Francia hanno già chiari i programmi, anche grazie al già annunciato e programmato varo di nuovi autoveicoli Peugeot, Opel e Citroen.

In Francia si pensa ad assumere (le voci che arrivano dallo stabilimento vicino Parigi, quello di Poissy per esempio, indicano in 500 il numero delle nuove forze lavoro annunciate), ad investire, e questo stride con la situazione italiana dove si pensa a cassa integrazione e ipotetici ma smentiti, tagli occupazionali.

Altro punto che dovrà chiarire il vertice è quello relativo all’indotto. Infatti è vero che Tavares ha pubblicamente dichiarato che nessun posto di lavoro verrà perduto. Ma la promessa di Tavares riguarda esclusivamente i lavoratori interni a Stellantis. Infatti collegato al progetto di taglio di una linea produttiva a Melfi, c’è quello di adattare la linea della Jeep Compass ad altre attività come l’assemblaggio per esempio. E sono lavorazioni che oggi appartengono a ditte esterne a Stellantis, piccole aziende che però hanno centinaia di operai che rischiano, con il venir meno delle commesse di Stellantis, che porta al suo interno molte delle cose appaltate all’esterno per ridurre i costi di cui ha trattato Tavares, di restare a casa.

In altri termini, dal summit si attendono risposte, e la convocazione da parte del governo è importante e soddisfa i sindacati che finalmente vedono la politica interessarsi alle vicende di Stellantis, cosa che fino ad oggi non si era ancora verificata a differenza dei cugini transalpini dove addirittura lo Stato francese ha una partecipazione in quota nel gruppo.

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