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Auto elettrica: 13 miliardi nel Piano di rilancio della Spagna

Una bella differenza con quanto previsto dal programma dell’Italia

auto elettrica

Il nostro Paese non esce bene dal confronto con le altre nazioni europee in fatto di auto elettrica. In pandemia, la Francia ha investito 8 miliardi di euro per gli incentivi delle macchine pulite, molto di più la Germania sottoforma di sconti fiscali, mentre i nostri bonus sono stati pochi e a singhiozzo. Adesso, la Spagna presente un Piano di rilancio collegato al Recovery Fund anti Covid con 13 miliardi per le vetture verdi. Su 70 miliardi riservati dall’Unione europea a Madrid per rinascere dopo la batosta del coronavirus. Una bella differenza con quanto previsto dal programma dell’Italia.

Infatti, il Piano Draghi presentato a Bruxelles per avere 248 miliardi di prestiti dall’Unione europea non include incentivi né riforma fiscale delle auto aziendali né rivisitazione del Codice della Strada: qualche investimento in colonnine di ricarica. Invece, la Spagna vuole crescere così tanto nel settore automotive che molte aziende pensano a creare Gigafactory in terra iberica per costruire batterie destinate ai veicoli a pila.

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Auto elettrica in Spagna: quali obiettivi

Il Governo di Madrid ha nel mirino veicoli elettrici, infrastrutture di ricarica e produzione di batterie. Prende in seria considerazione che le vendite globali di vetture in Spagna a marzo siano crollate del 30% rispetto al 2019, nonostante due giorni lavorativi in più, a 85.819 unità. Si riparte da un dato: il primo trimestre segna una riduzione a doppia cifra del 41,3% (186.061 unità) sullo stesso periodo 2019. Si intende spingere su elettriche e ibride plug-in, che hanno una quota di mercato totale del 5,8%, rispettivamente con 3663 e 7154 registrazioni, in salita.

Va anche detto, a onor del vero, che in terra iberica non ci sono forze al potere anti auto, non c’è nessuna crociata contro chi viaggia in macchina, il quale non viene visto come il demonio sulla Terra. Maggiore libertà di manovra verso settori produttivi come l’automotive. Tant’è vero che il primo giro di vite contro i monopattini elettrici è arrivato proprio dalla Spagna, con un sano disegno legge per ridurne enormemente la circolazione.

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