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Boom auto elettrica in Germania: 100.000 possibili licenziamenti

Allarme lanciato dopo uno studio specifico sul settore automotive

auto elettrica

Il problema è noto: il boom dell’auto elettrica può causare disoccupazione. Anche per via di un minor numero di componenti delle macchine a batteria rispetto alle vetture tradizionali, le endotermiche. La VDA ci ha voluto vedere chiaro: così, l’Associazione di rappresentanza della filiera automobilistica tedesca ha commissionato uno studio all’IFO di Monaco di Baviera, il maggiore centro di ricerca economica della Germania. Risultato: con l’esplosione delle macchine a corrente nei prossimi anni, 100.000 posti di lavoro a rischio.

Parliamo di soggetti impiegati nella produzione di veicoli a combustione interna e della relativa componentistica: senza mezzi a benzina e a gasolio, il loro ruolo diviene di minore importanza. Una spietata legge del lavoro.

Ma come si arriva a 100.000? Nei prossimi 5anni, su 613.000 dipendenti delle Case e dei loro fornitori, 178.000 le posizioni in bilico per la decarbonizzazione. Siccoma 75.000 operai andranno in pensione, restano 103.000 persone sono a rischio disoccupazione.

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Auto elettrica fa rima con evoluzione della specie

La via d’uscita? Evoluzione della figura professionale. Capacità di adattamento alle nuove tecnologie. D’altronde, è così anche per i fornitori dei Gruppi auto che sfornano elettriche: occorre mutare per resistere alla selezione naturale. Meccanismo diabolico, insito in un sistema capitalistico.

Problema che riguarda dipendenti, aziende, indotto. Quando si è cominciato a discutere del problema, nel 2018, Stefano Belfiore, direttore di Inforicambi, aveva fatto una corretta analisi del fenomeno nel settore dell’aftermarket: per riuscire a competere nel settore delle auto ibride, plug-in ed elettriche, le aziende devono aumentare gli investimenti in ricerca e formazione sui motori a batteria. I veicoli di domani avranno meno pezzi ma con un più alto contenuto tecnologico.

Al’epoca, Giuseppe Barile, presidente del Gruppo Componenti Anfia (Associazione nazionale filiera industria automobilistica), aveva osservato: “L’elettrificazione dei veicoli rappresenta un’interessante opportunità per la filiera italiana della componentistica. Questa, nel corso degli anni, ha dimostrato di stare al passo con l’evoluzione del settore automotive, puntando sulla flessibilità e diversificando sia la produzione che il proprio portafoglio clienti”. 

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