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Charles Leclerc: rapporti con Sainz e terzo posto nel Mondiale

Il monegasco ha parlato del suo rapporto con Carlos Sainz, ma da Portimao la Ferrari si aspetta tanto

Leclerc Sainz

Charles Leclerc approda a Portimao con la voglia di fare bene dopo i positivi riscontri di Imola, dove avrebbe potuto terminare sul podio. Il monegasco della Ferrari che fa coppia con Carlos Sainz sembra avere le idee piuttosto chiare su chi dovrà affrontare per far guadagnare alla Scuderia il terzo posto nel Mondiale Costruttori, ma anche per la gestione del suo compagno di squadra che non è certo un gregario o una seconda guida.

A Portimao la Scuderia vuole sfruttare ogni possibile occasione che si presenterà sull’interessante tracciato portoghese, lo stesso che lo scorso anno (nonostante le scarse performance della SF1000) aveva prodotto risultati interessanti per la Ferrari: “in Portogallo credo che andremo come a Imola. Sarà una sfida molto serrata con AlphaTauri e McLaren”, ha infatti ammesso Leclerc parlandone con La Stampa visto che al momento sembrano esattamente questi due i team contro i quali la Scuderia di Maranello dovrà battagliare in ottica terza piazza.

Quindi Leclerc ha espresso un interessante ottimismo: “ci sfideremo con la McLaren per il terzo posto tra i costruttori. Ci sarà anche Carlos a darmi una mano, perché è velocissimo. Il futuro è nostro”.

Il rapporto con Carlos Sainz

Proprio con Carlos Sainz, il monegasco sembra dividere un rapporto di stima e amicizia molto ben impostato. I due sembrano all’interno di una spirale collaborativa utile per riportare la Scuderia lì dove merita di stare; una differenza che da fuori appare evidente se relazionata con i rapporti che negli ultimi anni avevano caratterizzato invece la coppia Leclerc-Vettel.

Leclerc Sainz

D’altronde Carlos è approdato in Ferrari con un set di esperienze diversificate che gli hanno permesso di introdurre una ovvia mentalità da uomo squadra. Tuttavia Leclerc ci ha tenuto a precisare che l’importante amicizia che insiste fra i due al di fuori dell’abitacolo della SF21, si trasforma una volta indossato il casco: “io ho due modalità: con il casco e senza casco. Quando abbasso la visiera l’amicizia diminuisce, ma quando scendo dalla macchina cerco di lasciarmi il lavoro alle spalle. Mi sembra che anche Carlos sia fatto così. Lui ha una velocità impressionante. Andrà sempre più forte man mano che prenderà confidenza con la macchina. Dal punto di vista personale, abbiamo gli stessi interessi e ridiamo delle stesse cose, dunque è molto divertente averlo con me nel team. C’è un momento in cui dobbiamo essere seri, però poi riusciamo a parlare anche di altre cose oltre all’automobilismo», ha aggiunto Leclerc.

D’altronde, da sempre in Formula 1 il compagno di squadra (ancor di più se si divide il sedile all’interno di un top team) è il rivale numero uno. Ma chiaramente Leclerc sa anche bene che ragionare in questi termini potrebbe far male alla stabilità della squadra: “In un duello tenere giù l’acceleratore è una linea sottile che si sposta con l’esperienza. In passato tenevo quasi sempre giù. Dagli errori ho imparato che a volte conviene cedere la posizione”, ha ammesso il monegasco lasciando intravedere una ovvia maturità differente da alcuni comportamenti a volte definiti troppo irruenti “è un lato del mio carattere che ho cercato di correggere con un grande lavoro mentale. In pista dopo un errore smaltisco molto in fretta, se conosco la causa. Non ho difficoltà ad ammettere che sbaglio. Anche se purtroppo a casa non riesco ad adottare le tecniche di autocontrollo che uso in pista. Quando gioco alla Playstation, per esempio, la pazienza ce l’ho ancora meno”.

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