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Il mercato auto del futuro potrebbe essere Facebook

Un domani i social potrebbe divenire ancora più decisivi per i consumatori

mercato auto del futuro

Influenzano le scelte, orientano gli elettori, e magari un domani potrebbero essere anche il teatro della compravendita di veicoli: parliamo dei social. Quindi, ecco un possibile scenario: il mercato auto del futuro potrebbe essere Facebook. Un marketplace online dove acquistare veicoli nuovi e usati.

Infatti, Facebook lavora a un aggiornamento al proprio sistema di shop online. Obiettivo, consentire di comprare una vettura a colpi di click dal computer. Sempre con procedure certe e transazioni al riparo da rischi. Il tutto grazie a una potenza di fuoco data dai canali Instagram, WhatsApp e Messenger.

Aggiungiamo che il venditore in carne e ossa può restare fondamentale: la sua esperienza al servizio del consumatore. E comunque, per legge, in Italia non esiste l’acquisto totale, al 100%, dell’auto: è obbligatorio firmare una documentazione in concessionaria. Sempre e comunque.  Questo vale anche per le vetture elettriche, senza eccezioni.

Stime parlano addirittura di un’auto su tre (fra nuovo e usato) venduto online per il 2035. Si vedrà. Ma sentiamo la manager del social, Catarina Arven, che ha parlato al Facebook Marketing Summit online dedicato al Nord Europa. “Siamo arrivati a un punto di svolta. Le aspettative dei consumatori sono ora molto più avanti dell’offerta e-commerce dell’industria automobilistica”. Come dire: l’automobilista chiede tanto dall’online, il quale dà una risposta parziale. Così, la Arven dice:  “Ci stiamo lavorando”.

comprare auto online

Mercato auto del futuro: occhio ai punti di frizione

Interessante il concetto di punto di frizione, un piccolo disaccordo su una qualche questione. C’è la trattativa fra cliente e venditore: il primo può andare alla concorrenza in uno dei 63 punti di frizione. Magari sul prezzo, sugli optional, sui tempi di consegna, sullo sconto. O sui tempi di ricarica delle auto elettriche. Un po’ come accade fra azienda e dipendente o collaboratore: a furia di punti di frizione, uno o l’altro si stanca e punta ad altri lidi.

Preziose le coinvolgenti esperienze online. Grazie anche all’aumento degli influencer che fanno da portavoce per i brand, dice la manager. La sfida? Capire quale comportamento dei consumatori sia temporaneo e quale sia permanente. Intercettare le tendenze online.

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