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Polizza RC Auto e decesso del contraente, quando si può ereditare

In caso di morte del contraente di una polizza Rca, la classe di merito può passare a qualche erede, ma a determinate condizioni.

ereditare RCA

Per poter circolare in Italia con la propria auto o con qualsiasi altro veicolo a motore occorre che lo stesso sia assicurato con polizza Rc Auto. Il sistema italiano è basato sul meccanismo della classe di merito bonus malus.

Più alta è la classe più si paga di premio. Per questo perdere una classe di merito bassa a causa della morte di un intestatario può essere spiacevole. A determinate condizioni la classe di merito alla stregua dell’auto, può passare ai familiari superstiti. Lo prevede la normativa vigente, ma non sempre è possibile e soprattutto, non tutti i familiari possono farlo.

Polizza Rc Auto, perché è conveniente ereditarla

Bonus malus abbiamo detto per il sistema con cui viene stabilito il premio da pagare per essere coperti sulla Responsabilità Civile della circolazione in auto. Si parte in genere da classe 14, la classe assegnata la prima volta che si stipula un contrato Rc Auto. Ogni anno che passa senza aver causato sinistri con responsabilità propria si scende di una classe. Ogni sinistro di cui si è ritenuti responsabili e che cagiona da parte della Compagnia il risarcimento al danneggiato, fa salire di due classi.

In linea generale il premio assicurativo è basato su età del contraente, esperienza alla guida del contraente, tipologia di veicolo, potenza dello stesso, sinistri pregressi ma soprattutto classe di merito.

Tra un premio da pagare in classe 1 ed un premio da pagare in classe 14 la differenza è enorme, perché consta di diverse centinaia di euro in più. Ed è per questo che ereditare una classe di merito più bassa è una cosa sicuramente conveniente. Basti pensare che per arrivare alla classe di merito uno occorrono ben 14 anni senza sinistri dalla prima stipula del contratto assicurativo.

Chi può ereditare la classe di merito

Nel caso in cui il contraente di una polizza Rc Auto muore, la classe di merito può passare per eredità ad un familiare. In effetti  la normativa in vigore prevede un caso specifico in base al quale la polizza Rc Auto di un defunto possa passare ad un suo familiare superstite.

In linea di massima si tratta del coniuge superstite. Infatti la legge individua come l’unica persona che può ereditarne la classe di merito di un defunto è  il coniuge superstite.

Ma non sempre è così, perché occorre che vengano rispettate determinate condizioni. In primo luogo occorre che l’auto collegata alla assicurazione Rc Auto sia intestata al coniuge superstite nel momento del passaggio per eredità della classe di merito. In altri termini, l’auto deve essere interamente intestata al coniuge superstite e non cointestata con altri eventuali familiari eredi.

Inoltre è necessario che durante la vita di coppia i coniugi fossero in regime di comunione dei beni. Tale possibilità riguarda tanto le coppie legate dal vincolo del matrimonio che quelle legate da quello di unione civile.

Questione di eredità anche per l’auto

L’auto alla pari di tutti gli altri beni di un deceduto, passa agli eredi in maniera automatica salvo diverse disposizioni testamentarie del defunto. Senza decisioni testamentarie l’auto diventa di proprietà degli eredi in misura pari alla percentuale assegnata a ciascuna di esse dalle leggi sulla successione ereditaria.

Saranno gli eredi a dover decidere quale di loro diventerà unico proprietario dell’auto e questo è importante anche in materia passaggio per eredità della classe di merito.

Infatti se l’auto viene cointestata partirebbe dalla classe di merito più svantaggiosa, mentre se fosse intestata solo al coniuge superstite resterebbe alla stessa classe di merito del precedente contraente e proprietario.

In caso di decesso gli eredi sono tenuti a contattare immediatamente la propria compagnia di assicurazione o quella con cui aveva stipulato il contratto Rc Auto il defunto. Naturalmente quando parliamo di classe di merito da ereditare parliamo di una classe di merito vantaggiosa, perché se invece il defunto fosse in classe 14 o simile, probabilmente il gioco non varrebbe la candela.

La legge infatti prevede due possibilità per quanto riguarda il contratto assicurativo di un defunto. Si può chiedere alla compagnia di provvedere al rimborso della parte di premio pagato e non goduto, cioè il rimborso della polizza a partire dal giorno del decesso e fino alla scadenza della stessa (sia annuale che intermedia). Una soluzione questa che come dicevamo è indicata per chi o non trae beneficio dall’ereditare una classe di merito perché alta, oppure perché non ha interesse avendone altre.

Un’altra via è l’estensione di copertura per altri 6 mesi, naturalmente pagando. Va ricordato infatti che una auto priva di assicurazione deve essere stipata in un box o garage o altro sito privato e non accessibile al pubblico. In alternativa la copertura assicurativa è obbligatoria e per evitare conseguenze piuttosto serie soprattutto a seguito di sinistro, anche il veicolo fermo deve essere assicurato.

La legge Bersani e il provvedimento n° 72/2018 dell’Ivass

Queste le due vie che la normativa vigente prevede in alternativa al trasferimento della polizza e della relativa sua classe di merito al coniuge del defunto in base alle condizioni prima sottolineate.  Va ricordato a scanso di equivoci, che la legge Bersani permette comunque di assicurare una seconda auto del nucleo familiare nella stessa classe di merito della auto con la classe più bassa presente in famiglia. La stessa cosa che fa, a maglie più larghe la polizza Rc Auto familiare.

Ma questo aspetto riguarda solo la medesima compagnia dove è assicurata la prima auto e la classe assegnata alla seconda auto è una classe interna e non è la cosiddetta Classe Universale. In altri termini, una volta cambiata compagnia, la seconda auto torna ad essere assicurata nella sua classe effettivamente spettante in base agli anni di assicurazione trascorsi dalla prima e in base alla sinistrosità pregressa.

In materia di eredità della classe di merito il provvedimento Ivass n° 72 del 16 aprile 2018 ha previsto che “qualora la proprietà del veicolo assicurato venga trasferita mortis causa, la classe merito maturata sul veicolo è attribuita a coloro, conviventi del de cuius, che al momento della morte abbiano acquisito la proprietà del veicolo stesso a titolo ereditario”. Un provvedimento che sembra allargare anche ad altri conviventi con il defunto la possibilità di sfruttare la classe di merito di maggior vantaggio.

Un provvedimento che si scontra con le previsioni del legislatore che ha parlato di comunione dei beni.

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