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Niente sconti obbligatori per la Rca con scatola nera: ecco perché

A tre anni un provvedimento chiave dell’Ivass, siamo ancora fermi al palo

sconti obbligatori per la Rca con scatola nera

Era l’aprile 2018 quando l’Ivass (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni) emanò un provvedimento importante: sconti obbligatori per la Rca con scatola nera. Per chi monta la black box, riduzioni di prezzo fissate dall’Autorità. Ma perché oggi questa norma non c’è? Facile. Perché imporre una tariffa a una compagnia può andare in contraddizione coi principi della libera concorrenza dell’Unione europea.

Sconti obbligatori per la Rca con scatola nera: dopo tre anni, il nulla

Sino al 1993, lo Stato imponeva le tariffe Rca. Dal 1994, con la liberalizzazione, ogni compagnia fa da sé. Con la fine del sistema delle tariffe amministrate, non è più possibile, anche in forza delle norme comunitarie, imporre alcun tipo di predeterminazione della misura dei premi.

Ne consegue che l’impostazione del provvedimento che impone tariffe e sconti è errata: questa la conclusione della Carta di Bologna capitanata da Federcarrozzieri: gruppo di associazioni dei consumatori in difesa dei diritti degli automobilisti.

Infatti, non è possibile imporre a una delle parti (l’impresa assicuratrice) alcun “obbligo” di applicare qualsiasi forma di sconto sul premio. Neanche consentendo all’assicuratore una serie di violazioni dei diritti dei danneggiati.

Risulta evidente inoltre che l’inevitabile caducazione delle norme dirigistiche sulla predeterminazione dei premi lascerà in piedi solo le norme che ledono i diritti dei danneggiati.

In teoria, la norma prevede l’applicazione di uno sconto da parte dell’impresa di assicurazione laddove il cliente accetti di sottoporre il veicolo a ispezione. Oppure di installare meccanismi elettronici che registrano l’attività come la scatola nera. O come meccanismi che impediscono l’avvio del motore qualora sia riscontrato nel guidatore un tasso alcolemico superiore ai limiti di legge. Il provvedimento elenca inoltre le province a maggiore tasso di sinistrosità: qui un premio medio più elevato per gli assicurati residenti in quelle province. E quindi un doppio sconto.

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