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Bando Mobilità sostenibile al Sud: 4,5 milioni di euro

“Fondazione Con il Sud” in aiuto del Mezzogiorno, che non può restare indietro in fatto di mobilità alternativa all’auto privata

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La questione meridionale riguarda la mobilità alternativa all’auto privata: il Mezzogiorno non può e non deve rimanere passi indietro. Di qui il Bando Mobilità sostenibile al Sud: 4,5 milioni di euro, voluto dalla “Fondazione Con il Sud” per aiutare il Meridione. Obiettivo: proporre agli enti del Terzo settore un cambio di prospettiva.

Mobilità sostenibile al Sud: sì anche alla condivisione

Cioè? Come spiega Motus-E, partire dalle esigenze delle comunità locali per sperimentare una nuova mobilità. Il bando è per le organizzazioni del Terzo settore operanti nel Mezzogiorno. Con il fine ultimo di sostenere l’avvio di nuove strategie di mobilità, andando a colmare il gap esistente. Non alla differenza col Nord. E sì all’inclusione sociale. Con effetti benefici sotto il profilo sociale ed economico.

Il punto di partenza è una constatazione triste: soprattutto nel Mezzogiorno d’Italia, le strategie già sperimentate nel resto d’Europa per ridurre la dipendenza dall’auto rimangono lettera morta. Qual è il modello dominante? L’auto come veicolo predominante per la mobilità. Questa fotografia del Mezzogiorno d’Italia emerge anche dal rapporto annuale dell’Osservatorio nazionale Sharing Mobility, che evidenzia solo sporadiche sperimentazioni di micromobilità, e soltanto in alcuni capoluoghi di provincia. Condivisione di tutto: anche delle auto. L’ormai noto car sharing elettrico, pulito.

Giunto alla sua quinta edizione, il bando per la tutela e la valorizzazione ambientale è dedicato quest’anno alla mobilità sostenibile. L’intento della Fondazione con il Sud è quello di porre l’attenzione sulla sostenibilità sociale, e non soltanto a quella ambientale ed economica, riferita alla mobilità nel Sud.

Al di là del bando e della mobilità alternativa all’auto privata, attenzione anche alla diffusione delle colonnine di ricarica: serve che ci siano anche al Sud. Per favorire lo sviluppo dell’auto elettrica ovunque. Le macchine a pila non devono essere prerogativa del Nord o, in parte, del Centro. L’Italia deve camminare unita verso gli obiettivi di transizione elettrica voluta dall’Unione europea.

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