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Colonnine di ricarica elettrica: dov’è meglio installarle

Dipende anche dal potenziale bacino d’utenza del territorio

colonnine

Colonnine di ricarica elettrica: dov’è meglio installarle? Dipende anche dal potenziale bacino d’utenza del territorio: questo uno dei tanti fattori che incidono nella scelta, come spiega Motus-E.  Dalla loro combinazione deriva l’opportunità di procedere all’installazione. In seconda battuta, poi, ci sarà la scelta di un sistema di ricarica: lenta, accelerata o veloce. Oppure il mix ottimale fra tutti e tre.

Colonnine di ricarica elettrica: fattori decisivi

  1. Potenziale bacino d’utenza del territorio: allo stato attuale della penetrazione della mobilità elettrica e degli sviluppi attesi per i prossimi anni non si giustifica l’installazione di impianti di ricarica in località isolate o scarsamente popolate. A meno che non si trovino in prossimità di punti di straordinario interesse turistico o lungo direttrici di traffico particolarmente frequentate e non servite da altre stazioni di ricarica nel raggio di 30-40 chilometri.
  2. Disponibilità del collegamento alla rete elettrica: l’installazione comporta comunque scavi e manomissioni del suolo, tanto più invasivi quanto più il sito dista dal punto di allaccio alla rete. Il problema si pone soprattutto per l’installazione di impianti DC ad alta potenza (ricarica veloce). Che devono essere collegati direttamente a una cabina di trasformazione con una disponibilità di potenza di almeno 100 kW.
  3. Prossimità con grandi direttrici di traffico interprovinciale, nazionale e internazionale: l’installazione è sempre opportuna nei pressi di caselli autostradali. Per turisti, pendolari a medio raggio, utenze d’affari, trasporti commerciali.

Senza la pandemia, i luoghi chiave per l’elettrica

Almeno prima della pandemia, contava la prossimità con servizi e luoghi d’attrazione: l’installazione di una stazione di ricarica in presenza di uffici pubblici, ospedali. Ma anche centri commerciali, luoghi di ritrovo e svago, impianti sportivi, parchi naturali, aree di interesse turistico, paesaggistico o archeologico. E centri urbani anche di piccole dimensioni ma dotati di servizi commerciali, ristoranti, musei, monumenti.

Con la pandemia, se le cose non tornano quanto prima normali, chissà quali altri fattori incideranno: vedremo se e come i vaccini funzioneranno sul lungo periodo.

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