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Bernie Ecclestone: “la Ferrari è l’anima della Formula 1”

L’ex grande capo della Formula 1 ha parlato della stima per Enzo Ferrari e di episodi che lo hanno legato per sempre al Circus

Ecclestone

Se c’è un uomo, un personaggio, che lontano dalla Formula 1 riesce a catalizzare ancora fortemente l’attenzione su di sé quello è sicuramente Bernie Ecclestone. L’arzillo novantenne è stato infatti il grande capo del Circus fino a qualche stagione fa ed è stato probabilmente l’unico ad aver assistito ad ogni epoca vissuta dalla Formula 1: basti pensare che c’era a Silverstone nel maggio del 1950, ovvero quando si disputò la prima gara del nascente Mondiale di Formula 1.

Di recente Bernie Ecclestone è stato premiato col GQ Car Award Lifetime Achievement Award da GQ Gran Bretagna. In quell’occasione ha discusso di molti aneddoti, tutti legati alla sua vita trascorsa all’interno e poi a capo della Formula 1.

Alla base di tutto

Di Bernie Ecclestone si può dire tutto e niente, ma non si può fare a meno di ammettere che nonostante tutto grazie a lui la Formula 1 è diventata quella che è oggi. Seguitissima a livello mondiale, punto di riferimento assoluto nel motorsport su scala planetaria.

Ecclestone non fa più parte dell’ambiente da quando nel 2017 ha ceduto il marchio a Liberty Media, ma come si diceva all’inizio i suoi pareri vengono sempre tenuti in considerazione ad ogni uscita pubblica: a cominciare dalle sue infinite provocazioni. Ma stavolta ha cominciato dal disquisire del suo grande fiuto per gli affari, e di quella capacità che lo ha reso celebre in tal senso: “il segreto è la mia stretta di mano. La gente sa che può fidarsi di me e che farò il meglio per tutte le persone coinvolte; alla gente piace parlare molto. È sempre meglio fare qualcosa invece che parlare. Se stai per dire che farai qualcosa, fallo. Odio quando la gente dice che farà qualcosa e poi non la fa”, ha ammesso il buon vecchio Bernie.

Stima nei confronti di Enzo Ferrari

Ma il ricordo del primissimo Gran Premio di Silverstone disputato dalla Formula 1 fornisce la base necessaria per disporre le argomentazioni sulla Ferrari: “ricordo benissimo quel Gran Premio. In effetti, in quel fine settimana io stavo gareggiando con una Cooper 500. Non c’erano hotel. Alcune persone avevano la fortuna di avere un camper o qualcosa del genere in cui stare, ma io dormivo in macchina. Me la ricordo: era una Ford Custom americana. L’Alfa Romeo vinse quella gara: fecero primo, secondo e terzo, senza Ferrari iscritte”, ha aggiunto. Un motivo in più per ammettere la stima nei confronti del Drake: “il signor Enzo Ferrari era molto speciale e mi ha aiutato molto. Mi ha insegnato che lo sport è sul tavolo e il business è sotto. La Formula 1 è la Ferrari e la Ferrari è la Formula 1. È così semplice. Colin Chapman è un altro uomo che ho ammirato molto. Era un genio e anche un pilota molto veloce”.

Ecclestone Ferrari Balestre
Bernie Ecclestone con Enzo Ferrari e Jean-Marie Balestre

Infine Ecclestone ha voluto ricordare la pericolosità del motorsport che rimane comunque ancora oggi un elemento con cui bisogna sempre fare i conti. Secondo Bernie, Sid Watkins (ex medico del Circus) e Max Mosley (ex presidente della FIA) hanno messo in pratica modifiche necessarie per incrementare la sicurezza, soprattutto all’indomani dei brutti episodi del 1994. A tal proposito Ecclestone ha parlato di un suo ricordo legato alla morte di François Cevert: “quando Cevert è rimasto ucciso a Watkins Glen, è stato orribile. Era stato praticamente tagliato a metà. Carlos Reutemann era molto scosso, erano compagni. Mi ha detto quello che aveva visto ma poi, quando fu il momento delle prove libere, tornò in macchina. Sembra insensibile, ma è così che era a quei tempi. Continuavi. È molto più sicuro ora, grazie a Sid e Max. Ma non sarà mai completamente sicuro, devi accettarlo”.

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