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Cosa ci insegna la visita di Jean-Philippe Imparato al Museo Storico Alfa Romeo

La visita di Jean-Philippe Imparato al Museo Storico Alfa Romeo di Arese è un evento che non lascia indifferenti

Alzi la mano chiunque ricordi un amministratore delegato del Biscione svestire i panni del grande capo e calarsi nella parte di uno che vuole conoscere e sapere e si reca al Museo Storico Alfa Romeo di Arese. Probabilmente di mani se ne sono alzate poche, forse nessuna. Lo ha fatto invece l’ultimo arrivato, francese di chiare origini italiane: Jean-Philippe Imparato.

Sapere che sabato mattina il nuovo CEO di Alfa Romeo si aggirava tra le straordinarie stanze del Museo Storico Alfa Romeo di Arese ha messo in fibrillazione un po’ tutti. Alfisti e non. Nella processione dei segni, il comportamento messo in pratica dal concreto Imparato appare del tutto simile a quello posto in essere qualche giorno prima da Carlos Tavares che aveva trascorso sette ore al Cassino Plant provando a cogliere segreti e sensazioni di uno degli stabilimenti FCA più avanzati tra quelli a disposizione.

Analogie di gesti

A formalizzare l’idea che lo stesso Jean-Philippe si stesse muovendo tra le più iconiche Alfa Romeo di sempre è stato lui stesso, pubblicando sul suo profilo Twitter immagini e parole fortemente appassionate. Stessa cosa immediatamente rilanciata anche dalle pagine social del Museo Storico Alfa Romeo.

È più che ovvio che la visita di Imparato ha finito per sorprendere la platea che già aveva forse introdotto giudizi fin troppo affrettati sulle velleità di Imparato. La visita di Jean-Philippe Imparato ad Arese ci insegna che la passione esiste e che basta un niente per tornare a far battere il cuore a chi per un attimo aveva cominciato a dimenticare che c’è un’Alfa Romeo che esiste ancora e che Imparato pare voglia utilizzare da base solida per un futuro concreto.

Ciò che oggi è Alfa Romeo, non è lontanamente paragonabile all’idea che il Biscione possedeva qualche tempo fa. Imparato, come primo atto del suo essere uomo Alfa, ha deciso di dirigersi verso Arese. Come praticamente negli ultimi anni nessuno aveva voluto fare. Il passato torna ad essere importante, ispiratore probabilmente anche. È giusto così e Imparato ha compreso che dal passato si impara (scusate per la ovvia ripetizione) e che lo stesso passato ti insegna a rendere concreto un futuro che già hai a grandi linee idealizzato nella tua mente. Così come Tavares a Cassino, anche Imparato ha mostrato genuinità e concretezza di gesti: elementi lontani anni luce da chi si è trovato sopra tutto in questi ultimi anni. Va quindi bene così, l’Alfa Romeo ha bisogno anche di umiltà per tornare a rinascere e agli Alfisti mancavano anche gesti e metodologie (umane) come quelle espresse da Imparato che prova a carpire i segreti di ogni vettura che incontra ad Arese portandosi con sé (grazie alle immagini scattate col suo smartphone) intuizioni e ispirazioni che gli saranno utili per avviare il processo.

Gli elementi fondanti sembrano esserci tutti. Ora bisognerà attendere, probabilmente molto meno di quanto si è atteso in questi lunghi anni in cui l’Alfa Romeo non è ormai più quella di una volta.

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