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Carlos Tavares: si al rilancio dei marchi, nuovi veicoli elettrificati e nessuna chiusura di stabilimenti in Italia

Il nuovo CEO di Stellantis ha rilasciato le sue principali impressioni nella prima conferenza stampa del Gruppo: interessanti gli argomenti trattati

Carlos Tavares

“Oggi è il primo giorno della nostra nuova storia”, ad ammettere queste parole è stato Carlos Tavares oggi durante la conferenza stampa che ha seguito il lancio presso la Borsa di New York delle azioni facenti capo al nuovo gruppo Stellantis. Lo ha detto dalla importante cornice dello stabilimento Fiat e poi FCA di Mirafiori dove si era recato per assistere proprio all’evento di lancio atteso per il primo pomeriggio di oggi.

È l’inizio di un viaggio entusiasmante. Un’azienda ben posizionata per competere nei mercati globali, con 39 veicoli elettrificati disponibili entro la fine del 2021. Un gruppo di dimensioni significative e con posizioni commerciali consolidate in Europa, Nord America e America Latina”, ha proseguito ancora un raggiante Carlos Tavares, neo AD di Stellantis. Il portoghese ha trattato, durante questo primo appuntamento con la stampa mondiale, tutti i principali temi che faranno da contraltare alla nuova avventura societaria che ha legato FCA a PSA che potrebbe ora condurre a posizioni parecchio interessanti sotto vari punti di vista.

Attenzione ai marchi e rilancio di alcuni

Carlos Tavares, essendo un grande appassionato di vetture a cominciare anche da marchi che fanno oggi parte del set di brand che gestisce sotto l’egida di Stellantis, si è infatti accorto che “abbiamo a disposizione un portfolio di marchi iconici, quindi alcuni fra questi andranno rilanciati grazie a Stellantis e alle sinergie di questa nuova fusione” ha aggiunto.

Carlos Tavares

Ora le redini reagiscono ai suoi comandi e Tavares sa bene che bisogna rimboccarsi le maniche senza aspettare o perdere tempo; il futuro dei marchi che compongono la nuova Stellantis è una prerogativa di necessaria importanza “faremo attente valutazioni, abbiamo una base di partenza importantissima e non metteremo da parte quello che abbiamo già a disposizione”, ha proseguito. Affermazioni chiare che certificano un certo sospiro di sollievo se pensiamo alle discussioni dei mesi scorsi in cui si metteva in dubbio il futuro di questo o quel marchio. Non a caso in occasioni passate si è parlato soprattutto di Chrysler, ma anche di marchi italiani come Lancia e Alfa Romeo. Ma ora il semaforo della rinascita pare aver acceso la luce verde: “le economie di scala permetteranno ad alcune case automobilistiche del nostro portfolio di tornare ad investire, sfruttando la condivisione degli asset. Probabilmente nasceranno vetture ‘sorelle’, con elementi simili pur mantenendo comunque distintivi. Stellantis sarà uno scudo per quei modelli su cui si avevano dubbi riguardo il futuro”, ha detto il manager portoghese.

Stellantis

Rassicurazioni importanti quindi. Ma sarà anche applicata un’attenta valutazione di quanto siano efficienti i posizionamenti attuali dei marchi: “ogni responsabile dei singoli brand si occuperà di analizzare se quel marchio si rivolge ai clienti giusti in modo da massimizzarne l’efficienza. Vogliamo tutelare tutti i brand”, ha detto. Non appaiono quindi dubbi in relazione al futuro prossimo dei marchi che oggi compongono l’ampia galassia di Stellantis, ma si sa già che entro il 2025 ogni vettura dovrà disporre anche di una variante elettrificata secondo un percorso di elettrificazione che comincerà già quest’anno come anticipato da Carlos Tavares.

Occhi puntati su Alfa Romeo

Tra i “marchi iconici” a cui faceva riferimento Tavares nel suo intervento, c’è sicuramente Alfa Romeo. Il Biscione ad oggi non possiede oggi un reale piano di rilancio visto che le uniche due vetture annunciate al momento sono due SUV, la Tonale già annunciata due anni fa e il nuovo B-SUV che sarà realizzato in Polonia. È lecito quindi disporre di qualche timore su quello che potrà essere il suo reale futuro.

C’è però la nomina come Brand Chief Officers di Jean-Philippe Imparato che avrà il compito di avviare la prima fase del trasferimento di Alfa Romeo verso un’impostazione maggiormente premium. In ogni caso in questo momento Tavares non ha definito eventuali rischi che potrebbero tenere in considerazione Alfa Romeo. I segnali positivi ci sono ma il CEO di Stellantis ha ammesso che “andranno fatte le valutazioni necessarie per comprendere quello che non ha funzionato finora. Siamo soltanto al giorno uno di questo nuovo gruppo e per questo non è ancora possibile sbilanciarsi troppo su quello che sarà il futuro di tutti i marchi. Alfa Romeo e Maserati rappresentano due realtà importantissime che vogliamo tutelare e rilanciare”.

Nessun problema per gli stabilimenti italiani

Importantissime sono state anche le dichiarazioni legate agli stabilimenti italiani e ai lavoratori che si aspettavano risposte chiare, sebbene maggiori chiarimenti potrebbero arrivare dall’incontro già previsto per domani con i sindacati. “Per l’Italia la buona notizia è che Stellantis farà da scudo, da protezione per alcuni stabilimenti, non rappresenta un rischio”, ha infatti ammesso sin da subito Tavares aggiungendo che “Stellantis riporterà più efficienza grazie alle sinergie che renderanno i business plan più sostenibili per alcuni modelli su cui c’erano delle incertezze. Modelli che finora non erano ritenuti redditizi lo diventeranno, potremo decidere il da farsi”.

Carlos Tavares
Carlos Tavares con John Elkann

Importante in tal senso risulta anche la gestione delle future sinergie visto che la fusione produrrà “25 miliardi di euro di valore”, ha detto Tavares che ha sulle sinergie ha aggiunto che “non produrranno sono solo risparmi ma permettono di generare fatturato”. Nel frattempo, come confermato dalla FIOM Torino, i lavoratori di Stellantis stanno cominciando a ricevere una comunicazione di benvenuto nel nuovo gruppo: “la comunicazione richiama le ragioni di tradizione e orgoglio dei due gruppi che hanno dato vita a Stellantis nonché la dimensione del nuovo gruppo con i suoi 400.000 dipendenti, il suo radicamento commerciale in Europa e nelle Americhe, le sue competenze tecnologiche, la gamma di marchi e modelli, gli investimenti in corso nello sviluppo delle nuove tecnologie per la mobilità. È una realtà nuova a cui i lavoratori torinesi del gruppo e della componentistica guardano con attenzione e la cui positività sarà valutata anche per gli effetti che produrrà sul nostro territorio: nuovi modelli, volumi produttivi capaci di azzerare la cassa integrazione, il rilancio delle produzioni dei siti torinesi e del loro indotto”, ha ammesso Edi Lazzi, segretario generale di FIOM Torino, aggiungendo che “al di là delle rassicurazioni rimangono motivi di preoccupazione per la sovracapacità produttiva di Stellantis in Europa, le prevedibili razionalizzazioni, le scelte dei prossimi mesi. Il nostro territorio ha sviluppato nel tempo tutte le competenze tecnologiche e professionali per continuare ad avere un ruolo importante nella produzione e nello sviluppo tecnologico dell’auto a livello mondiale. Noi faremo come sempre la nostra parte e pretenderemo un particolare impegno di tutta la classe dirigente di Torino e del Piemonte”.

Fiat e Cina

Infine Tavares ha anche ovviamente parlato di Fiat. L’approdo a Mirafiori è un segnale interessante che certifica l’interesse verso la compagine italiana del gruppo e mette in chiaro il carattere di un Tavares che comprende quelli che sono i reali pesi e le reali misure. Il nuovo CEO sul futuro ruolo di Fiat ha ammesso che “pensiamo di poter fare con i nuovi modelli Fiat quello che abbiamo fatto in Germania con la nuova Opel Corsa. Questa è la direzione che seguiremo”. Grazie ai nuovi piani di sviluppo che Stellantis sarà in grado di gestire, Tavares prevede che la produzione dovrebbe garantire di efficienze maggiori destinando Fiat ad un concreto futuro anche in riferimento alla costante ricerca dell’abbassamento delle emissioni.

Carlos Tavares

Quindi il nuovo CEO di Stellantis ha aggiunto qualche dichiarazione sul futuro in Cina per il nuovo gruppo. Con sincerità ha però ammesso le evidenti difficoltà che i gruppi che oggi compongono un unico asset finanziario hanno registrato finora in quell’area di mondo. “Non vogliamo escludere nulla a priori. I risultati registrati in Cina finora sono deludenti. Stiamo facendo un’analisi per capire le cause di questa situazione, abbiamo un team dedicato che dovrà proporre una nuova strategia vincente. Non escludiamo nulla, aspettiamo l’esito di questa analisi. Vogliamo capire problemi e criticità, dovremo fare di più e meglio”, ha ammesso. Quindi non appare ben chiaro oggi il futuro di Stellantis in Cina, ma rimane comunque un mercato di fondamentale importanza.

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