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Musk punta Marte vendendo tutto tranne Tesla e SpaceX

Elon vuole che l’umanità evolva in una civiltà spaziale, in una specie multiplanetaria

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Musk punta Marte vendendo tutto tranne Tesla e SpaceX. Infatti, Elon vuole che l’umanità evolva in una civiltà spaziale, in una specie multiplanetaria. Per farlo, servono enormi risorse: solo così si costruisce una città su Marte. Elon Musk, amministratore delegato della Tesla e proprietario di SpaceX, ha dichiarato il target. Motivo per cui sta vendendo tutte le sue proprietà immobiliari. I soldi per Marte non sono abbastanza, nonostante Musk sia il secondo miliardario al mondo dietro Jeff Bezos di Amazon.

Musk punta Marte vendendo tutto tranne Tesla e SpaceX: prende casa in affitto

Elon, in un’intervista alla testata tedesca Die Welt, dice che ha venduto la sua residenza principale a Los Angeles due mesi fa. Ora appartiene a un cinese. E che avrà bisogno di una casa solo quando ci sono i miei figli. Ne prenderà in affitto una. Manterrà le azioni di Tesla e SpaceX: se falliscono, anche lui personalmente fallisce, spiega.

Da Tesla a Marte: ecco quando

Il primo uomo su Marte quando lo vedremo? Nel 2024 non è facile. Nel 2026 meno difficile. Nel 2022 o 2023 Musk andrà nello spazio. In parallelo, l’imprenditore geniale ambisce a far crescere Telsa: ci sono due miliardi di auto e camion sul pianeta: vuole sostituire l’1% della flotta globale all’anno. Sarebbero 20 milioni di veicoli ogni anno.

Intanto Tesla vola in Borsa

Mentre Musk punta Marte vendendo tutto tranne Tesla e SpaceX, a Wall Street la Casa californiana schizza alla cifra vertiginosa di 650 dollari, per una capitalizzazione che sfonda il muro dei 600 miliardi. La Tesla è la sesta azienda al mondo ad aver superato questo limite dopo i giganti del web Amazon, Facebook, Apple, Alphabet (Google) e Microsoft. Così, vale il triplo di Toyota e il sestuplo di Volkswagen.

Dal 16 novembre, quando è entrata nell’indice S&P 500, le azioni sono cresciute addirittura del 57% e la capitalizzazione è aumentata di 220 miliardi. Da inizio 2020, viaggiamo a +660%. Così, se prima Musk aveva “solo” 27 miliardi, ora ne ha 155. Tesla vara un’altra capitalizzazione da 5 miliardi di dollari: terzo step dopo le operazioni da 2,7 miliardi di febbraio e da 5 miliardi di settembre.

Tesla e i guai a Berlino

Ma non sono solo rose. Vicino a Berlino, Elon vuol creare un enorme polo produttivo: porta occupazione, fa girare l’economia, in un momento drammatico per il mondo. Però il tribunale amministrativo di Frankfurt am Oder il ricorso d’urgenza delle associazioni ambientaliste.

Cosa vogliono? Bloccare altri disboscamenti nell’area dove sorgerà la Gigafactory di Grünheide. Sono le organizzazioni Nabu e Gruene Liga, tremendamente agguerrite contro Elon. Perché la nuova fabbrica farebbe danni all’ambiente, alle falde acquifere, agli animali. Specie la lucertola degli arbusti.

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