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Prescrizione bollo e ingiunzione di pagamento, le regole

Entro quando scade il bollo auto non pagato e come funzionano le ingiunzioni

Bollo auto

L’ingiunzione di pagamento o decreto ingiuntivo che dir si voglia, è uno strumento con cui un creditore mediante provvedimento di un giudice, intima al debitore di pagare il debito, entro una determinata scadenza. L’ingiunzione di pagamento è l’alternativa alla cartella esattoriale di Equitalia una volta, e di Agenzia delle Entrate Riscossione oggi.

La via dell’ingiunzione di pagamento è utilizzata spesso dagli Enti locali e quindi, uno dei balzelli più comunemente oggetto di un decreto ingiuntivo è il bollo auto, tassa da versare alla propria Regione di riferimento. Il bollo auto è soggetto a prescrizione e quindi, spesso, anche ricevendo una ingiunzione di pagamento , potrebbe non essere obbligatorio pagare. Vediamo di approfondire questo aspetto che spesso spiazza i contribuenti.

Cosa fare quando si riceve una ingiunzione di pagamento

Vietato abbattersi se si riceve una ingiunzione di pagamento e vietato adottare comportamenti autoctoni e sbagliati. Per esempio, rifiutare la consegna dell’ingiunzione è inutile perché questa dopo il rifiuto finisce al Comune dove risiede il debitore e viene di nuovo recapitata allo stesso tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Va ricordato poi, che con il decreto ingiuntivo le successive azioni esecutive sono piuttosto celeri.

Per quanto concerne il bollo auto, va ricordato innanzi tutto che con la Pace Fiscale, una delle misure più importanti è la cancellazione d’ufficio dei vecchi bolli (ma non solo perché la cancellazione riguarda tutte le cartelle a prescindere dall’oggetto). Infatti tutti i bolli al di sotto di 1.000 euro, sia con le cartelle che con le ingiunzioni, se diventati debiti esecutivi entro il 2010, sono cancellati d’ufficio. Una soluzione per alleggerire il carico dei crediti, potenzialmente non più esigibili delle

Pubbliche Amministrazioni, ma anche un modo per cancellare vecchi debiti per i contribuenti.
Ricevere quindi una ingiunzione di pagamento per un bollo auto antecedenti il 2010, potrebbe non essere da pagare.

La prescrizione del bollo auto, come fare?

Una volta ricevuta l’ingiunzione di pagamento occorre verificare se il bollo a cui essa si riferisce, sia andato prescritto. Per la verifica istantanea occorre controllare subito se per caso a partire dall’anno di riferimento del bollo non siano state inviate altre comunicazioni di pagamento, solleciti e così via.
La prescrizione per il bollo auto è di tre anni e questa parte come conteggio dal primo gennaio dell’anno successivo a quello in cui è fissata la scadenza del bollo. La prescrizione matura pertanto, il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui il bollo non pagato, sarebbe stato dovuto.
Un bollo auto non pagato il 30 giungo 2017 per esempio, senza avvisi bonari, solleciti e promemoria di debito intervenuti durante gli anni, si prescrive il prossimo 31 dicembre (il 2020 è il terzo anno successivo a quello in cui il bollo andava pagato).

Poco importa quindi che la prescrizione di una cartella esattoriale sia di 5 anni, perché ormai da tempo l’orientamento della giurisprudenza prevede che la prescrizione deve essere rapportata al tributo o alla tassa oggetto della cartella o dell’ingiunzione.

Come contestare un decreto ingiuntivo

In linea di massima il decreto ingiuntivo una volta recapitato al debitore, da a quest’ultimo 40 giorni per pagare il debito, mentre ne da 60 per proporre opposizione. Tale azione va prodotta presso la Commissione Tributaria Provinciale, invocando l’avvenuta prescrizione dei tributi pretesi nell’ingiunzione.

Una via alternativa è pure quella dell’istanza di autotutela che però ha una controindicazione nel fatto che essa non blocca i due mesi di tempo per poter proporre azione presso la Commissione Tributaria Provinciale.

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