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Auto non assicurate: numeri brutti in Italia

Dramma macchine senza Rc auto nel nostro Paese. Con picchi al Sud

rc auto

Auto non assicurate: numeri brutti in Italia. Dramma macchine senza Rc auto nel nostro Paese. Pur diminuiti nel corso degli ultimi anni, i veicoli non assicurati sono ancora 2,6 milioni. In alcune regioni (Campania, Calabria) oltre il 10% dei veicoli non è assicurato, con gravi danni e rischi per la collettività. Lo dicono i dati Ania (assicurazioni) rielaborati da Segugio.it, leader nella comparazione assicurativa in Italia. Si tenga presente che un’auto, se resta sempre in garage o nel box, senza Rca è in regola. Invece, la macchina in strada, parcheggiata, è in circolazione: serve la polizza Rc auto obbligatoria.

Auto non assicurate: dipende dalla Regione

I veicoli non assicurati in Italia sono passati dai 3,9 milioni del 2014 ai 2,6 milioni del 2019, un calo del 50%. Parallelamente è diminuita l’incidenza dei veicoli non assicurati sul parco circolante totale, passata dall’8,7% del 2014 al 5,9% del 2019. Percentuali molto elevate di evasione assicurativa si riscontrano anche in Calabria (10,3%), Sicilia (9,7%) e Lazio (8,5%). Le Regioni più virtuose sono il Trentino Alto Adige (2,3%), il Friuli Venezia Giulia (2,8%) e il Veneto (2,9%).

Quindi, più la Rca è cara, più forte l’evasione assicurativa. In parallelo, viaggia l’evasione della revisione periodica italiana. Fenomeni pericolosissimi. Ma perché ci sono? Semplice: manca la prevenzione. Pochissimi controlli sul posto, nessun controllo da parte di telecamere fisse come gli autovelox (la verifica di Rca e revisione c’è solo se l’auto corre troppo).

Multe per auto senza Rca

E comunque multe bassissime a chi viene beccato. Chi circola senza la copertura dell’assicurazione paga 849 euro. Più sequestro auto, più cinque punti-patente sottratti. Ma è solo teoria.

Arriviamo a un quarto. Ecco come. La sanzione amministrativa è ridotta alla metà quando l’assicurazione del veicolo per la responsabilità verso i terzi sia comunque resa operante nei quindici giorni successivi al termine.

Poi, la metà della metà, ossia un quarto. Multa (già al 50%) ridotta alla metà quando l’interessato entro trenta giorni dalla contestazione della violazione provvede alla demolizione. Morale: il 25%. Che non fa paura.

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