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All’Istanbul Park ha prevalso l’esperienza e il polso della situazione

Il Gran Premio di Turchia ha evidenziato la necessità di esperienza per competere in condizioni difficilissime

GP Turchia

Che il Gran Premio di Turchia disputatosi sul viscido asfalto dell’Istanbul Park domenica scorsa sia stato un evento di grande fascino per il Circus, non c’erano dubbi. Di certo l’evento turco ha fornito immagini ed emozioni degne della Formula 1 che vorremmo vedere ogni domenica in televisione e magari il prima possibile tornando ad assaporarla anche dal vivo.

Lo strato più superficiale dell’Istanbul Park, appena rifatto, ha rilasciato infatti oli e viscosità che rendevano le cose difficili un po’ a tutti. Ma la condizione di difficoltà ha invece chiarito la differenza che può esserci tra l’esperienza e la non esperienza, tra l’uomo e il ragazzo. In ogni caso si può dire che un po’ tutti si sono comportati bene all’Istanbul Park, anche i più giovani, ma in tanti hanno commessi errori durante le Libere, in Qualifica e poi in gara. Ma quello che è emerso davvero in Turchia è che l’uomo conta ancora, anche in quella Formula 1 pervasa da tecnologie inesprimibili che molte volte hanno fatto pensare che la macchina sia in grado di prevalere sull’uomo: no.

Ah l’esperienza

A ben guardare il podio del Gran Premio di Turchia l’età anagrafica non va mai al di sotto dei trent’anni. Se si guarda poi all’esordio nel Circus, accanto a Vettel e Hamilton che hanno debuttato nel 2007 l’ottimo Perez ha fatto il suo ingresso nella massima serie nel 2011.

Gli anni di permanenza nel Circus hanno forgiato i tre dell’Istanbul Park che sui saliscendi del tracciato turco hanno fornito prova di esperienza in gestione delle gomme e di una gara difficilissima. Attenzione, anche Lewis Hamilton ha commesso un errore durante il primo giro, ma dopo aver compreso i limiti delle difficoltà proposte dal viscido tracciato turco ha ripreso la dritta via evitando di strafare. La gestione delle gomme è apparsa quindi incredibile visto che le sue intermedie sono durate 50 giri evitando di confezionare un pit stop in più.

Podio Turchia
Il podio del Gran Premio di Turchia con Hamilton, Perez e Vettel

Anche Sebastian Vettel ha agito alla stessa maniera. Non si è mai scomposto, nemmeno dopo il solito lento pit stop (non per colpa sua), realizzando una partenza incredibile. Anche lui ha saputo gestire le gomme (pur ammettendo di essersi trovato meglio con le Full Wet) in maniera perfetta. Stesse modalità di Sergio Perez che è stato anche lui il protagonista indiscusso della domenica turca, col medesimo copione: gestione gomme ed esperienza. Stessa idea espressa anche da Ross Brawn: “è stata una grande sfida cercare di capire come si sarebbero comportate le gomme e prevedere il loro degrado nei successivi 10 o 20 giri. Qui l’esperienza in pista ha fatto la differenza”

Niente da fare per i più giovani

Max Verstappen, che durante tutto il fine settimana era apparso tra i sicuri protagonisti all’Istanbul Park, si è ritrovato a combattere con errori evitabili. Lo stesso hanno fatto Stroll (penalizzato maggiormente da un pit stop nel momento sbagliato) e Charles Leclerc. Nulla da fare per i giovani più arrembanti del lotto. Leclerc si è persino apostrofato in malo modo dopo aver commesso un errore che poteva anche evitare.

Insomma, in Turchia l’esperienza ha pagato molto più del solito talento che a volte può mutare in irruenza di certo meno utile quando ti trovi a remare su un tracciato viscido come l’olio. Proprio ai più giovani ha lanciato qualche frecciatina Ross Brawn, in riferimento agli errori commessi: “quello che abbiamo visto in Turchia ha evidenziato come i piloti in Formula 1 ormai da parecchi anni abbiano messo a frutto tutta la loro esperienza, mentre i più giovani hanno dimostrato di avere ancora qualcosa da imparare. Ad esempio Charles e Max hanno commesso qualche errore perché non hanno mai corso in quelle condizioni”, un monito decisamente chiaro che proviene da una fonte autorevolissima. Lo stesso Brawn ha invece ammesso che “vedere le performance di Seb domenica in Turchia è stato davvero affascinante” aggiungendo un’ulteriore frecciatina per i soliti scettici: “spesso la gente si affretta a scrivere pareri inesatti se si trascorre un periodo poco felice. Domenica, però, ha fatto vedere al mondo tutto il suo immenso talento. Quest’anno si è trovato nell’ombra di Leclerc e senza dubbio la fine del suo rapporto con la Ferrari non è stata semplice da affrontare. Credo che la gara di domenica sia uno di quei giorni che resteranno impressi nella sua mente. Non ha mai commesso alcuna sbavatura ed ha colto ogni opportunità”.

Vettel

D’altronde questa Formula 1 forse con estrema facilità era stata definita off limits per chi virava ormai oltre i trent’anni di età. Meglio ricredersi.

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