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Alfa Romeo: riparte la produzione a Cassino ma all’orizzonte ci sono nuovi stop

Con la fine della produzione della Giulietta potrebbe crescere il ricorso alla cassa integrazione

Dopo lo stop della settimana scorsa riprende la produzione dell’Alfa Romeo Giulia e dell’Alfa Romeo Stelvio nello stabilimento FCA di Cassino. Le due segmento D della casa italiana sono state ferme dallo scorso 19 di ottobre dopo un mese e mezzo di produzione elevata e con solo sporadici ricorsi alla cassa integrazione.

La produzione della Giulietta, invece, si è fermata solo per due giorni la scorsa settimana ed è ripresa a ritmo sostenuto in vista dello stop definitivo che dovrebbe arrivare nel corso del mese di novembre. Come noto, la Giulietta non riceverà una nuova generazione ed uscirà di scena lasciando un vuoto nella gamma Alfa Romeo, che sarà colmato dal Tonale nel 2021, e nello stabilimento di Cassino, che sarà colmato dal Maserati Grecale.

Per il momento, FCA non ha ancora comunicato un nuovo ricorso alla cassa integrazione per Cassino. Tra fine ottobre e inizio novembre, infatti, la produzione dovrebbe procedere normalmente, dal lunedì al venerdì. Nonostante i recenti casi di contagio, il sito continuerà la sua attività per i prossimi giorni per smaltire gli ordini arrivati in queste settimane.

Possibili nuovi stop a novembre

Il mese di novembre potrebbe essere molto difficile per Cassino. Secondo le indiscrezioni, infatti, la Giulietta dovrebbe uscire di produzione proprio nel corso del penultimo mese dell’anno. Al momento, non c’è ancora una data precisa ma difficilmente la segmento C del marchio italiano resterà ancora per molto tempo in produzione (lo scorso anno si parlava di uno stop a marzo 2020).

In queste settimane, la Giulietta ha coperto buona parte della capacità produttiva dello stabilimento. Dopo un lunghissimo stop tra la primavera e l’estate, la segmento C è tornata in produzione da luglio con l’obiettivo di smaltire tutte le scorte di componenti e gli ordini previsti. La produzione dovrebbe ora terminare nelle prossime settimane.

Con lo stop produttivo della segmento C potrebbe esserci un’immediata ricaduta sulle attività a Cassino. La fine della produzione della Giulietta potrebbe essere accompagnata da una crescita della cassa integrazione per il sito laziale in vista della partenza delle attività produttive per la nuova linea del Maserati Grecale, atteso sul mercato solo nella seconda metà del 2021.

Produzione al minimo nel primo semestre del 2020

Il lockdown ha contribuito a peggiorare una situazione già molto difficile per Cassino. Il primo semestre del 2020, infatti, si è chiuso con appena 14 mila unità prodotte come comunicato oggi da fonti sindacali. Nei primi sei mesi dell’anno, lo stabilimento laziale ha lavorato solo al 10% delle sue capacità.

La crescita produttiva registrata da luglio e confermata a settembre ha permesso di ridurre notevolmente il ricorso agli ammortizzatori sociali. La fine della produzione della Giulietta e l’assenza di novità per Giulia e Stelvio (che riceveranno il restyling nel 2021) comporteranno un calo della produzione nei prossimi mesi.

Come comunicato oggi dai sindacati, negli ultimi 18 mesi la forza lavoro di Cassino è stata ridotta di circa 900 unità, scendo a 3.400 addetti. Nonostante il drastico taglio, la produzione continua ad essere insufficiente per colmare le capacità dello stabilimento che guarda al futuro sperando in tempi migliori.

Si aspetta il Maserati Grecale

Il futuro di Cassino è legato a doppio filo al nuovo Maserati Grecale. Il D-SUV di Maserati, basato sulla piattaforma Giorgio, arriverà nel 2021 e sarà il progetto chiave per dare una sostanziale spinta alla produzione nel sito laziale. Il “Piano Italia” di FCA non prevede ulteriori modelli per lo stabilimento che potrà contare solo sui restyling di metà carriera di Giulia e Stelvio, in arrivo probabilmente ad inizio 2021.

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