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Per la Ferrari a Monza il copione si ripete

Le qualifiche di Monza hanno prodotto uno dei più disastrosi risultati della storia del Cavallino, un copione che riporta facilmente a Spa

Vettel e Leclerc

L’incubo in casa Ferrari prosegue a vele spiegate. In una Monza che è casa della Scuderia, il Cavallino Rampante appare zoppo un’altra volta ma ormai l’abitudine (mista alla malinconia) di vedere questa Ferrari così indietro è qualcosa con la quale pare bisogna convivere. Il sabato di Monza somiglia molto ad una catastrofe, capace com’è di fornire dati persino peggiori di quelli visti a Spa-Francorchamps domenica scorsa che già apparivano figli di un disastro annunciato.

A Monza manca il pubblico, che se ci fosse stato (forse) si sarebbe lasciato andare a contestazioni di derivazione calcistica, e manca la Ferrari ovvero quella che manca un po’ a tutti quanti. Il Tempio della Velocità, che solamente un anno fa si era tinto di rosso sia sabato che domenica, è ora destinato alle solite Mercedes che con Lewis Hamilton distruggono un record sul giro secco che apparteneva a Kimi Raikkonen introducendo una media chilometrica sul giro spaventosa ovvero la più alta mai registrata nella storia della Formula 1.

Charles Leclerc partirà in 13esima piazza mentre Sebastian Vettel soltanto 17esimo. Dati che spazzano via la già cattiva condizione del Belgio, quando i due nell’ordine partivano 13esimo e 14esimo.

Fuori anche dalla Q2

C’è davvero ben poco da stupirsi. Entrambe le Ferrari sono finite ancora una volta fuori dalla Q3, ma Charles Leclerc lo aveva anche anticipato già venerdì, e addirittura Sebastian Vettel per una serie di ritardi ed eventi in pista non ha raggiunto nemmeno la Q2. Ma si può dire che quanto abbiamo visto ieri a Monza era abbastanza prevedibile per le ovvie analogie che Monza possiede con Spa-Francorchamps. Anche in questo caso si giocava infatti di anticipo in accordo con speranze ridotte all’osso.

Leclerc Monza

Ancora una volta emerge un dato preoccupante in relazione alla power unit che a Monza, dove il motore conta più di ogni altra cosa, ha fornito dati assolutamente negativi. Non lo dimostra solo la Ferrari ma anche Haas e Alfa Romeo Racing: la power unit del Cavallino Rampante è quella messa peggio nel lotto dei partenti e l’abolizione del cosiddetto party mode non ha modificato alcuna gerarchia. La Mercedes era davanti ed è davanti ancora. Renault e Honda progrediscono costantemente. In ogni caso a Monza, la Ferrari non era mai andata così male e questo fa rabbrividire.

Vettel e l’ultima Monza in Ferrari

Per Sebastian Vettel quella di oggi sarà l’ultima volta a Monza a bordo di una Ferrari. La Monza privata dei tifosi a causa della Pandemia è uno spettacolo a tratti spettrale che però consola Sebastian che nei giorni scorsi aveva dichiarato che proprio questo elemento sarebbe stato un dato positivo nell’ottica di un addio meno malinconico. Ma vederlo così lontano, uno che ha vinto quattro volte il titolo iridato, in quella Monza che dodici anni fa lo consacrava appena 21enne alla sua prima vittoria a bordo di una poco eccellente Toro Rosso sotto il diluvio fa un certo effetto.

Vettel
Sebastian Vettel

La qualifica di ieri è un disastro. Il tedesco partirà dalla casella numero 17 in una apoteosi di drammaticità. Un dato che non doveva essere quello di un addio a una Scuderia che vive un 2020 da incubo. È stato un sabato difficile per Sebastian che partirà oggi con un velo di malinconia fornito da un sabato che non è andato per come doveva a causa di un traffico che ormai è parte integrante dello scenario del sabato di Monza. Lo stesso Vettel ha infatti ammesso sconsolato al termine della Q1: “avevo tante monoposto davanti quando ho cominciato il secondo giro lanciato. In quel momento ho capito che non sarebbe stato possibile migliorarsi. Non capisco perché gli altri hanno cominciato a superare durante il giro di preparazione, tanto che mi sono trovato nel caos e non potevo più spingere. Quando escono dai box tutti dovrebbero stare nella stessa posizione. Tutti dovrebbero avere lo spazio necessario a poter avere un giro libero e invece non è stato così”.

Ferrari Monza

La delusione negli occhi di Sebastian era apparsa subito evidente. Ma l’errore del secondo tentativo, utile per rimediare ad un primo tentativo che lo aveva già fatto scivolare fuori dalla Q1, secondo Sebastian Vettel andrebbe ricercato in un ingresso tardivo in pista ma c’è comunque un velo di ottimismo per la gara di oggi: “probabilmente non abbiamo azzeccato il tempismo corretto per tornare in pista visto che comunque gli altri sono riusciti a gestire la situazione meglio di noi e hanno anche migliorato. Partendo così indietro non sarà una gara semplice, ma ogni cosa può capitare quindi proveremo a vedere”. Indubbiamente è una Monza amara per Sebastian, l’ultima con addosso il Rosso di una Ferrari in ombra fitta: per riscontrare una situazione peggiore si torna indietro al 1962 quando Baghetti partiva 18esimo sul medesimo tracciato brianzolo.

Leclerc se lo aspettava

Le qualifiche hanno fornito un dato migliore a Charles Leclerc che nel pomeriggio scatterà dalla 13esima piazza (13 e 17 come fossero due numeri votati alla più oscura scaramanzia) certificando il reale valore di questa SF1000 che perlomeno dove conta maggiormente la potenza della power unit è costantemente al di là della zona punti. È quindi una performance particolarmente negativa quella che la Ferrari ha inanellato ieri, ma un dato ampiamente previsto da Leclerc che già durante le Libere del venerdì aveva ammesso che l’ingresso in Q3 sarebbe stato probabilmente assimilabile ad un miraggio.

Leclerc
Charles Leclerc

Charles partirà quindi dalla 13esima casella a Monza, la stessa dalla quale era partito soltanto domenica scorsa a Spa-Francorchamps. Al termine delle qualifiche dal team radio del monegasco usciva una voce quasi rassegnata, visto che Leclerc ammetteva di aver fatto il meglio che si poteva fare con questa monoposto sul tracciato di Monza. “È andata bene. Avevo pianificato tutto questo già nella Libere 1 e sapevo che la scia avrebbe giocato un ruolo molto importante. La qualifica è andata bene sebbene la 13esima posizione non mi rende felice ma è quello che possiamo fare in questo momento” ha detto Leclerc al termine della Q2. “La situazione è già molto complicata dal Belgio. Abbiamo trovato tantissime cose ma non abbiamo ancora la soluzione, bisogna però rimanere motivati e speriamo che al Mugello possa andare un po’ meglio”.

Leclerc

Di certo fa un po’ effetto che questa Ferrari riesce a lasciarsi dietro soltanto Alfa Romeo, Haas (che montano la stessa power unit) e la decaduta Williams che perde persino la sua paternità e il suo status di ultimo team a conduzione familiare. Leclerc nel frattempo ci ha tenuto a ringraziare i tifosi che comunque forniscono la loro vicinanza a una Ferrari “in tempesta”, ma il monegasco sa che in questa situazione “se ci saranno diverse monoposto davanti a noi col DRS sarà molto difficile sorpassare” sebbene la scelta libera delle gomme durante la prima parte del Gran Premio potrebbe fornire una mano di aiuto.

Si guarda al futuro

La situazione attuale è quella che è tanto che il direttore sportivo della Scuderia, Laurent Mekies, parla già di futuro e di cominciare a voltare pagina per lasciarsi alle spalle una situazione terribile. Difatti un po’ tutti i vertici di Maranello invocano pazienza e attesa per un qualcosa che verrà non si sa quando e come. Lo stesso Camilleri aveva ammesso che i risultati di oggi sono il frutto di una gestione ad alta pressione verificatasi nel passato. Ma nel frattempo Sergio Marchionne manca ormai da due anni abbondanti e la gestione Montezemolo si è conclusa ben sei anni fa. Si cerca un alibi? Probabilmente per mascherare una decadenza irrefrenabile, forse si.

Ferrari Monza

Ma il futuro attuale parla già di un Mugello alle porte dove questa Ferrari (purtroppo) avrà ben poco da festeggiare perché pensare di riuscire a svoltare in una sola settimana appare fantascienza. Inoltre a Monza questo pomeriggio non ci si attende nulla di buono. Il Tempio della Velocità un tempo era l’ancora di salvezza dove ragionare in termini di motore e dimostrare che il Cavallino era Rampante sul serio, non azzoppato come si presenta ora. A Monza da 36 anni a questa parte la Ferrari era partita sempre entro le prime dieci posizioni, bisogna infatti fare un salto temporale che ci conduce al 1984 quando Alboreto partiva 11esimo mentre Arnoux in 14esima posizione. Ma allora le cose andarono molto meglio in gara con Alboreto finito in seconda posizione alle spalle di Niki Lauda. Una situazione che difficilmente riuscirà ad essere replicata oggi visto che anche la simulazione di gara era apparsa afflitta da notevoli difficoltà.

La Ferrari ha poco da dire in termini di motori che ora si ritrovano alle spalle di tutti gli altri, sopravanzati ora anche dall’unità Renault in grande spolvero già da Spa. I possibili rimedi introdotti a Spa e quindi qui a Monza non producono dati confortanti, per non dire che non producono niente di buono. Il party mode annullato forse parte di un piano di clausole del segreto contratto tra Ferrari e FIA è un concreto buco nell’acqua.

Niente sorprese quindi per Laurent Mekies che ha appunto ammesso che bisogna “concentrarsi per costruire un futuro che ci permetta di uscire da questa condizione. Non sono queste le posizioni per le quali vogliamo competere” ma l’ammissione sul fatto che non ci sarà nulla da sperare arriva quando Mekies dice che “a livello di passo gara non ci aspettiamo niente di speciale”.

Il riscatto al Mugello?

Appare difficile da credere che al Mugello si vedrà una Ferrari differente da quella già vista in queste ultime occasioni. Ma a Maranello ci contano e Leclerc ci spera. Il 1000esimo Gran Premio della storia del Cavallino Rampante dovrebbe essere festeggiato con altre condizioni e altri risultati, lì al contrario di Monza ci saranno 3000 spettatori per ogni giornata e loro potranno assistere al riscatto di una Ferrari in piena difficoltà o all’ennesima débâcle di un Cavallino affaticato. La speranza è chiaramente che i tifosi potranno beneficiare di un trattamento che possa dare sollievo a una stagione fallimentare, ma le incognite sono molteplici.

Nel frattempo soltanto qualche mese fa la Ferrari è riuscita a girare al Mugello con una vecchia monoposto anno 2018. Un dato che potrebbe garantire un piglio in più ai piloti Ferrari che hanno saggiato la pista reale e non quella proposta dal simulatore, peraltro su una monoposto comunque non molto in là con gli anni. Potrebbe essere un punto a favore, ma se la SF1000 non cambia i suoi valori allora ci sarà ben poco da sperare. Tuttavia se ormai è arcinoto che in Ferrari i dati delle simulazioni non combaciano mai con quelli poi riscontrati in pista, stavolta potrebbe invertirsi la rotta perché ci sono dati provenienti dalla pista che potrebbero tradursi in valori al rialzo sulla SF1000. Il tracciato poi è di proprietà della Ferrari e questo potrebbe essere un ulteriore dato a favore della Scuderia che potrebbe disporre di dati freschi e utili.

Vettel Hamilton
Sebastian Vettel assiste ad un passaggio di Lewis Hamilton

Nel frattempo l’immagine più dura e cruda delle Qualifiche di Monza patite ieri da questa Ferrari in affanno è quell’immagine di Sebastian Vettel, eliminato in Q1, che a bordo pista assiste ai passaggi impressionanti di Lewis Hamilton. Lo stesso che ha distrutto il precedente record del Tempio della Velocità, lo stesso col quale ha lottato a lungo per il Mondiale a bordo di una Ferrari mai dotata di quel piglio in più oggi praticamente decaduta.

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