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Ferrari: ora parla Louis Camilleri

L’amministratore delegato del Cavallino Rampante ha parlato del presente e dei problemi di questa Ferrari

Camilleri

C’è il presente e il futuro della Ferrari nelle ultime parole di Louis Camilleri. L’amministratore delegato della Ferrari ha infatti finalmente parlato con il New York Times analizzando la brutta situazione attuale, l’addio di Sebastian Vettel e anche i possibili risvolti futuri che potrebbero indirizzare la Ferrari verso la IndyCar o il WEC.

Il momento che sta attraversando oggi la Ferrari è di quelli difficili, anzi difficilissimi viste le cattive prestazioni messe in pratica fino a questo momento compresi i risultati non proprio in linea delle prime Libere di oggi a Monza. Per la prima volta Camilleri, oltre a voler sottolineare il cattivo momento che sta vivendo oggi la Ferrari, ci ha tenuto a ragionare su quelli che potrebbero essere i problemi della Scuderia alla luce degli attuali problemi ma ha discusso anche delle eventuali soluzioni ad una condizione molto ingarbugliata.

Fiducia in Mattia Binotto

L’occasione è buona anche per provare a togliersi qualche sassolino dalle scarpe, in riferimento a quanto applicato dalle gestioni precedenti alla sua. Le vedute sono ovviamente differenti e chiaramente non c’erano nemmeno dubbi. Ma su una cosa Louis Camilleri è irremovibile: la fiducia in Mattia Binotto e una stabilità a lungo termine che non può assolutamente venir meno.

“Oggi siamo in grande difficoltà, ma ho grande fiducia in Mattia Binotto e nel suo team. I risultati non dimostrano ciò che dico ma ci vuole tempo, a volte tanto tempo. In passato la Ferrari ha subito una grande pressione e tanta gente è stata lasciata andare via. Sembrava di vivere davanti alle porte girevoli, per questo ora sto provando a mettere un freno a questa condizione” ha detto Louis Camilleri.

Camilleri Binotto

L’amministratore delegato ha quindi posto un confronto con Mercedes e Red Bull per far comprendere quello che è il suo pensiero: “c’è bisogno di grande stabilità e tanta concentrazione. Se guardiamo ai periodi vittoriosi di Red Bull o Mercedes, oltre al talento una delle chiavi dei loro successi è la stabilità e francamento ciò è proprio quello che è mancato alla nostra squadra. Poi posso anche guardare al passato della Ferrari, al tempo di Jean Todt, Michael Schumacher e Ross Brawn: loro ci hanno messo sei anni prima di cominciare a vincere e vedere i frutti di un team straordinario. Per questo voglio che ci sia stabilità nonostante la tantissima pressione che c’è sulla Ferrari soprattutto in Italia dove a volte i media sono brutali. La soluzione non è quella di invocare il licenziamento di qualcuno. Questo chiaramente non significa che non possiamo inserire nuove risorse all’interno del nostro team”.

Vettel e il futuro altrove

Inoltre Camilleri ha anche parlato della separazione tra Sebastian Vettel e la Scuderia, oltre che di un futuro ancora non chiaro in riferimento ad ulteriori approdi presso altri campionati e altre serie. L’amministratore delegato della Ferrari ha infatti ammesso quelli che sono stati i motivi che hanno condotto la Scuderia a non rinnovare il contratto di Vettel per virare verso Carlos Sainz Jr.

“Separarci da Sebastian non è stato facile, ma ci abbiamo comunque pensato tanto. Sebastian ha aggiunto tanto valore alla Ferrari ma abbiamo deciso di pensare al lungo termine e quindi al futuro della Scuderia. Abbiamo pensato che porre Sainz accanto a Charles Leclerc fosse la scelta più saggia per il futuro” ha detto.

Camilleri e Leclerc
Louis Camilleri e Charles Leclerc

Ma il nuovo budget cap ha già fornito da qualche tempo la volontà di pensare anche ad altre prospettive. Lo stesso Camilleri ha confermato che le intenzioni ci sono e si guarda soprattutto all’IndyCar e al WEC. “Stiamo guardando da vicino la IndyCar, stiamo provando a capire quella che sarà la flessibilità del nuovo regolamento. Abbiamo capito che vogliono applicare una riduzione dei costi per le prossime stagioni” ha ammesso. Quindi ha escluso l’eventualità di un approdo in Formula E: “la Formula E non è molto rilevante per noi. Lì molte cose sono standard e a noi piacerebbe andare in categorie dove possiamo distinguerci. In Formula E ci sembra difficile capire dove poter fare la differenza” ha concluso Camilleri.

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