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Germania con meno vittime stradali dell’Italia: e i limiti di velocità?

Nel 2019, statistiche migliori in Germania che da noi. Eppure noi abbiamo i limiti di velocità

Nel 2019, in Germania, 3.059 vittime stradali. Il 6,3% in meno rispetto al 2018. Il tasso di mortalità è di 27 decessi ogni milione di abitanti. Contro la media europea a quota 48. Invece, in Italia, 3.173 morti. In calo del 4,6% sul 2018. Anno però in cui c’è stata una delle più gravi disgrazie stradali che si rammentino: il crollo del Ponte di Genova. Chiaro che il 2019 ne beneficia rispetto statisticamente. Il nostro tassi di mortalità è di 53, ben oltre il 48 di media e i 37 della Germania.

Vittime stradali: qualcosa non quadra

Eppure, in Germania, una parte delle autostrade è senza limiti di velocità. Da noi, invece, il limite è di 130 km/h. Del tutto anacronistico. In teoria, ci sarebbe il limite di 150 su tratti col Tutor e sicuri, ma è una facoltà dei gestori. Che non alzano il limite. Chissà, forse il terrore di veder calare i pedaggi: più incidenti, meno pedaggi, sulla scorta delle convenzioni che uniscono lo Stato proprietario delle autostrade con le concessionarie private.

Va detto che forse il limite di velocità come panacea contro la morte può anche considerarsi un mito da sfatare: servono controlli in carne e ossa con meno telecamere, il rispetto della distanza di sicurezza, la guida corretta, l’utilizzo prudente delle corsie.

L’opinione di Fraternità della strada

Sentiamo cosa pensa dei sinistri in Italia Fraternità della strada: nel complesso, i Paesi europei fanno registrare anche nel 2019 un lievissimo miglioramento in termini di vittime (-0,5%) nel 2019. Le nazioni che hanno compiuto i maggiori passi in avanti sul contenimento delle vittime risultano il Lussemburgo, la Svezia e l’Estonia. Al contrario, quelle che hanno peggiorato la loro situazione sono la Slovenia, la Lituania, la Slovacchia, Cipro, il Belgio e persino il Regno Unito, che pure è secondo tra i Paesi più virtuosi, preceduto dalla sola Svezia. Polonia, Bulgaria e Romania confermano una in- sufficiente azione nel contrasto degli incidenti e continuano ad apparire tra i paesi a più alto rischio.

vittime stradali

La nostra Italia, pur mostrando una regressione in termini di vittime, continua a mantenersi nella seconda parte della classifica, al di sotto della media europea. A ben pensarci, si tratta di una sorta di pandemia che non si esaurisce in un arco di tempo, ma che si perpetua ogni anno, dice Fraternità della strada.

Oltre alle azioni repressive sarebbe alquanto utile sviluppare iniziative atte a migliorare non solo la competenza, ma soprattutto la sensibilità, il civismo e il senso di responsabilità personale. Purtroppo, la chiosa, c’è la generale tendenza alla più redditizia spettacolarità, alla più attraente polemica.

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