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Perché Imola non è più Gran Premio di San Marino

Il tracciato di Imola ha da sempre ospitato il GP di San Marino, ad esclusione della sua prima apparizione in calendario e di quella del prossimo novembre

GP Imola

L’iconico tracciato dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola possiede una notevole impronta storica nel calendario della Formula 1, visto che ha ospitato il Campionato del Mondo in 27 occasioni. Un numero che è un’icona per gli appassionati, il numero che ha accompagnato le gesta eroiche di uno come Gilles Villeneuve. Lo stesso numero che dopo la sua tragica scomparsa di Zolder, in Belgio, sarebbe appartenuto a Patrick Tambay chiamato a prendere il suo posto in Ferrari ovvero colui che mandò in visibilio il pubblico assiepato in ogni anfratto dello splendido tracciato di Imola nel 1983.

A quel tempo l’evento mondiale che si disputava presso l’autodromo intitolato ad Enzo e Dino Ferrari si chiamava Gran Premio di San Marino, lo stesso nome che gli venne attribuito dal 1981 fino all’ultima apparizione del 2006. Nel 1980 infatti, Imola ospitò per l’unica volta il Gran Premio d’Italia che chiaramente non si corse a Monza. Con l’introduzione di Imola all’interno del calendario del mondiale di Formula 1, come abbiamo già più volte sottolineato, si tratterà del terzo appuntamento che si disputerà quest’anno in Italia. Una situazione successa soltanto un’altra volta in Formula 1, ovvero quando nel 1982 la Formula 1 corse a Long Beach, Detroit e Las Vegas quindi in tutti e tre i casi negli Stati Uniti.

Una dicitura tendenzialmente impropria

Ammettiamolo, la denominazione Gran Premio di San Marino ha fatto storcere da sempre il naso un po’ a tutti. Probabilmente quella che è stato il nome ufficiale del Gran Premio dal 1981 al 2006 non è stato scelto perché fondamentalmente si tratta di una definizione praticamente impropria. La Repubblica di San Marino, che conta meno della metà degli abitanti della città di Imola, non ha nulla da spartire col tracciato emiliano visto che si trova peraltro a circa 100 chilometri dalla stessa Imola che ospita l’iconico tracciato. Di certo, la denominazione utilizzata fino all’ultima apparizione del 2006 è stata utilizzata per venire incontro ad un classico espediente utile a far sopravvivere un doppio Gran Premio sul suolo italiano mantenendo l’apparenza di non disporre di un doppio Gran Premio all’interno di un unico Paese.

Ma c’è da dire che stavolta non si tratta di un espediente all’italiana. Situazioni simili si sono verificate anche in Germania quando il secondo Gran Premio veniva denominato “GP d’Europa” o addirittura “GP del Lussemburgo”. Ma la situazione attuale non avrebbe giustificate un tale espediente, visto che la gestione di questo particolare calendario ha permesso di divagare senza provocare malumori o eventuali spiacevoli situazioni.

La Formula 1 aveva bisogno di mettere le mani su circuiti dotati del Grado 1 FIA ​​pronti quindi ad ospitare gare di Formula 1. L’Italia come è noto offre appunto Monza, il Mugello e la nuova arrivata Imola. La sua collocazione temporale del primo di novembre sarà anche quella più arretrata che si sia mai corsa in Europa.

La denominazione ufficiale del Gran Premio, ora “Gran Premio dell’Emilia Romagna”, si è reso necessario anche grazie al supporto che la Regione Emilia Romagna ha fornito per riportare la Formula 1 sul circuito per la prima volta dopo 14 anni dall’ultima apparizione ufficiale. “Vedere la Ferrari e le altre auto correre sul circuito di Imola sarà una profonda emozione”, ha dichiarato Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna. “Imola è sempre stata un luogo naturale per la Formula 1 e abbiamo scelto di nominare il Gran Premio come GP dell’Emilia Romagna, in omaggio alla nostra regione, la terra dei motori per eccellenza”.

Questo significa che il 28esimo Gran Premio di Imola avrà quindi a disposizione la sua terza denominazione differente. Sorprendentemente, questo non rappresenta un record per un tracciato che ospita la Formula 1.

Con il rientro del Nurburgring, proprio il tracciato tedesco detiene il record in termini di denominazioni ufficiali fornite: il Nurburgring ha infatti ospitato gli eventi “tedesco”, “europeo” e “lussemburghese”, quindi quest’anno sarà denominato “Gran Premio dell’Eifel”. Ovvero la sua quarta denominazione diversa.

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