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Settanta volte auguri Gilles!

Il 18 gennaio Gilles Villeneuve avrebbe compiuto 70 anni

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Quella dell’Aviatore Gilles Villeneuve è una favola privata del lieto fine. Sarebbero 70, oggi, le candeline soffiate sulla torta del buon vecchio Gilles. Quasi 38 in più di quelle necessarie a portarselo via per sempre, sbattuto sull’asfalto di Zolder in Belgio dopo un volo d’Aviatore finito male. Fin troppo male. Il numero 27 della sua Ferrari era il marchio di fabbrica di una sensata follia che lo aveva conficcato dritto nel cuore dei tifosi che in Gilles vedevano un idolo tremendamente affascinante. Uno di quelli che o li ami o li odi, ma Gilles ci sapeva fare e c’era soltanto amore per lui. Le sue imprese facevano (e fanno!) innamorare.

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Gilles aveva contagiato tutti con quella Febbre Villeneuve (denominazione coniata dal direttore di Autosprint Marcello Sabbatini nel 1979), tutti quelli che all’epoca vivevano di una Formula 1 Eroica. Joseph Gilles Henri Villeneuve era diventato il simbolo più autentico di una Ferrari d’altri tempi. Voleva apparire persino più giovane Gilles (dopo la sua morte si scoprì che aveva falsificato la sua data di nascita), escludendo due anni dal suo documento di identità pensava di poter trovare un’agevolazione in più per approdare nel Circus. Probabilmente non ce ne sarebbe stato bisogno.

Neve e motoslitta

A Saint-Jean Sur Richelieu non c’era altro che neve a perdita d’occhio. Il paesino sperduto del Canada che aveva cullato un neonato Gilles nel gennaio 1950 si presentava come un posto praticamente dimenticato da Dio; il freddo era così potente che l’acqua era costretta a ghiacciarsi all’interno delle tubazioni. Figuriamoci se poteva esserci spazio per una improbabile cultura motoristica in quell’angolo sperduto del Canada. Ma uno sparuto esempio di competizioni era possibile: c’era evidentemente soltanto lo spazio per le motoslitte.

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Il paesaggio bianco del Québec era il luogo ideale per dedicarsi alle motoslitte. Alla Villeneuve si intende.

La Formula 1

La storia di Gilles Villeneuve è strettamente legata a quella di Enzo Ferrari. Fu proprio il Drake a scommettere su di lui. Gilles era approdato in Formula 1 durante il Gran Premio di Silverstone anno 1977 a bordo di una McLaren, relegato però a terzo pilota Marlboro. Quando, sempre nel 1977, Niki Lauda se ne andava dalla Ferrari nessuno avrebbe mai immaginato che Enzo Ferrari potesse pensare a Villeneuve per sostituire Niki. Eppure il Drake stupì proprio tutti: per le ultime due gare della stagione, a bordo della Ferrari c’era Gilles Villeneuve.

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La scommessa di Enzo Ferrari era vinta. C’era un semisconosciuto su una Ferrari che aveva permesso a Niki Lauda di vincere il Mondiale quello stesso anno. Fra i colleghi non erano tanti quelli che lo apprezzavano in Formula 1, ad eccezione di Arnoux e Tambay con cui divideva un’amicizia quasi fraterna. Ma le folle erano pazze di Villeneuve. Impazzirono per esempio nel ’79 dopo aver assistito ad uno dei duelli più memorabili della storia della Formula 1. A Digione Gilles, dopo aver perso la testa del Gran Premio, ingaggiò uno straordinario duello con René Arnoux. Frenate a limite, ruote contro ruote e sorpassi ripetuti. Uno spettacolo.

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Risulta quasi inutile ricordare quanto fu grande Gilles in pista visto che tutti si ricordano gli episodi più straordinari di una carriera breve ma intensa come poche.

Cuore e passione

È impossibile da imitare Gilles Villeneuve per il suo essere verace e per essere dotato di un cuore imperturbabile. Il suo temperamento lo conduceva verso un’eccessività di gesti e situazioni uniche. Il suo modo di parlare lo avvicinava a tutti, la sua unica voglia era quella di vincere. Una volta disse: “Non assolutamente intenzione di vincere un Campionato del Mondo piazzandomi terzo o quarto. La mia pretesa è quella di essere il migliore, in tutto. È ciò che ho nel mio carattere”. La continua ricerca del limite era un vero e proprio mantra per Gilles. Lo faceva anche al di fuori delle piste che calcava di domenica.

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Divennero semplicemente memorabili le sue corse per raggiungere Maranello da Montecarlo nel più breve tempo possibile. Lo sapeva bene la polizia quando sfidò sulla stessa tratta il compagno di squadra Jody Scheckter: “Sono un pilota e sono pagato per correre, voi volete multarmi?” disse durante un posto di blocco a Modena. Per non parlare dell’elicottero, mezzo utile a far prendere più di uno spavento a chi malauguratamente viaggiava con lui.

Di sicuro le corse, dopo Gilles, non furono più le stesse. I suoi comportamenti in pista, le sue uscite fuori dal consueto nastro di asfalto, le battaglie fino all’ultimo sangue contribuirono a rendere la Formula 1 un paradiso degli Eroi. Lauda una volta gli intimò di calmarsi e di mettere da parte la follia. Ma lo ammirava e ne apprezzava l’impressionante coraggio.

Gilles è leggenda

È diventato leggenda Gilles Villeneuve. Lo è diventato quel maledetto 8 maggio del 1982. L’incorreggibile Villeneuve non poteva morire così, almeno nel cuore e nell’immaginario di chi lo aveva amato e ammirato ma anche di chi imparava ad ammirare una Formula 1 (che non c’è più) proprio grazie a Gilles. L’Aviatore, divenuto tale proprio per i suoi voli e per le acrobazie da scalmanato, usciva sempre tutto intero dalle disgrazie che lo portavano al di là della fisica. Era un eroe anche per questo.

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Enzo Ferrari ammise subito che per il suo Gilles c’era posto nell’album delle sue sofferenze passate. “Ogni volta che guardo al mio passato vedo chi ho amato. Tra loro c’è anche questo grande uomo, il suo nome è Gilles Villeneuve. Gli volevo tanto bene” disse il Drake. Ma l’82 sarebbe stato l’anno degli addii per Gilles. Non c’era più spazio per la moglie Johanne e soprattutto non c’era più spazio per la Ferrari dopo i fatti di Imola e le incomprensioni con Pironi.

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Didier Pironi e Gilles Villeneuve

Non si era mai arreso Gilles Villeneuve. In cinque stagioni nel Circus ci ha provato a vincere un titolo ma si era accontentato di sei Gran Premi terminati sul gradino più alto del podio. Gli sono bastati quelli per scrivere la Storia, una Storia di emozioni. Forse è pure vero che non ci sarà mai nessuno come Gilles, forse perché Villeneuve è semplicemente inimitabile. Non ci dimenticheremo mai di Gilles Villeneuve. Buon 70esimo compleanno Gilles!