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Sebastian Vettel e quei contatti con Red Bull

Sembra che il tedesco, oltre che con Racing Point, possa nutrire speranze anche col suo vecchio team. I contatti con Red Bull appaiono sempre più intensi

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A volte le indiscrezioni la dicono lunga sulla realtà dei fatti. Sembrerebbe infatti che Mateschitz, capo di Red Bull, avrebbe fornito a Helmut Marko varie indicazioni per provare a ricongiungere Sebastian Vettel al suo vecchio team. Sebbene in tedesco sembra ora più vicino a Racing Point. C’è da dire infatti che il futuro di Sebastian è probabilmente l’argomento più discusso di queste ultime settimane nonostante l’ufficialità da una o dall’altra parte sia in questo momento solamente un’utopia.

In questi giorni in casa Racing Point hanno anche ammesso le loro intenzioni che collimerebbero con un interessante approdo di un quattro volte campione del mondo che potrebbe portare in dote stima e fascino ad un costruttore come Aston Martin che a partire dal prossimo anno proverà ad entrare nel Circus dalla porta principale. Ma Vettel temporeggia e non la da vinta a nessuno. Ma se invece dietro al suo temporeggiare si nascondesse una probabile volontà di ritornare a vestire la tuta Red Bull?

Visione appagante

Potrebbe quindi essere una situazione particolarmente appagante per il tedesco. Va ricordato infatti che Sebastian ha vinto i suoi quattro titoli mondiali proprio col team di Milton Keynes, col quale ha militato dal 2010 al 2014 per poi abbandonarlo proprio in favore dell’attuale Ferrari con la quale il rapporto è ormai giunto al capolinea.

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Se non altro colpisce il fatto che Vettel solamente qualche settimana fa appariva ormai spacciato, destinato ad un 2021 al di fuori di questa Formula 1. Un ragionamento nato dopo l’ufficializzazione di Daniel Ricciardo in casa McLaren e dopo l’approdo di Fernando Alonso in Renault. A questi si era aggiunta una Racing Point che ammetteva di non aver nulla e nessuno da cercare perché Perez e Stroll disponevano già di un contratto bello e buono. Ma nel valzer delle ipotesi la Racing Point è ritornata di nuovo tra le papabili mentre la Red Bull ha cominciato a circolare tra le ipotesi all’indomani dell’ultimo Gran Premio di Ungheria.

Ma l’ipotesi Red Bull in ogni caso circolava già anche in Austria, ma dopo una pseudo apertura da parte di Chris Horner ed Helmut Marko, seguiti da qualche commento positivi proveniente anche da Max Verstappen, i due ammettevano un sonoro no nei confronti di Sebastian Vettel aggiungendo che il 2021 vedeva già i propri piloti in formazione definitiva. Ma si sa che in Red Bull si ragiona seguendo una linea fortemente gerarchica e chi sta a capo della piramide è Dieter Mateschitz che crede ancora in Sebastian Vettel in virtù di un rapporto simile a quello riscontrabile tra un padre e un figlio; sarebbe proprio lui ad aver riacceso le speranze, dando avvio ad una prima trattativa.

Ottimi rapporti

Il possibile ritorno in casa Red Bull andrebbe a rimarcare la bontà dei rapporti che intercorrono tra Sebastian Vettel e il management di Red Bull. Addirittura sembra che la condizione che sta vivendo Vettel quest’anno, ovvero quella di chi vive da separato in casa, pare abbia riacceso il feeling tra il tedesco e la gente di Red Bull. Nell’altalena di una situazione come quella attuale, producono validi indizi alcuni comportamenti a cui molti danno parecchio peso. Non sono infatti sfuggiti alcuni avvicinamenti tra Vettel e i vertici di casa Red Bull: il tedesco si è infatti visto discutere più volte nel paddock con Marko e Horner. Addirittura in Austria la Ferrari ha persino subito un richiamo riguardante l’infrazione di alcune norme e comportamenti anti Coronavirus, proprio a seguito di alcune immagini che ritraevano Vettel e i due della Red Bull discutere con tranquillità senza l’utilizzo della mascherina (oltre al fatto che si trattava di elementi provenienti da due bolle differenti).

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Potrebbe in ogni caso essere tutto un caso e potrebbe anche accadere che in Ferrari alcune scene che ritraggono Vettel e gli uomini Red Bull non producano proprio tanta felicità. Ma sembra che Vettel stia utilizzando la schiettezza nel suo ultimo anno da separato in casa e pare che i suoi comportamenti riescano a certificare dei modi di fare diretti e precisi.

In ogni caso le voci di un possibile ritorno in Red Bull potrebbero essere alimentate dalla cattiva prestazione in qualifica di Alexander Albon. Il thailandese ha infatti patito il confronto col bravo Max Verstappen e pare che in questi ultimi anni il vivaio gestito da Helmut Marko non abbia prodotto gente valida ad impostare un corretto confronto col mai domo Max Verstappen. Pare infatti che in Red Bull manchi un Ricciardo, o più probabilmente proprio un Vettel, capace di fornire il giusto piglio anche nella rincorsa al mondiale costruttori. Quella chiamata che Vettel fece a Marko dopo aver saputo di essere stato silurato dalla Ferrari potrebbe quindi nascondere qualche dato in più.

Il rammarico

Pare poi sia emerso un certo rammarico che coinvolge lo stesso Vettel e che lo ha fatto riflettere sul suo abbandono dopo un 2014 parecchio deludente a bordo della Red Bull. Sebastian infatti ha ammesso per la prima volta pubblicamente di essersi rammaricato per aver abbandonato la Red Bull nel 2014. L’argomento trattato dal tedesco fa seguito ad alcune indiscrezioni che avrebbero voluto proprio Dietrich Mateschitz restio dal perdonare Sebastian per il suo passaggio in Ferrari, ma pare ora la cosa sia acqua passata.

Di certo Vettel non è apparso pentito di aver firmato un passaggio in Ferrari, ma ha ammesso a Sky Deutschland che “ciò di cui mi pento un po’ è il modo in cui è finita con Red Bull” aggiungendo quindi che “si era creata una situazione particolare da gestire a livello contrattuale ma sono cresciuto col mito di Michael Schumacher e della Ferrari. Sicuramente se tornassi indietro ascolterei maggiormente la mia coscienza in modo da comportarmi diversamente”. Mateschitz infatti non aveva gradito che l’accordo a lungo termine firmato da Vettel era stato messo in pratica senza aver avvertito i vertici Red Bull. “Quando Christian ha ricevuto il mio SMS sapeva cosa stava per succedere e lo sapevamo tutti. Ma nessuno poteva ancora parlarne” ha ammesso un rammaricato Vettel. “Posso dire che dopo me ne sono pentito perché ci siamo trovati benissimo insieme! Abbiamo ottenuto così tanto. Ascoltare il mio istinto non sarebbe stato sbagliato”.

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La questione potrebbe quindi condurre a una qualche resistenza che ostacolerebbe il ritorno di Vettel in Red Bull, ma a volte si perdona e in Formula 1 le cose spesso cambiano. Ma al momento l’ipotesi più discussa rimane quella in salsa Racing Point, futura Aston Martin sebbene Vettel non abbia mai provato a negare i possibili risvolti marchiati Red Bull, anzi ha ammesso che avrebbe accettato velocemente una eventuale offerta proveniente dal team di Horner.

Alla ricerca della competitività

Ciò di cui è certo Vettel è che ha ancora voglia di vincere e per questo motivo è alla ricerca di un’ipotesi fortemente competitiva. Di certo può essere accantonata l’ipotesi Mercedes vista l’intenzione di confermare l’attuale coppia di piloti anche per il prossimo anno. Ma la Racing Point rappresenta un’alternativa concreta, anche in virtù delle ottime prestazioni dimostrate e dell’interessante processo di crescita a cui mira. Nel frattempo in questi ultimi giorni Otmar Szafnauer, team principal di Racing Point, ha confermato l’interesse nei confronti di Sebastian ammettendo che il fatto di avere un quattro volte campione del mondo interessato al suo team lo lusinga particolarmente.

I commenti positivi di Szafnauer vanno in ogni caso di comune accordo con alcune dichiarazioni proprio di Sebastian Vettel, il quale ha ammesso che non ha di certo ancora deciso cosa farà nel suo prossimo futuro ma ha aggiunto che: “tutti sappiamo l’auto che bisogna guidare per vincere, ma visto che non si tratta di una opzione realistica, bisogna trovare qualche cosa di simile”. Un chiaro segnale, strettamente legato proprio al fatto che l’unica monoposto simile alla Mercedes in termini prestazionali (ma anche estetici) è proprio la Racing Point che in Ungheria ha mostrato di poter fare decisamente bene. Con la partenza prospettata quest’anno dal team di Lawrence Stroll, il cambio regolamentare del 2022 con un pilota di esperienza come Sebastian Vettel potrebbe fornire valide possibilità di rilancio e di cambiamento radicale.

Nel frattempo Vettel non è apparso preoccupato per il suo imminente futuro ma rispetto a qualche settimana fa, ora Vettel sembra quasi avere l’imbarazzo della scelta e le settimane (se non i giorni) che verranno potrebbero essere quelle necessarie per fornire una risposta a tutti i dubbi. E un chiaro indirizzo per il futuro di Sebastian Vettel.

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